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Category — Cronache

Furio de Denaro, arte e scienza dell’incisione – L’inaugurazione

di Cristiano Beccaletto

Ci sarà tempo per rivisitare la vita artistica di Furio de Denaro, quel tanto che si potrebbe scrivere al riguardo mi trova ancora con l’emozione forte della sua perdita. Vorrei invece tracciare adesso come una via, un filo sottile, una traccia, per coloro che ne studieranno le opere incisorie e i tanti inediti come appunti grafici, disegni, opere a colori, che in pochi conoscevano. Ma fin da ora, fin dall’inizio, un concetto deve emergere con chiarezza: la sua attività di ricercatore, di storico, di fine e meticoloso didattico non può ne deve essere separata dalla sua arte. Sono la medesima cosa, indissolubilmente legate l’una alle altre.

Nei nostri dialoghi sull’arte – non solo l’incisione –  ci siamo chiesti spesso se l’impegnarsi in altri settori come appunto la ricerca, lo studio, la didattica, le conferenze, l’organizzazione, la scrittura, non fosse in qualche modo dispersivo, se il tempo passato al personal computer a scrivere oppure a cercare in qualche biblioteca o ancora sui libri, nel web una qualsiasi traccia su un artista o su una tecnica non sottraesse alla nostra vita una parte importante da dedicare alla sola creatività. Ebbene, alla fine di questo nostro pensare è sempre emersa la convinzione che tutto questo era Arte, con diversi volti, ma sempre e in modo univoco Arte.

Il primo passo per comprendere e studiare l’opera di Furio de Denaro è quello di leggere il libro edito nel 1994, “Domenico Tempesti – I discorsi sopra l’intaglio”, frutto del lavoro di ricerca compiuto al tempo della sua tesi di laurea alcuni anni prima. In seguito si potranno meglio comprendere i suoi vari percorsi artistici, dall’incisione su rame e su legno fino alla didattica e alla ricerca.

In molti si domanderanno se la sua evoluzione nel linguaggio incisorio si fosse compiuta del tutto, cioè se la sua arte avesse raggiunto la meta che lui si era prefisso. La risposta –  mutuando Marcel Duchamp – non c’è perché non c’è alcun problema. Però, vedendo alcuni dei suoi ultimi lavori in xilografia all’inaugurazione della mostra dedicatagli dal Museo della Grafica di Pisa, sarei dell’idea che forse quella meta sia stata raggiunta. Ma questa è un’altra storia.

Ad ultimo mi conforta il fatto che per la mostra sia stato scelto il titolo “Furio de Denaro – Arte e scienza dell’incisione” che sottintende come, in questa prima mostra dopo la sua scomparsa, sia già riconosciuta una sorta di unitarietà fra le varie anime che hanno contraddistinto la sua arte e anche la sua vita.

Da sinistra a destra: Adriana, Valerio Mezzetti (in secondo piano), Federica Fiorenzani, Roberta Dittura de Denaro

Da sinistra a destra: Adriana Invernizzi, Valerio Mezzetti (in secondo piano), Federica Fiorenzani, Roberta Dittura de Denaro

Furio de Denaro

Storico dell’arte, incisore e xilografo, classe 1956, ha iniziato la pratica xilografica nel 1971 durante gli studi presso l’Istituto d’Arte E. e U. Nordio di Trieste, sua città natale, nel cui laboratorio di ebanisteria ha preparato le prime tavole ed i primi strumenti utili all’incisione su legno di testa. E’ in questo Liceo che si diploma a pieni voti, nel 1976.

La sua passione e naturale predisposizione per le tecniche incisorie lo portano tra il 1979 e il 1980 a Londra, dove vive e lavora e dove frequenta le sezioni di xilografia e litografia con John Roberts e la sezione di calcografia con David Carr alla Camden School of Art. Nel corso di questa permanenza viene presentata una selezione di sue incisioni all’Università di Oxford.

Questi studi sono ulteriormente rafforzati da un contatto con Tranquillo Marangoni  nel 1983.

Negli anni dal 1980 al 1988, Furio frequenta la Scuola Libera dell’Acquaforte C. Sbisà di Trieste e nel 1988 partecipa al seminario di bulino calcografico, presso il Bisonte di Firenze, che Gabor Peterdi tiene in Europa in occasione dell’unica mostra allestita fino ad allora in Italia.

Torna a Firenze l’anno seguente per il “Multiplate Mezzotint workshop” tenuto da Narumi Harashina e sempre nello stesso anno frequenta lo stage di perfezionamento “Wood Engraving workshop” con Simon Brett e John Lawrence, presso il Camberwell College of Art di Londra.

