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Category — Ex libris

L’Arte e il Torchio. Gli incontri didattici, il nuovo libro

La rassegna internazionale “L’Arte e il Torchio” ha riscoperto – attraverso quattro incontri, dal 17 gennaio al 7 febbraio, presso “Lo Studiolo” di via Beltrami – la storia dell’arte dell’incisione, d’invenzione e di traduzione, dagli inizi ai nostri giorni, vista attraverso le opere dei grandi maestri. In quattro appuntamenti sono stati illustrati attraverso le varie tecniche incisorie – da quelle dirette (bulino, puntasecca, maniera nera) a quelle indirette (acquaforte, acquatinta, ceramolle, ecc.), dai metodi a rilievo (xilografia e linoleografia) fino a quelli “sperimentali” del ’900 – i percorsi creativi e innovativi dell’arte a stampa.

In occasione degli incontri didattici è stato distribuito un libretto (non in vendita). Grazie a Vladimiro Elvieri, Artifex è lieta di offire ai propri lettori il file PDF. A completare il materiale didattico, una bibliografia essenziale dell’incisione.

Cliccando sulla copertina si apre il file pdf.

L'Arte e il Torchio (copertina)

L’Arte e il Torchio (copertina)

 

L’ARTE E IL TORCHIO  (a cura di V. Elvieri)

Bibliografia essenziale dell’Incisione

 

A. Bartsch, Le peintre-graveur, Wien / Paris 1803-1821 21 voll.

L. Servolini, La Xilografia, Mondadori Milano 1950

H. Focillon, I grandi maestri dell’incisione, Alfa Ediz., Bologna 1965

L. Servolini, L’arte di incidere (manuale pratico), Torino 1961-1971

H. Goetz, La gravure au carborundum, Maeght Edit. Parigi 1968-1974

R. Federici, S. Kraczyna, D. Viggiano, I segni incisi, Il Bisonte, Firenze 1978

D. Saff, D. Sacilotto, Printmaking: History and Process, Holt, Rinehart and Winston, New York 1978

F. Salamon, La collezione di stampe, Mondadori, Milano 1977

G. Strazza, Il gesto e il segno, Ediz. Scheiwiller, Milano 1978

L. Bianchi Barriviera, L’incisione e la stampa originale, Neri Pozza Edit. Vicenza 1984

S. Sassi Cuppini, La Scuola del libro di Urbino, QuattroVenti, Urbino 1986

R. Bruscaglia, Incisione calcografica e stampa originale d’arte, Ediz. QuattroVenti, Urbino 1988

F. Di Castro, La linea astratta dell’incisione italiana, Electa Mlano 1989

C. Esposito, Hayter e l’Atelier 17, Electa, Milano 1990

F. Fossier, Il fiore dell’Impressionismo, Fabbri Editori, Milano 1990

B. Starita, Xilografia, Calcografia, Litografia, (manuale tecnico) A. Guida Editore 1991

P. Bellini, Arte fantastica e incisione, G. Mondadori, Milano 1991

S. Massari, F. Negri Arnoldi, Arte e scienza dell’Incisione, Carrocci Edit. 1994

P. Bellini, Dizionario della stampa d’arte, A. Vallardi Edit. 1995

A. M. Hind, La storia dell’Incisione (dal XV secolo al 1914), U. Allemandi, Torino 1998

F. Salamon, Il conoscitore di stampe, Allemandi, Torino 2003

J. Bentini, M. Faietti, F. Farneti, L’Europa nella grafica del ‘900, Marsilio Editori, Venezia 2004

V. Caudron, D. Tonneau Ryckelynck, Les epreuves du Musée, Musée de Gravelines, France 2007

M. Benedetti, C. Sugliani, A. Veca, L’arte della calcografia: storia, tecniche, ricerca, Mudima Ed. MI 2011

23 February 2013   Comments Off on L’Arte e il Torchio. Gli incontri didattici, il nuovo libro

L’ex libris italiano, maggio-agosto 2012

Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Di seguito riproduciamo l’indice. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

L’ex libris italiano, rassegna di piccola grafica.
Associazione Italiana Ex Libris – anno 18 – numero 2 – maggio-agosto 2012.

In copertina: Juri Jakovenko, ex libris per Christos Giannakos, “L’ex libris”, C3, 2010.

In copertina: Juri Jakovenko, ex libris per Christos Giannakos, "L'ex libris", C3, 2010.

In copertina: Juri Jakovenko, ex libris per Christos Giannakos, “L’ex libris”, C3, 2010.

In questo numero:

  • L’editoriale del Presidente, Mauro Mainardi, su: Il 2° articolo dello statuto AIE
  • Paolo Rovegno: Mail Art, ovvero quando l’arte arriva col postino
  • Marco Franzetti: Dieci domande a Christos Giannakos
  • Mauro Mainardi: Primo congresso exlibristico italiano a Bodio Lomnago
  • Marco Franzetti: Al congresso di Bodio Lonmnago 2012 “…Non solo ex libris…”
  • Nicola Ottria: Breve viaggio tra ex libris, dediche,timbri di appartenenza e altre bizzarie a portata di mano

Rubriche

  • Recensioni
  • Notizie dell’Associazione e degli associati

L’Ex Libris Italiano – Rassegna di piccola grafica
Rivista dell’Associazione Italiana Ex Libris
Sede: Mauro Mainardi – C.P. 89 –  via Medaglie d’Oro 47 – I 21018 Somma Lombardo (VA)

(Artifex è socia AIE e ha acquistato la rivista presentata)

1 January 2013   Comments Off on L’ex libris italiano, maggio-agosto 2012

L’ex libris italiano, gennaio-aprile 2012

Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Di seguito riproduciamo l’indice. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

L’ex libris italiano, rassegna di piccola grafica.
Associazione Italiana Ex Libris – anno 18 – numero 1 – gennaio-aprile 2012.

