della dr.ssa Daniela Morosini
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Preceduti da iscrizioni manoscritte, sonetti spesso con contenuto
di avvertimento, gli ex libris (foglietti o cartellini da libro)
nacquero parallelamente all’aumento della diffusione del libro,
a sua volta dovuta all’invenzione della stampa.
Ebbero l’obbiettivo di dare alla proprietà del volume maggior decoro
e maggiore possibilità di distinzione, rendendone così più difficile
il furto.
Probabilmente ispirati ai cosiddetti “segni di bottega”, nacquero
in Germania non solo perché là ebbe origine la stampa,
ma soprattutto perché là si sviluppò in maniera straordinaria la
xilografia.
Gli ex libris cambiarono sotto l’influenza delle scuole e dei governi,
esprimendo tendenze, gusti letterari e artistici di più generazioni.
Il più antico ex libris conosciuto appartenne a Hans Jgler,
cappellano della famiglia bavarese Von Shoenstett, il cui nome è
rintracciabile nei caratteri gotici contenuti nel cartiglio, sotto
il quale vi è un ramoscello con un porcospino.
Questo esemplare, degli anni 1470-80, presenta già in sé i tratti
degli ex libris moderni: formato rettangolare incorniciato, una
figura centrale in rapporto logico e/o semantico col proprietario,
il cui nome viene inscritto in cartiglio.
Nel 1500 l’ex libris assume le caratteristiche di uno stemma
araldico con le armi delle varie famiglie di nobili che
in questo periodo sono anche i maggiori possessori di biblioteche.
Nei secoli il cartellino aumenta le sue dimensioni e rende la propria
figurazione più completa e raffinata. Ricca in epoca barocca, la
decorazione si fa più essenziale e asciutta nel 1700, contemporaneamente
alla diffusione del Neoclassicismo, a cui si ispira nell’inserimento
del nome del proprietario in lapidi o monumenti ispirati al classico.
Così avanzando nel tempo la borghesia ottocentesca, non avendo elementi
nobiliari da raffigurare sui propri cartellini, spesso ricorre ai
paesaggi dell’arte romantica.
Gli ex libris conoscono poi un’evoluzione sia qualitativa che quantitativa
alla fine del secolo XIX, all’avvento e diffusione dell’Art nouveau.
E’ proprio a partire da questo momento che si sviluppa anche il
collezionismo a livello internazionale, con la nascita
di associazioni finalizzate a intensificare gli scambi e a incentivare
la produzione di ex libris.
Essi vengono così commissionati sempre più come opera d’arte
autonoma, indipendente dal suo utilizzo primario.
Il 1900 conosce poi la nascita anche dei cartellini specializzati
(medicina, farmacia, erotismo, “ex musicis” ed “ex foliis”).
Argomenti correlati:
che cosa sono gli ex libris
e
che cosa sono gli ex musicis,
di Mauro Mainardi;
consigli a un collezionista
principiante, di Benoît Junod;
simboli per tecniche d'incisione,
lista ufficiale FISAE;
Il notiziario Block Notes offre una
panoramica aggiornata sul mondo dell'ex libris.
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