Dopo aver operato, attraverso ricostruzioni grafiche, osservazioni di analisi compositiva pittorica ed architettonica e ricostruzioni di prospettiva pre-rinascimentale, esercitazioni con la camera ottica e ricostruzioni grafiche da Canaletto, a partire dal 1982 impiega le esperienze maturate nella pratica della xilografia su legno di testa e della produzione calcografica a bulino quale strumento d’indagine utile a documentare sperimentalmente osservazioni tecniche in materia Storico Artistica:

Albrecht Dürer – ricostruzione della prima incisione calcografica datata (1984);

Robert Nanteuil – osservazioni sulla ritrattistica a pastello e bulino calcografico (1986)

Domenico Tempesti – ricostruzione ritrattistica – (1988) documentazione utile alla lettura critica di un trattato manoscritto seicentesco inedito – contenente gli insegnamenti di Roberto Nanteuil, incisore ordinario di Luigi XIV, dati al suo unico discepolo Domenico Tempesti al tempo del suo apprendistato a Parigi;

Andrea Mantegna – ricostruzione del trasferimento di un disegno sulla matrice calcografica e della successiva incisione a bulino. (LANDAU David, Mantegna as printmaker – in Andrea Mantegna p. 47, RAA London, MM New York 1992; LANDAU David, PARSHALL Peter, Renaissance Print, pp. 112,113 + n 31 p. 387, Yale University Press 1994).

Sarà proprio il trattato manoscritto seicentesco inedito sulla ritrattistica e l’incisione calcografica a bulino “Domenico Tempesti e la Teoria delle taglie”, l’argomento di discussione della propria tesi di laurea, che consegue a pieni voti con lode nel 1991, presso l’Università degli studi di Trieste con relatore il prof. Decio Gioseffi.

Con questa tesi gli viene assegnata una borsa di studio del Rotary Club di Trieste quale tesi scientifico sperimentale in Storia dell’Arte, e nello stesso anno viene presentata su Print Quarterly n° 2 vol. IX June 1992.

Nel 1994 pubblica con le edizioni S.P.ES. di Firenze l’edizione critica del trattato manoscritto seicentesco inedito sulla ritrattistica e l’incisione calcografica a bulino “Domenico Tempesti e la Teoria delle taglie”, presentata dal dott. Antonio Paolucci all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (1994), da Maxime Preaud su Print Quarterly (December 1995 vol. XII n° 4), da Anthony Dyson su Printing Historical Society/ Bullettin 43 (Summer 1997) e riferita tra le tre fonti primarie del XVII sec. della documentazione tecnica calcografica in The Print in Italy 1550-1620, (Michael Bury, British Museum press, London 2001).

Nel 1999  Furio de Denaro è eletto Membro della Society of Wood Engravers (Gran Bretagna) e dal 2003 è coordinatore artistico del Centro Culturale Tranquillo Marangoni di Monfalcone.

Parallelamente ai suoi studi Furio è impegnato nella didattica artistica disegno e laboratorio presso l’Istituto Statale d’Arte di Trieste dove insegna dal 1978 al 1982; è docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste (Storia dell’arte e del restauro e Metodologia didattica della formazione artistica ed Educazione artistica) dal 1996 al 2003; è docente di disegno presso la Scuola del Vedere di Trieste (dal 1998).

Insegna bulino calcografico e xilografico presso Il Bisonte di Firenze (dal 1998), coordina i corsi di storia, teoria, tecnica ed identificazione visiva delle tecniche incisorie presso l’Istituto d’Arte di Trieste (1998-2002), segue il programma didattico il Segno Inciso a Pisa (dal 2000). Insegna presso la Scuola Libera dell’Acquaforte dell’Università Popolare di Trieste (dal 2003 al 2008).

Nel 2008 fonda, assieme ad un gruppo di ex allievi l’Associazione Culturale PRINTS (Presenze Incise a TrieSte) di cui è presidente e maestro. L’Associazione vuole essere e continuerà ad essere, così come Furio l’ha ideata e voluta, un laboratorio aperto alle varie esperienze tra Maestri e allievi esplorando tutte le tecniche incisorie dove poter crescere artisticamente.

Ha insegnato presso Laboratori e seminari di xilografia: Casore del Monte – Pistoia – Studio Italo Zetti, (1993), Trieste – Biblioteca Civica (1994  e 2000 con allestimento di una vetrina didattica sulle tecniche incisorie), Galleria d’Arte Moderna “ P. Revoltella” (1995),  Venezia, Scuola Internazionale di Grafica (1995), Trieste – Museo Civico di Storia Naturale (1997 con allestimento di una vetrina didattica sulle tecniche incisorie).

Nel 2000 ha completato il restauro conservativo di 69 matrici calcografiche del XVII°-XX° sec. (e tra queste, alcune decine servite alla pubblicazione di Numusmata Virorum Illustrium ex Barbadica Gente Padova 1732, tra i più raffinati esempi prodotti dall’editoria illustrata veneta settecentesca) conservate presso il Civico Museo di Storia e Arte di Trieste.