In copertina: disegno a china, acquerellato, eseguito nella notte 19/20 dicembre 1918 da de Pisis. Da questo disegno è stato tratto l’ex libris “Di gran premura” per Emma Zucchini Donini, zia dell’artista, di cui si parla nelle pagine da 5 a 10 di questo numero della rivista.

 

In copertina: disegno a china, acquerellato, eseguito nella notte 19/20 dicembre 1918 da Filippo de Pisis

In copertina: disegno a china, acquerellato, eseguito nella notte 19/20 dicembre 1918 da Filippo de Pisis

In questo numero:

  • L’editoriale del Presidente, Mauro Mainardi, su: Artisti e committenti: un ex libris di Filippo de Pisis (l’unico conosciuto) e uno di Furio de Denaro. “Timeo hominem unius libri”.
  • Mauro Mainardi: Un ex libris di Filippo de Pisis (1896-1956), botanico flâneur in gioventù.
  • Mauro Mainardi: Furio de Denaro (1956-2012). L’uomo e l’arte.
  • Patrizia Foglia e Mauro Mainardi: Mostra dedicata all’Italia di ieri e di oggi, per presentare con gli ex libris 150 anni della sua storia.
  • Marco Franzetti e Mauro Mainardi: Il Primo Congresso Italiano nel complesso degli eventi exlibristici internazionali di Bodio Lomnago.
  • Redazionale: Tessera associativa AIE 2012, acquaforte di Margherita Bongiovanni, d’après dipinto di Gabriel Ferrier.

Rubriche Donazioni

  • Notizie dell’Associazione.
  • “Non solo ex libris”.

L’Ex Libris Italiano – Rassegna di piccola grafica
Rivista dell’Associazione Italiana Ex Libris
Sede: Mauro Mainardi – C.P. 89 –  via Medaglie d’Oro 47 – I 21018 Somma Lombardo (VA)

(Artifex è socia AIE e ha acquistato la rivista presentata)

29 December 2012   Comments Off on L’ex libris italiano, gennaio-aprile 2012

Federica Fiorenzani vince la First International Miniprint And Ex-Libris Competition Edition 2012 Imaginario Art Gallery

Secondo la deliberazione della giuria, formata da Liliana Aleman, Ricardo Crivelli, Rosa Faccaro e Nubia Ozzi, i premi vanno a:

Categoria Ex Libris

1º Premio:
Federica Fiorenzani – Italia

2º  Premio:
Karina Kopczynska – Polonia

Menzione speciale della giuria:

Juan Sebastian Carnero – Argentina
María Maddalena Tuccelli – Italia
Peter Chinovski  – Bulgaria
Silvia Ludueña  – Argentina
Ying Yang – Cina

Selezione speciale della giuria:

Arpad Salamon – Slovenia
Boar Dan – Romania
Eva Farji – Argentina
Eliana Lores  -Argentina
Gisela Viva – Argentina
Joanna Budzynska – Polonia
Jose Luis Lorenzo – Cuba
Luis Morado  – Argentina
Yukio Maekawa – Giappone

Selezionati:

Barbara Widea – Polonia
Carlota Aronica – Argentina
Cecilia Vaccarezza – Argentina
Czech Adam – Polonia
Fedail Yilmaz – Turchia
Gabriela Pérez Navarrete – Messico
Graciela Silvera – Olanda
Katarzyna Barszczak – Polonia
Laura Rodriquez Russo – Argentina
Liliana Esteban – Argentina
Serik Kulmeshkenov – USA
Silvia Cerviño – Argentina
Virginia Gago – Argentina

Premiati

Categoria Miniprint

1º Premio:
Cleo Wilkinson – Australia

2º  Premio:
Haruko Cho – Giappone

Menzione speciale della giuria:

Czech Adam – Polonia
David  Mohallatee – USA
Eliana Lores  – Argentina
Luciana Astuto  – Argentina
Luis Morado  – Argentina

Selezione speciale della giuria:

Adriana Miranda – Argentina
Annabella Gentile  – Argentina
Arpad Salamon – Slovenia
Cesar Pesci – Argentina
Cristina Bodiño – Argentina
Fedail Yilmaz – Turchia
Iris Dipierri – Argentina
Joanna Budzynska – Polonia
Jorge Echenique – Uruguay
Jorge Passalia – Argentina
Laura Pedrerol – Argentina
Lucía Alvarez Perez –  Argentina
Maria Araujo – Argentina
Melinda Kostelac – Croazia
Noe Bono – Argentina
Peter Chinovski  – Bulgaria
Susana Quinteros – Argentina

Selezionati:

Adam Czech – Polonia
Alejandra Hernandez- Argentina
Alena Semchyshyn –  Ucraina
Andrea Bryan Belke – Germania
Cecilia Vaccarezza- Argentina
Dan Boar  –  Romania
Daniela Di Bari– Argentina
Elba María Torres de Torres – Argentina
Erica Rodriguez – Argentina
Eva Farji –  Argentina
Fausto de Marinis – Italia
Griselda Vazquez – Argentina
Laura Brarda –  Argentina
Lidia Loferice – Argentina
Luis Morado –  Argentina
Natalia Pawlus – Polonia
Norma Bianco-  Argentina
M Gabriela Tascher-  Argentina
María Rosa Buri- Argentina
Mariano Gòmez Rìos –  Cile
Mariela Giorno-  Argentina
Martina Zavalla – Argentina
Selva Goeta – Argentina
Silvia Cerviño-  Argentina
Silvia Ludueña – Argentina
Vanesa Monrocle – Argentina

Complimenti agli artisti citati, i cui lavori saranno messi in mostra alla Imaginario Galería de Arte e saranno pubblicati sul catalogo.

Siete tutti invitati a partecipare alla consegna dei premi e alla inaugurazione del “Primer Salón Internacional de Miniprint y Ex Libris-Edición 2012” mercoledì 12 dicembre alle 19.00 al Imaginario Galería Arte. La mostra potrà essere visitata fino al 31 dicembre.

