Tutto quanto fa ex libris
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Le allegorie nelle stampe dal XVI al XVII secolo

Dal biglietto d’invito.

Le allegorie nelle stampe dal XVI al XVII secolo

Ciclo di lezioni

Profonda curiosità ed interesse suscitano le immagini a stampa raffiguranti temi allegorici. Dal quindicesimo al diciassettesimo secolo, illustri maestri incisori hanno realizzato composizioni complesse, destinate ad illustrare temi dai significatireconditi e profondi, tali da indurre lo spettatore ad un’intensa elaborazione interiore. Albrecht Dürer, Giorgio Ghisi, Rembrandt, insieme a numerosi altri artisti, risultano efficaci artefici in grado di elaborate architetture compositive dal senso apparentemente imperscrutabile e comunque affascinanti. Accompagnati anche questa volta dal relatore che indicherà percorsi, svelerà enigmi, dipanerà intrecci, verranno proposte raffigurazioni religiose e profane in cui le apparenze formali saranno superate per poterne carpire i messaggi più reconditi e suscettibili di riflessioni.

Ciclo di lezioni tenuto da Paolo Bellini, già docente di Storia del Disegno e dell’Incisione all’Università Cattolica di Milano
Inizio lezioni ore 18,00
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

27 febbraio 2013
L’allegoria del Mostro marino

6 marzo 2013
Le Parche

13 marzo 2013
Il ratto di Ganimede

20 marzo 2013
Il vaso di Pandora

27 marzo 2013
Cefalo e Procri

3 aprile 2013
Tre allegorie religiose sulla salvezza

Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”
Sala Consultazione
Milano, Castello Sforzesco

Info: tel. 02 884 63670
lunedì-venerdì, 9.00-16.00
www.milanocastello.it
c.craaibertarelli@comune.milano.it
amici@bertarelli.org

23 February 2013   Comments Off on Le allegorie nelle stampe dal XVI al XVII secolo

Il Senso del Dolore. Riflessioni su immagini dal XV al XX secolo. Ciclo di lezioni.

Dal biglietto d’invito.

Il tradizionale ciclo di lezioni tenute dal Prof. Paolo Bellini, quest’anno avrà come argomento il senso del dolore. Soggetto trattato ampiamente da un gran numero di artisti in epoche e luoghi differenti: il dolore fisico provocato dalla malattia, dalla povertà, da atti violenti, quello più recondito dell’anima che scaturisce dall’abbandono, dalla solitudine dall’angoscia. Le raffigurazioni ispirate a questi temi saranno considerati quali punti di partenza per riflessioni, pensieri condotti e guidati dal relatore. È necessario attribuire un senso al dolore? In questo caso, quale? Come sfuggirlo o almeno ridurlo? Il dolore inserito in una prospettiva religiosa può essere considerato anche in chiave laica? Numerosi e complessi risultano gli interrogativi che la sofferenza ci pone. “Se è vero che ci si abitua al dolore, come mai con l’andar degli anni si soffre sempre di più?” (Cesare Pavese)

Nel corso di ciascuna lezione saranno esposte a rotazione opere di artisti contemporanei:
Giuseppe Aliprandi, Arianna Loscialpo, Raffaele Minotto, Tina Giacone Ciravegna, Enrica Guerra, Marco Innocenzi.

Ciclo di lezioni tenuto da Paolo Bellini già docente di Storia del Disegno e dell’Incisione Università Cattolica di Milano

Inizio lezioni ore 18,00 – ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

29 febbraio 2012
L’apparente non senso del dolore

7 marzo 2012
Le tante tipologie del dolore

14 marzo 2012
I dolori “da fuori”

21 marzo 2012
I dolori “da dentro”

28 marzo 2012
Modi per cercare di sfuggire o ridurre il dolore

4 aprile 2012
Il dolore ha un senso o bisogna darglielo?

Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” – Sala Consultazione – Milano, Castello Sforzesco

Info:
tel. 02 884 63670
lunedì-venerdì, 9.00-16.00
www.milanocastello.it
c.craaibertarelli@comune.milano.it
amici@bertarelli.org

5 March 2012   Comments Off on Il Senso del Dolore. Riflessioni su immagini dal XV al XX secolo. Ciclo di lezioni.

Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara.

Dal biglietto d’invito.

La S.V. è invitata all’inaugurazione della mostra

Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara

che si terrà giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 17,30 nell’Arengo del Broletto di Novara.

Dopo i saluti di
Andrea Ballaré, Sindaco di Novara
Paola Turchelli, Assessore alla cultura
Ezio Leonardi, Presidente Fondazione della Comunità del Novarese Onlus
Maria Carla Uglietti, Direttrice dei Musei Civici

interverranno
Paolo Bellini, curatore del catalogo
e Marco Carminati del “Sole 24 Ore”.

L’apertura al pubblico è prevista da venerdì 16 dicembre.