Attivo nella didattica museale (Biblioteca Civica, del Museo Civico di Storia Naturale e del Museo Civico di Storia ed Arte di Trieste) dalla cui esperienza derivano allestimenti e contributi  di storia, teoria, identificazione visiva delle tecniche incisorie sostenuta dalla ricostruzione operativa delle metodologie artistiche fino al recente Dall’erbario alla fisiografia – ricostruzione sperimentale della stampa naturale tratta dall’esposizione presentata da Alois Auer all’Accademia Imperiale delle Scienze di Vienna nel 1853 (Trieste 2008), Fisiografia  – la stampa naturale calcografica, Quaderno dieci, Civico Orto Botanico di Trieste, Trieste 2009, Bulino calcografico e xilografico, inPRESSIONI, suppl. n° 5, Genova, 2011.

Furio de Denaro ha vinto numerosi premi  premi, tra cui nel 1991 il primo premio per la xilografia nel Concorso Internazionale Ex Libris – Medicina e Arte nelle scienze biomediche Università di Torino; nel 1997 il premio acquisto per la xilografia nel CONCORSO INTERNAZIONALE DI EX LIBRIS PRO LOCO DI ROCCALBEGNA, Roccalbegna (Grosseto) e nel 2010 il primo premio nel I° Concorso Internazionale di Xilografia “Città di Lodi”.

Ha partecipato ad esposizioni collettive, Biennali [MINIATURE PRINT BIENNIAL, New York and New Caanan Ct., INTERNATIONAL PRINTS 2, Stamford Ct. and New York, XYLON ITALIANA 1 e 2 :TRIENNALE ITALIANA DI XILOGRAFIA, Genova, Schwetzingen (Germania), Urbino e Pordenone, XYLON INTERNATIONAL “Kunstler gegen krieg, gegen gewalt und fur den frieden”, Berlino,            Schwetzingen e Varsavia, , BIENNALE van de KLEINGRAFIEK Sint Niklaas 1993 – 1995  -2003, EXHIBITIONS of  Society of  Wood Engravers – Great Britain– London dal 1991.

Sue Grafiche e suoi Ex Libris   sono conservati in differenti Collezioni Pubbliche, tra cui:

BAGNACAVALLO (Gabinetto delle stampe antiche e moderne), Barcelona (Univeritat de Barcelona), Bologna (Archiginnasio), Bratislava (Museo dell’Ex Libris),  BRONZOLO -BZ (Centro di Documentazione dell’Illustrazione Contemporanea), Brunico (Museo Civico), CHRUDIM (Museo dell’Ex Libris), FIRENZE (Repertorio della Xilografia Italiana Contemporanea), Genova (Galleria d’Arte Moderna Villa Croce), GLIWICE (Miejska Biblioteka Publiczna w Gliwicach – PL), GRENOBLE (Museo Stendhal), MALBORK –PL- (Muzeum Zamkowe w Malborku), Milano (Biblioteca Comunale Sormani e Accademia di Brera), Monchengladbach (Museo dell’Ex Libris), New York (N.Y. Public Library), Pescara (Museo dell’Ex Libris G. D’Annunzio), Rijeka (Universitat Library), Sapporo (Museo dell’Ex Libris), Sint Niklaas-B (Stedelijk Museum), SOFIA – Bul. (National Library), TRIESTE (Museo Civico di Storia e Arte) VARESE (Biblioteca Comunale).

Numerosi sono i suoi contributi alla Letteratura Critica artistica e più di un centinaio sono gli Ex Libris ed altrettante le grafiche che ha inciso e che troviamo presenti in diversi Portfoli ed Edizioni contenenti originali. E’ rimasto incompiuto il suo progetto di cui ha presentato l’idea editoriale nel 2000, “Pinocchio Xilografico”.

Contemporaneamente a questi studi e alle sue continue esplorazioni del segno inciso, ha lavorato come ferroviere per oltre venticinque anni. Stimato dai suoi colleghi che poco conoscevano le sue vite parallele nel mondo dell’arte, conduceva fieramente i locomotori ed era attratto, con l’entusiasmo e lo stupore di un bambino, dai treni, in particolare quelli a vapore.

Furio de Denaro ci ha lasciati improvvisamente il 22 gennaio 2012. Aveva dedicato la sua vita allo studio con l’umiltà, lo slancio e la passione costante che solo le persone dall’animo grande e profondo posseggono. E’ stato non solo un grande incisore, uno studioso attento e il Maestro che condivide e trasmette incondizionatamente il suo sapere, ma anche un uomo generoso, un appassionato judoka e soprattutto un padre sempre presente ed amorevole.

Il suo nome e la sua persona rimarranno incisi nei nostri cuori come la lama dei suoi adorati bulini hanno lasciato inconfondibile e perenne il “suo” segno.

Roberta Dittura de Denaro

Una xilografia di Furio de Denaro

Una xilografia di Furio de Denaro

4 April 2012   Comments Off on Furio de Denaro, arte e scienza dell’incisione – L’inaugurazione

I cento anni di Tina Grossi

di Cristiano Beccaletto

Cento anni!

Lo scorso 10 luglio Tina Grossi, moglie di Egisto Bragaglia e sua stretta collaboratrice, ha compiuto 100 anni! Le erano vicini, nella casa di Mirano dove si è ritirata dalla scomparsa del marito, la nipote Lucia e pochi intimi. Il 14 luglio con mia moglie siamo andati a salutarla. La mente di Tina è ancora lucidissima, tanto che abbiamo ricordato con un po’ di commozione i nostri numerosi incontri avvenuti in oltre 25 anni di amicizia e la passione comune per l’ex libris. L’incontro si è protratto per oltre 2 ore con la promessa di tornare presto a vederci.