Laura Garimberti
Direttore.

22 December 2012   Comments Off on Federica Fiorenzani vince la First International Miniprint And Ex-Libris Competition Edition 2012 Imaginario Art Gallery

Un maestro della xilografia – Italo Zetti – 1913-1978

Dal biglietto d’invito.

Un maestro della xilografia

Italo Zetti

1913 – 1978

mostra a cura della Fondazione Italo Zetti

Galleria Angelica

Via di Sant’Agostino 11, 00186 Roma

Apertura: 13-28 Ottobre 2012

Orari: lunedì, venerdì: 10,30 – 16,30
martedì, mercoledì, giovedì: 10,30 – 18,30
sabato: 10,30 – 13,30

Inaugurazione: sabato 13 ottobre alle ore 17.

Web:

http://www.fondazioneitalozetti.it/

22 September 2012   Comments Off on Un maestro della xilografia – Italo Zetti – 1913-1978

“L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press 2013”, è sospesa a tempo indeterminato

Dai comunicati stampa.

“L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press 2013”, è sospesa a tempo indeterminato

Informiamo che, a causa della mancata assegnazione del contributo finanziario di base da parte del Comune di Cremona, la programmazione della 8° Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press 2013”, è sospesa a tempo indeterminato.

Cremona, settembre 2012
Il Comitato organizzatore L’Arte e il Torchio

 

A Cremona sospesa la VIII rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio” 2013

A seguito delle numerose e-mail giunte al sito de “L’Arte e il Torchio” dagli appassionati dell’arte grafica, prima con richieste di notizie sulla prossima edizione della Biennale e poi con attestati di incredulità e di solidarietà per la forzata sospensione della stessa manifestazione, confermiamo che la 8° Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press”, prevista dal 7 aprile al 5 maggio 2013 presso il Centro culturale di Santa Maria della Pietà a Cremona e al Museo della Stampa di Soncino, non si terrà a causa del mancato contributo finanziario di base (già promesso in precedenza) da parte del Comune di Cremona. Tale somma (meno di un premio a un dirigente comunale),  rappresentava un primo contributo (circa un terzo della spesa), al quale si sarebbero aggiunti poi gli altri sponsor, per la realizzazione di quella che è oggi diventata, con cadenza biennale, un punto di riferimento e di confronto fondamentale nel settore dell’arte grafica originale, sia in ambito nazionale che internazionale, con la presenza ad invito, e a rotazione, dei più significativi artisti del panorama mondiale, le sezioni dedicate ai giovani incisori italiani e agli ex libris, la collaborazione di prestigiose istituzioni pubbliche e private tra cui la Triennale d’arte grafica di Cracovia, il Graphicstudio dell’Università della Florida del Sud (con maestri del calibro di R. Rauschenberg, J. Rosenquist, J. Dine, C. Close, ecc.), l’Atelier Contrepoint (ex Atelier 17) di Parigi, Lessedra Art Gallery di Sofia, l’Istituto italiano di cultura di Cracovia, il Taller 99 di Santiago del Cile, l’Associazione italiana Ex libris, il Museo della Slesia di Katowice (con la recente donazione di incisioni dei grandi maestri italiani del ‘900 e l’assegnazione alla Biennale cremonese del premio “Friends of the Silesian Museum”) e il sostegno di alcuni dei più importanti filosofi e critici d’arte come Dino Formaggio, Witold Skulicz, Renzo Margonari e altri.

Consapevoli del periodo di gravi difficoltà economiche che stiamo vivendo, ma anche convinti che si tratti pure di priorità nelle scelte in un settore quale quello culturale, è triste constatare, vista l’esiguità della somma rispetto all’importanza della Biennale, quanto le idee di alcune persone preposte alla gestione della cosa pubblica siano distanti dal considerare la cultura come elemento di crescita di una comunità e di investimento per il futuro. La rassegna “L’Arte e il Torchio”, dal 1999, anno della sua nascita, ha raccolto quasi 2000 opere donate dai maggiori artisti italiani e internazionali invitati a partecipare all’esposizione, che costituiscono oggi, presso il Gabinetto Stampe del Museo civico di Cremona, una collezione di incisioni contemporanee comprendenti tutte le tecniche calcografiche e a rilievo, un patrimonio artistico (ed anche economico) che molte città ci invidiano.

Di non trascurabile importanza anche l’aspetto didattico della Manifestazione, che ha sempre accolto, presso il laboratorio d’arte, aperto per tutto il periodo espositivo, centinaia di scolaresche cremonesi e non solo, per un approccio diretto alle tecniche dell’arte a stampa (l’Italia e la Germania sono da considerare le patrie dell’incisione calcografica dalla metà del XV secolo), con lezioni teoriche e soprattutto pratiche, fondamentali per conoscere e comprendere i percorsi creativi inerenti ai lavori in mostra dei grandi maestri contemporanei.  Cremona viene così a perdere (speriamo solo momentaneamente) una delle sue più alte e prestigiose rassegne artistiche internazionali che l’hanno posta all’attenzione del mondo, ma anche fonte di introiti turistico-commerciali derivanti dall’arrivo nella città del Torrazzo di visitatori dalle altre provincie e dall’estero.

Pensavamo che il tema della Biennale 2013, dedicato, in questo particolare momento storico, ai ventisette paesi della Unione Europea, rappresentati dai loro migliori artisti con opere di medio e grande formato (di cui buona parte donate a Cremona),  potesse costituire un motivo di grande interesse, sufficientemente coinvolgente, che avrebbe posto simbolicamente Cremona al centro dell’Europa, almeno in ambito artistico.  Oggi, purtroppo, ci troviamo invece a dover rispedire al mittente (a nostre spese) quei lavori che qualche famoso artista invitato aveva frettolosamente inviato (e donato) a Cremona.