 

Novara conserva una raccolta di stampe di Albrecht Dürer (1471-1528) di ben 178 opere, che è una delle più importanti in Italia. Le incisioni, donate alla città nel 1833 da Gaudenzio De Pagave, vengono ora mostrate nella loro interezza al pubblico nella prestigiosa sede del Broletto, al termine di un lungo lavoro di restauro per il 150° dell’Unità d’Italia. Il catalogo che accompagna la mostra, a cura di Paolo Bellini, non solo illustra tutte le opere della collezione ma in particolare ne esamina con ampie schede di commento quelle ritenute più importanti e significative da un punto di vista iconografico. L’interpretazione e la corretta descrizione dei soggetti costituiscono infatti il taglio privilegiato dal curatore nel convincimento che gli studi su Dürer più recenti abbiano un poco indagato su questo particolare versante. Una mostra ricca di fascino e mistero nel segno di una tradizione sempre attuale.

Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara.
Arengo del Broletto di Novara, corso Italia 16
16 dicembre 2011-28 febbraio 2012
Orari di apertura:
martedì-sabato ore 14-19, domenica ore 10-19, chiuso lunedì, 25 e 26 dicembre 2011, 1° gennaio 2012.
Info e visite guidate: 0321 3702758, 800 500 257
musei@comune.novara.it
www.comune.novara.it

11 December 2011   Comments Off on Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara.

Posta. Testo di riferimento tecnico per gli ex libris.

Buongiorno Giancarlo,

pratico l’acquaforte e mi sono recentemente appassionata al mondo degli ex libris. Vorrei tentare di elaborarne alcuni ma mi mancano alcuni dettagli tecnici: misure massime (e minime), carta usata per stampa, tirature massime ecc… Volevo sapere se esiste qualche testo tecnico di riferimento.

Grazie.

Marta Materni

 

Buongiorno Marta,

ho avuto il mio bel daffare per poter rispondere alla tua email. Ho cercato sul web, usando proprio la tua definizione, testo tecnico ex libris, ma non ho trovato nulla. Ho guardato nella mia biblioteca, ma anche lì a vuoto. Nemmeno il testo capitale per eccellenza sugli ex libris, cioè “Gli ex libris italiani dalle origini alla fine dell’Ottocento (link verso Amazon.it)“, ne parla.

La voce “ex libris”, nel Dizionario della stampa d’arte, a cura di Paolo Bellini, che occupa quasi una pagina, è priva di questi riferimenti pratici.

Cercherò di rispondere in base alla mia esperienza.

Se pensiamo all’ex libris come a un oggetto da incollare su un libro, allora è evidente che le dimensioni del supporto stampato devono essere inferiori a quelle del libro. Sembra ovvio, non è così? Eppure, poiché oggi l’ex libris esiste in due forme, quello originale e quello mutato, in cui il primo è quello che si incolla sui libri e il secondo è una grafica d’arte di piccolo formato destinata alla collezione e agli scambi, la considerazione non è scontata. Esistono ormai numerosi ex libris, calcografici, stampati su fogli A4. Mi domando su quali e quanti libri si possano incollare ex libris tanto grandi.

Prima risposta. Misure minime: il minimo che consenta l’incisione di una figura di senso compiuto. Ho dato un’occhiata alla mia collezione, ho trovato tra gli altri un paio di piccoli ex libris xilografici di Furio de Denaro, le misure del supporto per entrambi sono: (hxb) 118×82 mm. La superficie stampata del più piccolo dei due è: 46×46 mm. Misure massime: se teniamo conto di quanto sostenuto prima, cioè che l’ex libris esiste anche in forma mutata, la misura massima del supporto ritengo che vada considerata quella di un foglio A4, quindi 297×210 mm. La superficie stampata non potrà essere più ampia, ovviamente.

Potremmo incontrare un ex libris di dimensioni superiori all’A4? Penso che certamente potremo incontrare una stampa, di tipo figurativo o astratto, contenente le parole “ex libris”, di dimensioni superiori all’A4. Ma se siamo d’accordo sul fatto che un ex libris (originale o mutato) è una stampa d’arte di piccolo formato, la mia risposta è no, quello non sarà un ex libris, sarà una stampa d’arte contenente la parola ex libris.

Seconda risposta. Carta usata per la stampa. La carta (da me) preferita è quella in cotone, con pH neutro. È quella che più resiste al passare del tempo. Di quale grammatura? Indicativamente direi a partire dai 60g/m². Ma fino a quale pesantezza massima della carta si può arrivare? Ancora una volta, dipende. Se l’ex libris è destinato ad essere incollato su una delle sguardie del libro, la carta non dovrà essere troppo pesante. Fino a questo momento il massimo che mi sia capitato è carta di 300/m². Se qualche artista ne usa di più pesanti, sono disponibile a correggere il numero indicato!

Terza risposta. Tirature massime. Tipicamente un’acquaforte “regge” fino a circa 120 copie, poi il deterioramento è troppo visibile. C’è chi placca l’acquaforte con acciaio e ottiene tirature più elevate. In tal caso, essa è ancora un’acquaforte? Ai lettori la sentenza, come si dice. Una xilografia (dicono) regge fino a 5.000 (cinquemila) copie. Nessuno, che io sappia, stampa così tante copie di un ex libris. L’eccessivo numero di copie circolanti ne deprime il valore. Nel caso dei collezionisti, che non comprano e non vendono ma scambiano, non parliamo di valore ma di appetibilità. Non per niente le acqueforti non vengono scambiate con xilografie, ma solo con altre acqueforti.

Giancarlo Nicoli

 

Note:

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9 August 2011   Comments Off on Posta. Testo di riferimento tecnico per gli ex libris.

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