Al centro, la festeggiata, Tina Grossi. Ai lati, Adriana e Cristiano Beccaletto

Al centro, la festeggiata, Tina Grossi. Ai lati, Adriana e Cristiano Beccaletto

24 July 2011   Comments Off on I cento anni di Tina Grossi

Cerimonia di premiazione del concorso internazionale ex libris Lomazzo 2010 e inaugurazione mostra

Lomazzo (CO), sabato 15 gennaio 2011 – All’interno del complesso Como Next, parco scientifico e tecnologico, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso internazionale ex libris Lomazzo 2010, alla presenza delle autorità civili cittadine e dell’Assessore provinciale con delega alla cultura Mario Colombo.

La mostra, che rimarrà aperta dal 15 al 29 gennaio 2011, è ospitata nella sala espositiva ricavata nella vetrata d’ingresso di Como Next. Numeroso il pubblico presente all’inaugurazione, in particolare è stata folta la presenza degli studenti della scuola d’arte di Cantù.

Pomeriggio nebbioso e freddo. La manifestazione si è svolta lo stesso giorno dell’inaugurazione della mostra dedicata al Concorso Internazionale Ex Libris “AEM dalla sua nascita ad oggi: l’energia, i suoi luoghi e il progresso industriale. Gli Ex libris narrano e illustrano”, svoltasi sì alle 11.00 di mattina, ma a Sondrio. Sarebbe stato faticoso presenziare a tutte e due le manifestazioni: questa secondo me la ragione per cui il pubblico degli affezionati era contenuto.

A margine della manifestazione segnaliamo la possibilità, riservata ai residenti del comune di Lomazzo, di votare l’opera preferita.

I vincitori:

Assoluti:
– Luigi Casalino, Italia
– Karina Janiszewska, Polonia
– Jinno Kayauko, Giappone

Sezione Università Accademie
– Chiara Falzone, Italia

Sezione scuole Secondarie
– Edoardo Massa, Italia

Giuria:

Giovanni Rusconi
Mauro Mainardi
Valentino Carboncini
Giuliano Collina
Gioxe De Micheli
Giancarlo Nicoli
Luisa Somaini
Annamaria Conoscitore
Giovanni Reiners

Galleria fotografica

Panoramica della sala in cui si è svolta la mostra del concorso di Lomazzo, vista dall'ingresso

Panoramica della sala in cui si è svolta la mostra del concorso di Lomazzo, vista dall'ingresso.

Panoramica della sala in cui si è svolta la mostra del concorso di Lomazzo, vista dal fondo

Panoramica della sala in cui si è svolta la mostra del concorso di Lomazzo, vista dal fondo.

Il vincitore assoluto della manifestazione, Luigi Casalino, posa di fianco al proprio ex libris

Il vincitore assoluto della manifestazione, Luigi Casalino, posa di fianco al proprio ex libris.

Ettore Antonini (Menzione d'onore della giuria), a sinistra, in posa insieme a Luigi Casalino

Ettore Antonini (Menzione d'onore della giuria), a sinistra, in posa insieme a Luigi Casalino.

Una parte del folto pubblico presente, mentre visiona le opere esposte, in attesa della cerimonia di premiazione.

Una parte del folto pubblico presente, mentre visiona le opere esposte, in attesa della cerimonia di premiazione.

La rappresentanza istituzionale cittadina intervenuta all'inaugurazione. Da sinistra: Giovanni Reiners (Vicesindaco), Giovanni Rusconi (Sindaco) e Samuele Arrighi (Assessore alla Cultura)

La rappresentanza istituzionale cittadina intervenuta all'inaugurazione. Da sinistra: Giovanni Reiners (Vicesindaco), Giovanni Rusconi (Sindaco) e Samuele Arrighi (Assessore alla Cultura).

Discorso inaugurale del Sindaco di Lomazzo, Giovanni Rusconi, alla presenza (a partire da sin.) di Mario Colombo (Assessore alla Cultura della Provincia di Como), Giovanni Reiners e Samuele Arrighi.

Discorso inaugurale del Sindaco di Lomazzo, Giovanni Rusconi, alla presenza (a partire da sin.) di Mario Colombo (Assessore alla Cultura della Provincia di Como), Giovanni Reiners e Samuele Arrighi.

Edoardo Massa, vincitore del Concorso ex libris Lomazzo, sezione Scuole Secondarie, riceve il premio dal Sindaco, Giovanni Rusconi.

Edoardo Massa, vincitore del Concorso ex libris Lomazzo, sezione Scuole Secondarie, riceve il premio dal Sindaco, Giovanni Rusconi.