Con l’auspicio di poter ristabilire presto un dialogo collaborativo con le Istituzioni, per una auspicabile continuità dell’iniziativa, ringraziamo tutti coloro (dagli stessi artisti alle varie Amministrazioni comunali, dal Sistema museale cremonese all’ADAFA, dalla Pro Loco di Soncino agli attuali enti promotori, la Confartigianato e l’ANISA di Cremona e a tutti gli sponsor e collaboratori) che hanno sin qui sostenuto questo progetto teso alla conoscenza e alla valorizzazione dell’arte dell’incisione, intesa come espressione del libero pensiero, nell’ambito di una autonoma e originale ricerca; una manifestazione, la più importante del settore oggi in Italia, oggetto di apprezzamenti da parte di artisti, studiosi e appassionati di ogni continente, di cui Cremona dovrebbe andar fiera. Ma, a quanto pare, la cultura è diventata un optional nel cosiddetto paese dell’arte.  “Assai acquista chi perdendo impara” è un insegnamento sempre attuale di Michelangelo Buonarroti.

Cremona, 11 settembre 2012

Vladimiro Elvieri  (curatore generale L’Arte e il Torchio)

Il Comitato organizzatore

 

Raccogliere i pareri degli artisti e degli appassionati sulla sospensione de L’Arte e il Torchio

Tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza della Rassegna internazionale di incisione “L’Arte e il Torchio”, possono scrivere all’indirizzo e-mail: info@artetorchio.it  (con oggetto: “salviamo L’Arte e il Torchio”).  Tutte le e-mail saranno in seguito inoltrate al Comune di Cremona.  Grazie

Vladimiro Elvieri e il Comitato organizzatore L’Arte e il Torchio

15 September 2012   Comments Off on “L’Arte e il Torchio / Art and the Printing Press 2013”, è sospesa a tempo indeterminato

La fine di una favola. Concorso Internazionale di Brevi Novelle e Ex Libris il Bosco Stregato Edizione “Odisseo, viaggio nel mito”

di Tommaso Lo Russo

Come spesso accade nella favole, preceduta dalla locuzione “e vissero felice e contenti”, è arrivato il momento della parola fine, ma saremmo lieti di trovare soluzioni che ci permettessero di andare avanti, senza interrompere un appuntamento ricorrente con appassionati di Ex Libris e Brevi Novelle, istituendo (se ci fosse consenso) per la prima volta, nella vita della associazione, una tassa di iscrizione per partecipare al Concorso Internazionale Il Bosco Stregato.

Di solito un evento, un premio possono diventare col tempo internazionali, nel nostro caso si è subito caratterizzato come Premio Internazionale.

Ne siamo particolarmente orgogliosi: iniziato nel 2000, con la grandiosa festa delle radici svizzere nelle Langhe con una sezione di pittura, scultura, Brevi Novelle e murales, è stato un crescendo continuo.

Nel 2004 il concorso approda, per merito di Rossella Magliano e don Giusto Truglia, agli Ex Libris, con un intenso rapporto  con Remo Palmirani che ne è stato un promoter d’eccezione,  animatore instancabile, anche  se per troppo poco tempo, a causa della sua prematura scomparsa.

In Italia e in Russia, in Turchia e Francia, in Bielorussia e in Lituania, così come in Cina, in Argentina, Francia, Germania, Israele, Giappone e Turchia sono arrivati i nostri inviti e le risposte sono state numerose e significative.

Gli esperti dell’Ex Libris, quelli che conoscono tutti gli artisti attivi in ogni parte del mondo, troveranno qui diversi nomi prestigiosi, ma avranno anche la sorpresa di vedere ottime opere di incisori che si accostano per la prima volta (e finalmente) all’Ex libris. Gli altri, quelli che poco o niente sanno di Ex libris e di arte incisoria, siamo convinti, apprezzeranno la creatività e la varietà di tanti lavori nati dalla conoscenza di fiabe e miti, leggende e sogni, collettivi ma anche privati. Ecco perché  alcune opere sono di più facile lettura, mentre altre sono meno immediate e richiedono un certo sforzo interpretativo; tutte però sono perfettamente aderenti al tema richiesto, pur nella differente sensibilità e nel rispetto della specifica cultura dell’autore.

I lavori delle giurie non sono stati facili: l’elevata qualità artistica di molte opere giunte ha creato qualche (non certo spiacevole, e anche prevedibile) esitazione nel deliberare i premi, ma tutto è stato deciso in estrema libertà e senza preconcetti, come sempre vorremmo che accadesse in occasioni del genere in quei paesi stranieri noti per il loro sciovinismo.

Se il XXV Salone Internazionale del Libro di Torino è dedicato alla “green economy”, come non osservare che “Il Bosco Stregato”, non è solo arte e cultura, ma è difesa e presidio del territorio che ha bisogno di tutti, dalle cime delle montagne fino a valle perché i confini non esistono e continuare a vivere!

Tutto perisce, ma la ricchezza del bosco in tutte le sue forme: flora, fauna, paesaggio, risorsa ambientale, turismo e magia di Brevi novelle ed Ex Libris, continua a vivere.

Il Bosco Stregato è pure un’altra dimensione, un tuffo nella memoria di storie, favole, leggende e racconti che tutti i popoli hanno dedicato al mondo dell’immaginario e che si ritrovano, spesso identiche , in parti diverse del Globo con valenza allegorica, satirica ed istruttiva che coinvolge la scrittura, la tradizione orale e gli Ex Libris in un sinuoso cammino infinito.

Ma perché “Solstizio d’Estate”si dedica alle favole , alla mitologia e alla magia? Semplicemente perché non possiamo permetterci di perdere  un’occasione straordinaria per aprire un spiraglio sui pensieri più riposti dell’umanità. Miti, leggende e  magia sono infatti una creazione umana universale; sono nati in epoche e luoghi diversi, come spiegazione dei problemi con cui l’uomo si è misurato e che trascendono dalla nostra capacità di capire: il fine della vita, la sventura, il successo, la crudeltà, l’amore che a volte va oltre la vita e la speranza in un mondo migliore.

Con la nascita della filosofia e, più recentemente, del pensiero scientifico, l’approccio mitologico ha perso valore.

La ricchezza mitologica fa pensare che la sua fonte umana risieda nella psiche; affermazioni univoche non ce ne sono. In ogni uomo coesistono un inconscio personale e un inconscio collettivo, il primo si compone dei saperi dell’esperienza di ciascuno di noi, mentre il secondo è depositata rio dell’eredità di tuta l’umanità.

Per questo, se i bisogni fondamentali sono gli stessi, talvolta miti, leggende e favole sono molto spesso simili, perché devono rispondere ad un unico quesito: la complessità della vita.

Veniamo all’edizione “Odisseo, viaggio nel mito”: sono arrivati moltissimi Ex Libris e quest’anno anche novelle in dialetto abruzzese e in idioma “Wayuunaiki “ (Venezuela).

Odisseo (Ulisse), è il simbolo dell’emigrante o semplicemente del “viaggiatore in cerca di nuove scoperte”.

Rappresenta il paradigma dell’insopprimibile desiderio dell’uomo a viaggiare per il mondo in cerca di avventure e di conoscenza, ma, altrettanto se non proprio più importante, è  il nostos, come i greci chiamavano il viaggio del ritorno a casa.

È nel viaggio di ritorno che, una volta esperiti i compiti per i quali era partito, si realizza la maturazione: il passato e il presente acquistano senso in previsione di un futuro che è un “topos”, vale a dire, sintesi di tutto quello che è accaduto, di tutte le esperienze vissute.

Non è più la casa da cui si è partiti (o si è stati costretti a partire), ma è un luogo che, grazie alla presenza del viaggiatore, racchiude il mondo che ha conosciuto.

Stranamente, se c’è un’andata verso una meta e si parla sempre del viaggio verso la destinazione, poco o nulla si dice e si scrive sul viaggio di ritorno o sulla speranza di intraprenderlo che è altrettanto importante e significativo

Venendo ad Ulisse/Odisseo, il viaggio verso Troia durò tre mesi e la permanenza per la guerra dieci anni come altrettanti ce ne vollero per il ritorno verso casa.

Concludiamo con un doveroso ringraziamento a tutti gli artisti  e novellisti che hanno voluto partecipare a queste iniziative, sperando di potere ancora contare sulla loro preziosa collaborazione in occasione (si spera) del prossimo concorso.

Una precisazione è d’obbligo: i vincitori morali sono molti di più, ma la scarsità delle risorse ha indotto la Giuria per gli Ex Libris (Tommaso Lo Russo, Adriano Benzi, Nicola Carlone, Mauro Mainardi, Rossella Magliano, Nicola Ottria ) a fare una scelta difficilissima così come per quella delle Brevi Novelle (Lina Lo Russo, Annamaria Cossu, Carlo Di Giambattista, Rossella Magliano, Giovanna Marruncheddu, Tomaino Nicoletta, Mayela Barragán Zambrano)

 

Vincitori della Sezione Ex Libris “Odisseo, viaggio nel mito”

 

(1ITA) Paolo Rovegno

(2 ITA) Rosario Amato

(3 FRA) RejaneVéron (FRA)

 

Sezione Scuole: Irene Michelotti dell’Istituto d’Arte F. Russoli di Pisa

Sezione Scuole Segnalati: Stefano Nencioni, Alessio Bianchi, Diego Bocelli

 

Menzione Speciale: Ettore Antonini, Maria Maddalena Tuccelli, Lanfranco Lanari, Valerio Mezzetti, Michele Stragliati, Pavel Hlavaty, Josef Werner.

 

Segnalati dalla Giuria: Angelo Arrigoni, Elisabetta Bevilacqua, Giovanni Berio, Alessio Bianchi, Maurizio Boiani, Milvia Bortoluzzi, Maria Rosanna Cafolla, Eugenia Christova, Hector Rojas Chapperon, Massimo Curasi, Loa Diceva, Greta Grillo, Pierre H. Lindner, Veronica Longo, Lysenko  Kiril, Plamenko Cengic,  Maurizia Marini, Alexandra Jagodinska, K. Ozlem Alp, Arpad Salamon, Klaus Sperling, Denis Reutow,  Toril Elisabeth Larsen

 

Vincitori sezioni Brevi Novelle

(1) Stefania Apeddu del Liceo Classico Manno di Alghero,
(2) ex aequo Sara Buttarelli e Sara Petroni Istituto Parri  di Roma,
(3) Sergio Tonon.

Segnalati: Antonio Lanci (dialetto abruzzese)

In idioma Waizunaki (Venezuela): José Angel Fernández Silva

2 September 2012   Comments Off on La fine di una favola. Concorso Internazionale di Brevi Novelle e Ex Libris il Bosco Stregato Edizione “Odisseo, viaggio nel mito”

Romeo Musa favoliere. Ex libris e libri sub specie animalium

Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice e l’editoriale del Presidente. Di seguito riproduciamo uno degli articoli presenti sulla rivista. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

Di Marzio Dall’Acqua
Presidente dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma

Un favoliere, come non se ne trovano più, come potevano esistere e sopravvivere solo nelle montagne dell’Appennino, dove le storie di uomini ed animali si intrecciavano e depositavano, mescolandosi fra tradizioni popolari, cultura orale e citazioni da letture disparate, prezioso sedimento a nutrire le lunghe notti invernali passate nelle stalle, a scaldarsi con le bestie intorno, letture deposte da librai ambulanti che venivano da un pitico posto che si chiamava Pontremoli, anch’esso nei monti, ma nel quale arrivava il vento salmastro del mare. E non solo. Ecco, prima di tutto ed in estrema sintesi, dire di Roberto Musa, incisore, disegnatore e scrittore, dalle molteplici fantasie e pulsioni, significa parlare di un favoliere, di uno che racconta fole, che non sono né fiabe né favole, ma una categoria povera ma quotidiana, un pane impastato da invenzioni che giocano tra immagini che emergono e si disfano nella quotidianità dei riferimenti alla natura. Un raccontare che non conosce il plagio perché la creatività individuale si mescola con la tradizione orale e popolare, che ha già impastato e creato modelli di storie, vicende, racconti e poesie dove le immagini si mescolano al dialetto, ai giochi di parole, ai rimandi, a citazioni di fatti, eventi ormai senza tempo, ma che fanno parte del sapere comune condiviso. Così il narratore, il favoliere appunto, che spesso ama appoggiarsi sia alle immagini sia alla poesia, per creare un’atmosfera, un ritmo e suggerire insieme forme e richiami al noto, ben conosciuto, in una specie di aggregazione che viene sviluppandosi come una musica, che rompe la monotonia del parlato per introdurvi l’armonia dell’immaginazione. Storie che nascono e diventano subito di tutti.

Per questo Romeo Musa, che ha raccolto, nel 1955, cinquanta anni di deliziosi versi ed immagini, ha pubblicato “Disolla e Tognu, leggende, favole e altre rattatuie” due innamorati ai quali sono state dedicate, come dice il sottotitolo della riedizione del 1980 “Poesie in dialetto valtarese di Romeo Musa con 50 riproduzioni di sue xilografie”, per la prima volta per le Edizioni di Vetrina, che circolavano già, in parte sulla “Giovane Montagna”, in parte pubblicate nel 1939 dall’onorevole e poi ministro Giuseppe Micheli e sulla bocca del popolo che rapidamente se ne appropriò. Storie impastate con il proprio dialetto e scolpite nei legni tratti dai boschi che si sospingono verso le vette più aspre. Altri li aveva pubblicati nel romanzo-favola edito tra il 1953 e il 1954 con il titolo “La luna sul salice” sulla rivista “La nostra penna”.

Un lungo percorso iniziato, in modo apparentemente casuale, con l’illustrazione, nel 1935, del libro di Kenneth Grahame, “Il bosco selvaggio”, avventure d’animali tradotte da Agostina Bonuzzi che Musa illustra con 260 xilografie.

Con “Il bosco selvaggio” Musa segna la sintesi tra favola scritta e favola disegnata. Il bosco è l’ambiente animale, selvaggio è già un aggettivo umano rispetto a questo inselvatichire. Si guarda il mondo animale come un simbolo delle situazioni umane, o meglio, si assegnano alle bestie caratteri e personalità umane. Questo traslato, questo straniamento espressivo è sempre un efficace mezzo espressivo. Guardando al comportamento degli animali, si trova questa somiglianza con gli atti umani, certo senza alcuna pretesa scientifica di seguire i saperi dell’etologo. In quest’attenzione al fiabesco, al simbolico, al surreale c’è tutta una tradizione che viene dalla mitologia, da Fedro, dalla grande elaborazione allegorica medievale, dai Grimm, da La Fontaine, per arrivare fino a noi, a Collodi.

Musa fa questa trasposizione e riduzione visiva e fonetica insieme, nella quale neppure un frammento, un abbozzo di nonsense, un appunto – cioè nessuna “rattatuie” – può e deve andare perduta, perché è sua ma anche sarà di altri, in un tramando di testimone, in una staffetta dell’immaginario: è la sua Disneyland.

C’era poi questo destino, questa fascinazione legata al cognome Musa, che già diventa una nascosta evocazione sacra, un invito al canto, al racconto e alla poesia, e per di più di Calice: l’artista infatti amava firmarsi Musa di Calice.

Ed il suo ex libris aveva come motto “Prospera musa favet”, che sta tra la certezza, l’invocazione e la preghiera, visto che al centro c’è un calice sormontato da una stella che rifulge radiata e radiosa e sotto fronde (d’alloro?) sui due lati, a destra “R. Musa” sulla sinistra “Calicensis” con una bella invenzione latina, che è già favoleggiamento, con una punta d’ironia in questo senso di raggiunta immortalità, di un emblema che sembra certezza di un destino segnato sin dall’origine nella parola e nell’immagine. Consapevole che il suo destino, come dimostrano gli ex libris realizzati per i propri figli, si sarebbe riversato su di loro alla ricerca inesausta della bellezza.

L’AIE conosce già Romeo Musa, attraverso un bellissimo articolo di Remo Palmirani apparso su questa rivista nel 1997, compreso l’elenco completo degli ex libris realizzati dall’artista, per cui, in questa sede ci limiteremo ad alcune integrazioni o precisazioni.

Nato il 5 maggio 1882 a Calice di Bedonia, nell’Alta Val Ceno, sull’Appennino parmense, nonostante una vita errabonda Romeo Musa rimase legato a quello che definiva “il più bel paese del mondo” e del quale riproponeva continuamente ai cinque figli racconti che mescolavano animali ed uomini, fantasie e sogni, realtà ed immaginazione che conservava la freschezza dell’adolescenza nel ricordare la valle del Ceno e il Monte Penna. Storie che la figlia Gilda Musa, scrittrice di fama nazionale, moglie dello scrittore Inìsero Cremaschi, ha scritto che il padre raccolse “in un unico lungo racconto tuttora inedito in un volume che intitolò La luna sul salice e che illustrò con spiritose xilografie di animali in vesti umane”; naturalmente il suo spirito giocoso lo portò a ironizzare e giocare sia sul suo cognome che sul toponimo del paese natale. Ed il citarsi come “calicensis” gli fa recuperare il dialetto natio, ricco di inflessioni liguri, che arrivavano in quelle valli come l’aria che sa ancora di mare. Dialetto che suggerisce motti per i suoi ex libris personali e quelli per i figli Adelia, Gilda, Giovanna ed i più vecchi Arnaldo e Edmondo.