Chiara Falzone, vincitrice del Concorso ex libris Lomazzo, sezione Università Accademie, riceve il premio dal Vicesindaco, Giovanni Reiners

Chiara Falzone, vincitrice del Concorso ex libris Lomazzo, sezione Università Accademie, riceve il premio dal Vicesindaco, Giovanni Reiners.

Luigi Casalino riceve il Primo premio del Concorso Ex Libris di Lomazzo 'Sandro Botticelli 1510-2010' da Mario Colombo, Assessore alla Cultura della Provincia di Como

Luigi Casalino riceve il Primo premio del Concorso Ex Libris di Lomazzo 'Sandro Botticelli 1510-2010' da Mario Colombo, Assessore alla Cultura della Provincia di Como.

Luigi Casalino consegna la lastra, a termini di regolamento del concorso, a Samuele Arrighi. In secondo piano assiste Mario Colombo.

Luigi Casalino consegna la lastra, a termini di regolamento del concorso, a Samuele Arrighi. In secondo piano assiste Mario Colombo.

Foto di gruppo al termine della manifestazione. Da sinistra: Mauro Mainardi (giurato), Mario Colombo (Assessore provinciale alla Cultura), Giancarlo Nicoli (giurato), Giovanni Reiners (Vicesindaco di Lomazzo), Samuele Arrighi (Assessore alla Cultura di Lomazzo), Luigi Casalino (uno dei tre vincitori ex aequo del concorso), Giovanni Rusconi (Sindaco di Lomazzo), Edoardo Massa (Vincitore sezione Scuole Superiori), Chiara Falzone (Vincitrice sezione Università Accademie), Valentino Carboncini (giurato)

Foto di gruppo al termine della manifestazione. Da sinistra: Mauro Mainardi (giurato), Mario Colombo (Assessore provinciale alla Cultura), Giancarlo Nicoli (giurato), Giovanni Reiners (Vicesindaco di Lomazzo), Samuele Arrighi (Assessore alla Cultura di Lomazzo), Luigi Casalino (uno dei tre vincitori ex aequo del concorso), Giovanni Rusconi (Sindaco di Lomazzo), Edoardo Massa (Vincitore sezione Scuole Superiori), Chiara Falzone (Vincitrice sezione Università Accademie), Valentino Carboncini (giurato)

19 February 2011   Comments Off on Cerimonia di premiazione del concorso internazionale ex libris Lomazzo 2010 e inaugurazione mostra

Impressioni dalla 8a Triennale di Chamalières

di Remo Giatti

Dal 9 ottobre al 27 novembre 2010, Chamalières (Francia) si trova al centro dell’attualità culturale. Qui converge la quintessenza della creazione mondiale legata all’incisione contemporanea e si rende omaggio a grandi nomi della storia dell’arte.

8a Triennale di Chamalières - la copertina del catalogo

8a Triennale di Chamalières - la copertina del catalogo

Secondo quanto affermato nell’editoriale del catalogo da Louis Giscard d’Estaing (Sindaco) e da Agnès Tournaire-Francannet (Assessore e presidente Amac), l’incisione di piccolo formato trova una nuova legittimazione nel panorama artistico, poiché la fruizione è più intima rispetto ai grandi formati, maggiormente destinati ai palazzi e alle istituzioni museali e quindi il piccolo formato è più godibile da un maggior numero di persone e – aggiungiamo noi – permette un collezionismo familiare di grande contenuto a basso impatto economico.

Del resto, come non ricordare che alla base della stampa esistevano proprio questi presupposti: dell’ampia circolazione e della capillarità dell’informazione. Altri tempi, è vero, ma il concetto 500 anni dopo è ancora valido, ne siamo convinti e queste considerazioni riempiono di gioia e fanno sperare in una nuova e costante attenzione rivolta a questo settore  – almeno in Italia – trascurato dalle istituzioni. È un aspetto dell’arte contemporanea che invece dovrebbe essere incentivato, motivato e sostenuto, per continuare a far vivere queste tecniche che tanto hanno dato alla Storia dell’Arte mondiale.

Questa mostra Triennale di Chamalières, esemplare da tutti i punti di vista, presenta 523 artisti (con 4 opere esposte) di 86 paesi; dopo gli artisti francesi (150) il gruppo più numeroso è quello italiano con 27 artisti, elencati nella tabella più sotto, con i rispettivi selezionanti. Sono inoltre collegate 55 esposizioni in 24 città del comprensorio. La mostra e il catalogo dedicano 51 approfondimenti a mostre omaggio, libri d’arte, atelier, associazioni, gruppi, artisti vari, eccetera. Ne potrò citare soltanto alcuni rimandando approfondimenti alla visita del sito:   www.mondialestampe.com o al catalogo (vero e proprio strumento di lavoro scientifico per chi vuole essere aggiornato).

Dalla Calcografia Nazionale di Madrid provengono le acquetinte di Goya – capolavori assoluti poco più grandi di una cartolina – esposte in omaggio adun autore che continua ad essere sempre modernissimo e attuale. Ritraendo i grandi di Spagna si burla della loro eleganza pretenziosa, fissando con occhio impietoso le vanità di un’umanità dove regnano la bruttezza, la cupidigia e la vanità. Nessuno prima di lui aveva osato tanto, fatta eccezione per Caravaggio con la sua pittura “estrema” dedicata alla realtà più brutale, vista con anticonformismo e antiaccademismo.