Ma è un profluvio di immagini di piccolo formato che culmineranno con l’illustrazione dei “Promessi Sposi” sub specie animalium, dove i protagonisti del romanzo sono strasformati negli animali che li rappresentano in un’araldica dolce ed irriverente, ma insieme che piega la storia ad una quotidianità di riferimento che ancora rimanda in qualche modo alle valli e al loro popolo.

Ma andiamo con ordine: studia all’Istituto d’arte di Parma dove ha come insegnante Cecrope Barilli e a Firenze allievo di Adolfo De Carolis, nel cui studio collabora all’allestimento della “Francesca da Rimini” di D’Annunzio. De Carolis proteggerà anche in seguito l’allievo raccomandandolo, nel 1910 per una cattedra d’insegnamento.

Ma prima, dal 1903 al 1905 è militare in Eritrea in qualità di disegnatore. Esegue lavori di decorazione nel Palazzo del Governatore di Asmara e nella cappella votiva a Dogali. Nel 1905 di nuovo a Firenze per concludere la formazione e dal 1907 si avranno una serie di trasferimenti in istituti di diverse città per l’insegnamento, tra cui la Scuola Normale di Nuoro. Con la Sardegna manterrà rapporti anche in seguito.

Dal 1915 al 1918 è sullo scenario della prima guerra mondiale, sempre come disegnatore in area di operazioni. Di questo periodo sono alcune suggestive e delicate xilografie che denunciano inquietudine, silenzio, solitudine e l’incombere della morte, in una semplificazione che ricordano la scarnificazione dei versi ungarettiani.

Finalmente nel 1933 approda come insegnante a Milano e qui entrerà in contatto con giornali, riviste ed editori del mondo dell’infanzia, riducendo sempre di più all’attività incisoria il suo impegno, per cui abbandona la pittura che aveva esercitato saltuariamente e la fotografia, che era supporto mnemonico alla sua elaborazione iconografica.

Non dimenticherà mai i suoi monti e i suoi luoghi natali, ai quali ritornerà con immutata passione.

Muore a Milano il 3 marzo 1960 lasciando incompiuta la sua “traduzione” dei Promessi Sposi. A Bedonia nel Museo del Seminario Vescovile è conservata, per volontà dei figli, la raccolta della sua opera, esposta al pubblico, con fotografie, documenti, xilografie e legni incisi.

28 July 2012   Comments Off on Romeo Musa favoliere. Ex libris e libri sub specie animalium

Una novità importante: Congresso AIE 2012 a Bodio Lomnago – Un omaggio 2011 all’antica tecnica xilografica con gli ex libris di Romeo Musa, Bruno da Osimo, Marcello Pennacchi

Si ricorda che – per ciascun numero della rivista “L’ex libris italiano” – Artifex pubblica di solito l’indice, l’editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista. Del numero corrente abbiamo pubblicato l’indice. Di seguito riproduciamo l’editoriale del Presidente. Si prega di cliccare il tag AIE per leggere tutti gli articoli che la riguardano.

di Mauro Mainardi

I tradizionali Incontri Biennali AIE di Primavera, iniziati nel 2001, nelle seguenti edizioni hanno sempre coinciso con il giorno della cerimonia di conclusione con la proclamazione dei vincitori dei Concorsi Internazionali Exlibristici di Bodio Lomnago e hanno spesso registrato la presenza di artisti e collezionisti stranieri, presenza legata soprattutto alla premiazione dei vincitori e la proclamazione dei segnalati di nazionalità bulgara, giapponese, slovena, armena e russa.

È venuto spontaneo il desiderio del Presidente, e di tutti icomponenti del Consiglio Direttivo di dare ufficialmente un carattere internazionale a questi incontri biennali, resi possibili dalla disponibilità del Sindaco Bruno Pavan e dalla collaborazione, veramente efficiente, di tutta l’Amministrazione Comunale di Bodio Lomnago. Un legame importante dal punto di vista organizzativo è l’interesse exlibristico di Laura Stefini, assessore comunale alla cultura e nostra socia e Marco Franzetti, funzionario del Comune, nostro socio e attivo componente del Consiglio Direttivo AIE.

L’importanza dell’evento, che potrebbe entrare nella prassi abituale della nostra Associazione, è un invito a pubblicaren nella pagina che segue l’editoriale, le copertine dei cataloghi per i primi cinque concorsi exlibristici di Bodio Lomnago, sempre conclusi in occasione degli incontri AIE.

Non perdo l’occasione di segnalare che anche in questo numero si è dato particolare risalto alla xilografia del Novecento e contemporanea con testi illustrati su Romeo Musa, Bruno da Osimo e Marcello Pennacchi.

Romeo Musa di Calice (1882-1960) è presentato da Marzio Dall’Acqua (Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Parma), che ha studiato a fondo negli anni passati l’artista, “Pittore, xilografo e scrittore”, e ha curato la nascita del Museo di Begonia (PR) della sua opera omnia.  Dall’Acqua questa volta parla quasi esclusivamente degli ex libris e delle piccole grafiche dedicate all’illustrazione dei libri “sub specie animalium”, con particolare riferimento ai personaggi de “I Promessi Sposi”.

Di Bruno da Osimo (1888-1962) m’interesso personalmente per mettere in evidenza la poesia delle sue grafiche e quella dei suoi versi, usati come lettering degli ex libris, soprattutto di quelli dedicati a se stesso e al proprio dolore per i suoi lutti familiari. Per ricordare la cultura poetica dell’artista sono riprodotte citazioni latine dei poeti Orazio e Virgilio.

Di Marcello Pennacchi, di cui nel precedente numero sono stati pubblicati due ex libris dedicati a Egisto Bragaglia, scrive, per la prima volta per noi, Mimmo Coletti, studioso e docente di Storia dell’Arte, scrittore e giornalista. Parla dell’Anima e il segno del nostro artista, xilografo umbro che continua a incidere grafiche d’arte (ex libris compresi) a più legni, fino a dieci tra quelli riprodotto, purtroppo non oggettivamente valutabili per l’esclusivo uso tipografico del Bianco e Nero.