Goya, nell’incisione, predilige le acquetinte, che permettono di ombreggiare chiaroscuri rappresentando anche visioni fantastiche o situazioni beffarde in riferimento alle follie dell’umanità e della guerra, testimoniando malvagità e sconvolgenti vicende del suo tempo, ”che spesso vogliono essere un’accusa contro la stoltezza e contro la crudeltà umana e l’oppressione” che lo stesso maestro aveva sperimentato in Spagna (cfr. E. Gombrich).

Gli omaggi proseguono con le acqueforti provenienti dalle Collezioni della Mediateca di Metz, del “cervello nero” (cfr. M. Yourcenar)  Piranesi, il grande maestro incisore-architetto veneto, nato a Mojano di Mestre, presso Venezia, e l’8 novembre 1720 battezzato nella Chiesa di San Moisè, nel sestiere veneziano di San Marco. Nel 1740 è a Roma, al seguito dell’ambasciatore veneziano Francesco Venier e successivamente incide illustrando opere di architettura, prospettive e vedute con interesse topografico. Dopo un breve ritorno a Venezia, dal 1745 al 1747 lavora al primo stato delle “invenzioni capricciose di Carceri”, che saranno poi terminate nel 1761 a Roma, realizzate con una severa accuratezza scientifica rappresentando invenzioni di spazi sotterranei e ambienti tanto inesistenti quanto emozionanti ed esemplari, con l’esaltazione dei neri e dei contrasti di chiaroscuro, moltiplicando gli elementi architettonici in un’atmosfera a volte terrificante e vertiginosa. L’incisore Piranesi non si è mai occupato di pittura e di fatto è figura tra le più singolari del XVIII° secolo con il merito di avere elevato l’arte incisoria a pari dignità della pittura e della scultura. La sua opera ha ispirato la letteratura di Hugo e Gaultier, nonché autori come Manara e Peeters, oltre a innumerevoli artisti contemporanei.

Da sinistra a destra: Remo Giatti, Jean-François Chassaing, Keita Kalona

Da sinistra a destra: Remo Giatti, Jean-François Chassaing, Keita Kalona

La Collezione Moreh espone selezionatissime opere grafiche scelte di autori come Wünderlich, Frielaender, Chagall, Goya, Matta, Anderle e altri.

È da sottolineare l’omaggio agli artisti André Masson e Leonor Fini (molti non sanno che Leonor ha avuto madre italiana e da ragazza ha vissuto a Trieste. La sua prima mostra risale al 1932 a Milano, in seguito collaborerà con Moravia e Visconti); la mostra in omaggio al critico Zoran Krzisnik fondatore nel 1955 della famosa Biennale di Lubiana, con allestimento di opere di Bernik, Ciuha, Jemec, e altri; all’artista serbo Bogdan Krsic, al tailandese Yukantapornpong (già vincitore della 7° edizione), ai notevoli artisti Hiratsuka (Giappone), Kalynovych (Ucraina), Souto (Usa), Parrein (Francia), e tanti altri.

L’AFCL ha allestito un’interessante stand didattico con ex libris di varie nazionalità e il prof. Chassaing ci ricorda che, dal primo ex libris della storia appartenuto al re Amenofi III° (1.400 anni addietro) molti importantissimi artisti quali Alberto Giacometti, Braque, Picasso, Matisse, Ernst, Dufy e tanti altri nel mondo si sono occupati di ex libris e ancora oggi il pianeta exlibristico  è ancora molto, molto vivo.

Il vero deus-ex-machina della Triennale è Slobo, vero e proprio signore della manifestazione. Lo vediamo fondatore e organizzatore, ma anche redattore del catalogo, allestitore e molto altro, con discrezione e competenza, mai invadente, mai preponderante o opportunista.  In catalogo non appaiono sue opere o suoi testi scientifici. Avrebbe potuto farlo, con la sua esperienza di 25 anni di attività ininterrotta e disinteressata al servizio dell’organizzazione (tra l’altro, paradossalmente  non si occupa professionalmente di grafica, ma a quanto pare solo di pittura). Chi lo conosce lo descrive come persona altruista, generosa senza limiti e di grande intensità. Non posso che essere d’accordo; l’ho visto commuoversi all’inaugurazione, emozionato, preoccupato per la riuscita culturale dell’evento e desolato per la scomparsa degli amici collaboratori, che ha salutato e ringraziato, con grande umanità.

La sezione espositiva che ha voluto allestire avrebbe potuto chiamarla: “così parlò Slobo”, una selezione particolarmente attraente con una scelta delle eccellenze in questo campo, secondo ovviamente una propria visione, una scelta che vola alto con presenze di grande innovazione e sapienza tecnico-culturale: Buffet, Brunovsky, Stoilov e altri.

Da segnalare anche l’importante parentesi storica sulla preistoria delle incisioni su rocce, evocazioni magico-religiose, animiste nel cuore delle montagne dell’Auvergne.

Tra le numerose mostre omaggio colpiscono i linoleum di Marc Brunier-Mestas, un artista proiettato sull’oggi, un dito nell’occhio sulla quotidianità, letta e filtrata attraverso l’ineguagliabile Baudelaire dei poeti (e no) bohémiens…“Mes bras sont rompus pour avoir étreint des nuées/Ho le braccia a pezzi a forza di abbracciare le nuvole”…

I vincitori dell’ 8° Triennale Chamalières:

– Grand Prix de la Triennale : Sylvia Bataille (Francia)

– Prix de la Ville de Chamalières : Biljana Vukovic (Serbia)

– Prix Claude Wolff : Eddy Debuf (Belgio)

– 3 Menzioni speciali della giuria:
– Luvier Casali (Paraguay)
– Christopher Roantree (Inghilterra)
– Smiljanic Zarko (Serbia)

– PRIX AFCEL : Isabel Mouttet (Francia)

– PRIX DU GEANT DES BEAUX ARTS : Nadejda Menier (Francia)

Rappresentante in GIURIA, per l’Italia, Monsieur Otello Gnaccarini (in qualità di Direttore della Galleria Gnaccarini di Bologna)

I 27 Artisti italiani presenti sono: Invitato da:
Arrighi Marcella Nike Amac
Aullmann Eva J.F. Chassaing
Baracco Emilio ADAFA – Cremona
Bazquez Manuel M. Otello Gnaccarini – Bologna
Bufalini Stefano Anna Romanello – Roma
Ciampini Paolo Vlado Goreski – Macedonia
Del Pizzol Simone ADAFA – Cremona
Donati Franco Amac
Elvieri Vladimiro Amac
Gerenazzo Francesco M. Otello Gnaccarini – Bologna
Giatti Remo Amac
Giusy Ballarino M. Otello Gnaccarini – Bologna
Marchini Vera Amac
Matteo Gabriele Anna Romanello – Roma
Miracola Giacomo Amac
Modolo Bonizza M. Otello Gnaccarini – Bologna
Molena Elena ADAFA – Cremona
Nunzia Basile Anna Romanello – Roma
Pancera Roberta Amac
Pecorella Patrizia Anna Romanello – Roma
Rosi Daniela Amac
Sirignano Gabriella Amac
Stefano Luciano ADAFA – Cremona
Tomasi Fulvio Amac
Toni Maria Chiara Amac
Vigolo Giuseppe ADAFA – Cremona
Zamboni Roberta M. Otello Gnaccarini – Bologna

Alcune considerazioni personali: dopo quasi 40 anni di attività ho potuto partecipare alla mostra ammesso direttamente dall’Amac; avevo chiesto informazioni per il regolamento e mi sono trovato inserito. A quanto pare nei 25 anni di esistenza delle Triennali, si sono avvicendati commissari e selettori che hanno – con le loro scelte – determinato le partecipazioni ad invito.

Da sinistra a destra: Remo Giatti, Slobo, Louis Giscard d'Estaing

Da sinistra a destra: Remo Giatti, Slobo, Louis Giscard d'Estaing

Fin qui mi pare che non ci si debba meravigliare perchè le cose funzionano in questo modo un po’ in tutti i campi: appalti, concorsi, incarichi, ecc. A incuriosire osservando quello che succede all’interno di queste manifestazioni artistiche all’estero è a volte la ridotta partecipazione degli artisti italiani, spesso sempre gli stessi e spesso  in coppia o a gruppi. Manca forse l’informazione? Non se ne trovano altri?

Quello che ha stupito (e meravigliato) è, per esempio, recentemente, la ridotta partecipazione a soli 5 italiani alla Triennale di Cracovia. Una scelta molto drastica. Solo grandi nomi? Assolutamente. Ma perché così pochi? Questi “esperti” selezionatori avranno sicuramente dei curricula esemplari, titoli ed esperienze specifiche, ma forse non hanno abbastanza informazioni su chi opera in Italia. Ora, però, anche associazioni provinciali si pongono in qualità di selezionatori: chissà quali esperti al loro interno. Consultando gli annali di Bagnacavallo disponibili nelle biblioteche, gli artisti censiti in Italia sono invece numerosissimi. Ma chi si assume la responsabilità di scelte così penalizzanti deve avere un gran coraggio. Sì, perché con questi metodi discutibili è lampante che queste scelte, mai motivate, nascondono in realtà ambiguità, fenomeni di “regionalismo“ e anche penosi casi di “scambismo” – artistico si intende!

17 October 2010   Comments Off on Impressioni dalla 8a Triennale di Chamalières

Riconoscimenti all’ex libris italiano

Buone nuove per l’ex libris italiano: 5 riconoscimenti dalla FISAE in un solo anno. Istituito nel 2002 dai delegati al congresso di Frederikshavn il «FISAE Certificates of Honour»  è stato assegnato nel tempo secondo vari criteri. Suddiviso in specifici settori quali:

«Udo Ivask Certificate» riservato a studiosi che hanno pubblicato opere di ricerca e studio, cataloghi e monografie, assegnato nel 2003 a Egisto Bragaglia.