Mi auguro che in un prossimo futuro si decida d’introdurre la novità del colore anche nella nostra rivista, come ho già proposto altre volte di fare, e come già stiamo facendo nei cataloghi dei concorsi che curiamo con il Comune di Bodio Lomnago.

28 July 2012   1 Comment

Presentazione e inaugurazione mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato

Dal comunicato stampa.

Furio de Denaro il bulino ben temperato

dal 21 luglio al 28 settembre 2012
dal lunedì al venerdì 17-19,30
sabato e domenica a richiesta
Presentazione ed inaugurazione della mostra: Sabato 21 Luglio 2012 ore 18,00
Curatore della mostra e del catalogo Cristiano Beccaletto
Museo Ex libris Mediterraneo – Progetti Farnesiani – Comune di Ortona
Con il patrocinio e contributo del Comune di Ortona, della Regione Abruzzo ex legge n.43, della Fondazione Carichieti
Con il patrocinio della Provincia di Chieti, dell’AIMSC, di grafica inSIEME, della rivista inPRESSIONI

Mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato - il biglietto d'invito

Mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato – il biglietto d’invito

Furio de Denaro, scomparso improvvisamente nel gennaio scorso, faceva parte del comitato scientifico del Museo dal 2010. Gli ex libris e le grafiche libere (70 fogli) esposti nella mostra sono messi a disposizione dalla moglie Roberta e dal figlio Billi, al termine della esposizione entreranno a far parte delle collezioni del Museo come “Fondo Furio de Denaro”. Successivamente il Fondo sarà ulteriormente arricchito dopo l’ordinamento – in corso d’opera – dell’archivio privato dell’artista curato dalla moglie.

Mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato - la locandina

Mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato – la locandina

Il Museo esprime fin da ora il suo ringraziamento organizzando con l’egida del Comune di Ortona questa rassegna che vuole essere un omaggio all’artista, al docente e allo storico dell’arte. Ad arricchire la mostra saranno inoltre esposti 10 fogli provenienti dalla Donazione Remo Palmirani presente nelle collezioni del Museo e 14 fogli di una collezione privata. La tecnica prevalente nelle opere esposte è la xilografia su legno di testa della quale l’artista era un riconosciuto Maestro anche a livello internazionale, tuttavia sono presenti anche alcune opere realizzate a bulino su rame. Di notevole interesse due filoni tematici cari all’artista: il Ritratto e Gufi & civette.

 

Furio de Denaro, opera 49

Furio de Denaro, opera 49

Furio de Denaro (Trieste 1956-2012) ha solo 15 anni quando nel 1971, all’Istituto d’Arte Nordio di Trieste, avviene il suo incontro con la xilografia; ma è l’esperienza alla Camden School of Art di Londra – fra il 1979 e il 1980 – che influenzerà la sua vita artistica negli anni a venire. Durante il soggiorno londinese di studio e lavoro presenterà una serie di sue incisioni all’Università di Oxford. Poi negli anni ottanta sarà il tempo della Scuola Libera dell’Acquaforte C. Sbisà di Trieste e dei seminari al Bisonte di Firenze con Gabor Peterdi per il bulino e con Narumi Harashina per la mezzatinta; per finire con lo stage di perfezionamento «Wood Engraving workshop» con Simon Brett e John Lawrence, presso il Camberwell College of Art di Londra.

A partire dal 1982, in parallelo all’incisione, inizia il suo percorso di ricerca con una serie di studi su Albrecht Dürer, Robert Nanteuil e Domenico Tempesti; di rilevante importanza è la ricostruzione del trasferimento di un disegno sulla matrice calcografica e della successiva incisione a bulino ad opera di Andrea Mantegna. Studio che sarà riportato su due importanti pubblicazioni di David Landau.

Nel 1991 si laurea in Storia dell’arte Medievale e Moderna all’Università di Trieste presentando una tesi su un documento inedito «Domenico Tempesti e la teoria delle taglie», oggetto nel 1994 di una pubblicazione [de Denaro Furio (a cura di), Domenico Tempesti – I discorsi sopra l’intaglio, Ed. SPES, Firenze, 204 pp, bn, 1994.] che è da considerarsi la base di partenza e la chiave per comprendere e studiare l’opera di Furio de Denaro e i suoi vari percorsi artistici, dall’incisione su rame e su legno fino alla didattica e alla ricerca. Un vero fiore all’occhiello che gli consentirà di ottenere prestigiosi riconoscimenti in Italia e nel mondo anglosassone che culmineranno nel 1999 con la sua elezione a membro della Society of Wood Engravers, traguardo – giova ricordarlo – che pochi non britannici hanno potuto o possono vantare.

La sua attività didattica inizia alla fine degli anni settanta e lo vedrà impegnato anche in lezioni alle Università di Trieste e Pisa; rilevante è la sua collaborazione pluriennale con il Bisonte e con l’Istituto d’Arte Russoli di Pisa.

Notevole è il suo studio sulla Fisiografia nato da una collaborazione con l’Orto Botanico di Trieste.

Collabora dal 2003, come coordinatore artistico, con il Centro Culturale Tranquillo Marangoni di Monfalcone; nel 2008 fonda l’Associazione Culturale PRINTS (Presenze Incise a Trieste); dal 2010 è nel comitato scientifico del Museo Ex libris Mediterraneo. Ha inciso complessivamente: 132 ex libris (incisione a bulino su legno di testa e a bulino su rame); 4 xilografie su legno di filo; 114  xilografie su legno di testa; 91 calcografie; 2 litografie; inoltre 34 carte augurali e due grafiche d’occasione.

Furio de Denaro, opera 91

Furio de Denaro, opera 91

Furio de Denaro, opera 100

Furio de Denaro, opera 100

12 July 2012   Comments Off on Presentazione e inaugurazione mostra: Furio de Denaro, il bulino ben temperato

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