«Sir Augustus Wollaston Franks Certificate» riservato ai collezionisti che aumentano la propria raccolta nel segno della qualità, con spirito filantropico e con cura della catalogazione. Assegnato nel 2010 a Dante Fangaresi.

«Gianni Mantero Certificate» riservato per il servizio di promozione dell’ex libris, per la divulgazione al pubblico mediante mostre, concorsi, conferenze, scritti. Assegnato nel 2003 a Giuseppe Mirabella, nel 2007 a Mario De Filippis. Nel 2010 assegnato a Cristiano Beccaletto, Nicola Carlone e Gian Carlo Torre.

«Helmer Fogedgaard Certificate» riservato agli editori, ai librai antiquari, ai fondatori di Associazioni, ai Musei. Assegnato nel 2010 al Museo Ex libris Mediterraneo di Ortona.

«Albin Brunovsky Certificate» riservato agli artisti, mai assegnato ad un italiano.

Non posso che rinviarvi al sito FISAE, che peraltro non ha emesso comunicati: ha incaricato Benoît Junod di inviare email agli interessati. Le premiazioni si sono svolte nell’ambito del XXXIII Congresso FISAE, che si è svolto a Istanbul, Turchia, dal 25 al 29 agosto scorsi.

9 October 2010   Comments Off on Riconoscimenti all’ex libris italiano

Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano – cronaca dell'inaugurazione

Dal comunicato stampa.

Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano - il pubblico in sala

Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano - il pubblico in sala

Inaugurata sabato 11 settembre con una conferenza la mostra “Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano”. Numeroso il pubblico accorso nella piccola sala del Centro Studi Exlibristici del Museo: oltre 70 persone. Molti dei convenuti sono rimasti in piedi. L’assessore provinciale alla cultura Remo Di Martino, fra i promotori del Museo dalla sua nascita nel 2005, ha portato il saluto del Comune di Ortona e della Provincia di Chieti. Quindi il presidente Carlo Sanvitale ha presentato la manifestazione. Il dottor Gian Carlo Torre ha tratteggiato la figura di Ennio Flaiano cogliendo alcuni particolari poco noti dei rapporti con Federico Fellini e con il mondo culturale romano di quegli anni. Inoltre ha ricordato, con un po’ di commozione, l’amore e la dedizione di Flaiano per la figlia malata. Il direttore Cristiano Beccaletto ha introdotto con una serie di immagini gli ex libris in mostra, interpretandone i vari significati e le varie soluzioni grafiche proposte dagli artisti.

Il direttore ha infine ringraziato il Comune per l’aiuto e la collaborazione nella gestione del Museo, auspicando per il futuro iniziative comuni per la crescita ulteriore e costante di questa realtà culturale che travalica i confini ortonesi per proporsi in Italia e all’estero come imporatante punto di riferimento e esempio da seguire in ambito exlibristico. Ha quindi concluso informando la platea che la mostra “La montagna, filo sottile con l’infinito – Ex libris di montagna nella prima metà del Novecento europeo” ha visto un’ottima affluenza di pubblico stimata in oltre 600 visitatori.

Il Museo proporrà, in data da stabilire, tre serate dedicate alla proiezione di pellicole cinematografiche delle quali Ennio Flaiano ha curato la sceneggiatura o il soggetto.

Nei prossimi mesi questa mostra proseguirà itinerante anche fuori dai confini d’Abruzzo, in collaborazione con istituzioni nazionali e in sedi prestigiose. Durante il periodo della mostra il Museo prevede degli incontri con le scuole.

I conferenzieri - Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano

I conferenzieri - Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano

Catalogo

Il catalogo della mostra che ha per titolo “Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano” è il numero zero di “EXLIBRISMED –  Periodico semestrale del Museo Ex libris Mediterraneo di Ortona” edito da Progetti Farnesiani. Ai primi 100 esemplari, riservati agli amici e ai sostenitori del Museo, è allegato l’ex libris originale di Furio de Denaro. Il catalogo a cura di Cristiano Beccaletto è impaginato da Franco Sergente, il progetto grafico è di Bauhaus.

Sala gremita all'inaugurazione della mostra 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano'

Sala gremita all'inaugurazione della mostra 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano'

Ex libris di Fernando Eandi per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

Ex libris di Fernando Eandi per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

Ex libris di Vincenzo Gatti per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

Ex libris di Vincenzo Gatti per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

Ex libris di Ivo Mosele per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C7

Ex libris di Ivo Mosele per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C7

Ex libris di Luciano Ragozzino per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3-C5

Ex libris di Luciano Ragozzino per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3-C5

Ex libris di Elisabetta Viarengo Miniotti per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

Ex libris di Elisabetta Viarengo Miniotti per 'Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano', C3

23 September 2010   Comments Off on Parole e immagini per ricordare Ennio Flaiano – cronaca dell'inaugurazione

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