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Titolo: Grandi incisori dell'ex libris e piccola grafica |
Presentazione libro sugli ex libris
Grandi incisori dell'ex libris e piccola grafica
Donazione di Lidia e Paolo Rovegno
Alla donazione di Lidia e Paolo Rovegno abbiamo dedicato un articolo.
Riporto l'introduzione di Gian Carlo Corada, Sindaco, e Gianfranco Berneri, Assessore alle attività culturali di Cremona; a seguire, la presentazione di Paolo Rovegno.
Persone di raffinata cultura, che con passione e squisita sensibilità artistica, legata a una ricerca certamente molto oculata, hanno realizzato una personalissima quanto ricca e affascinante collezione formata da ex libris e grafiche libere, i coniugi Paolo e Lidia Rovegno hanno deciso di donare questo loro “tesoro” al Museo Civico “Ala Ponzone”. E di vero tesoro si tratta, se si pensa che la collezione è composta da oltre seimila pezzi appartenenti a più di 500 artisti di tutto il mondo, una delle collezioni tra le più importanti in assoluto per quanto riguarda queste opere.
Come dunque non apprezzare tale gesto di grande e inusitata generosità nato dal forte legame che Paolo e Lidia Rovegno, residenti a Piacenza, hanno mantenuto con Cremona, loro città di origine.
La stupefacente collezione dei coniugi Rovegno arricchisce in maniera significativa il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe che, grazie anche ad altre recenti donazioni, sta diventando un vero e proprio scrigno di produzioni artistiche, punto di riferimento per gli studiosi, ma anche del pubblico, che ha iniziato a conoscere e apprezzare queste opere che coprono ormai uno spazio temporale che va dai primi anni del Novecento per giungere sino ai giorni nostri.
La donazione voluta da Paolo e Lidia Rovegno rappresenta un atto di fiducia che merita gratitudine e che, nel contempo. Ci riempie di orgoglio perché è l’ennesima prova che il lavoro compiuto sino a ora a favore del radicale rinnovamento delle strutture museali sta dando i suoi frutti. Infatti il Museo Civico “Ala Ponzone” è da tempo entrato in una nuova fase, quella dell’accrescimento delle opere che conserva e che contribuisce a farne una delle realtà più significative e interessanti della Lombardia. La generosa donazione compiuta è inoltre in sintonia con l’impegnativa campagna di valorizzazione del proprio patrimonio che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti da tempo per arricchire le collezioni artistiche di Cremona.
Paolo e Lidia Rovegno, dotati di una raffinatezza d’animo che traspare dalla rara e delicata bellezza delle opere che con grande amore hanno collezionato nel tempo, hanno compiuto un gesto che costituisce un esempio di grande senso civico, di attenzione verso una delle più importanti istituzioni culturali della nostra città e anche di amore disinteressato per Cremona.
A loro va la più sincera gratitudine da parte dell’Amministrazione Comunale in primo luogo e quindi della città tutta, che può dirsi orgogliosa di godere della fiducia di persone che sanno apprezzarla e che sanno tradurre questo loro forte sentimento in azioni concrete che vanno a beneficio dell’intera comunità.
L’Assessore alle attività culturali
Gianfranco Berneri
Il Sindaco
Gian Carlo Corada

Copertina catalogo: 'Grandi incisori dell'ex
libris e piccola grafica'
Particolare dell'ex libris di Ivan Miladinovic per Lidia e Paolo
Rovegno
Al mio bisnonno Dr.
Francesco Arcari,
già conservatore del Museo di Cremona
Questa collezione è frutto dell’amore
mio e di mia moglie Lidia per la grafica d’arte.
Già da giovane mi interessavo di arti figurative e in special
modo di grafica; ricordo infatti con molta nostalgia
l’entusiasmo posto in quegli anni, unitamente a cari amici
e importanti artisti, nella fattiva partecipazione alla “Galleria
d’Arte Portici” in Cremona.
Devo puntualizzare però che l’interesse della raccolta
non è scaturita da un preciso intendimento, posso anzi asserire
che fu il caso il vero artefice nel far nascere un così importante
stimolo, inducendomi a voler scoprire prima, raccogliere e collezionare
poi, una simile qualità e quantità di opere.
Se non ricordo errato fu nel lontano 1986 quando
un comune amico, a conoscenza che anni addietro mi dilettavo del
graffiar lastre, mi chiese di incidergli un ex libris.
Per giustificare questa sua richiesta e stimolarmi nell’esaudire
il suo desiderio mi mostrò, con malcelato orgoglio, la sua
allora modesta collezione.
Fu un nuovo mondo che si svelò ai miei occhi. L’antico amore per la calcografia si risvegliò in me e da quel momento iniziò la ricerca, condivisa con mia moglie, di questi piccoli fogli che nel tempo sarebbero diventati una cospicua testimonianza dell’operare in campo grafico di ottimi artisti contemporanei.
Non lasciatevi però ingannare dal termine “ex
libris”; esso, anche se commissionato a famosi artisti,
è nato storicamente quale foglietto riportante il nome del
proprietario da incollarsi sui risguardi del libro.
Ciò al fine di preservarlo, nel possibile, da eventuali sottrazioni
in quanto il libro anticamente era un bene di grandissimo valore
economico.
Con l’invenzione dei caratteri mobili e successivamente di
nuove tipologie di metodi di stampa il libro ha perso l’identità
di oggetto con grande valenza economica divenendo
invece un normale bene di consumo.
Di conseguenza l’ex libris, già dal
secolo scorso e fino a pochi anni fa ha subìto una
mutazione. Esso ha abbandonato, grazie anche alla diffusione
delle biblioteche personali, l’assolvimento della sua funzione
primaria quale guardiano di eventuali sottrazioni divenendo invece,
per l’intestatario, identificativo e simbolo di rappresentanza
dei suoi interessi culturali o di appartenenza a un determinato
contesto sociale.
Va puntualizzato inoltre che un’ulteriore mutazione
si è avuta, in questo ultimo decennio, in quanto il committente
di ex libris, abbandonando la sua prerogativa, è passato
dalla tipica figura di bibliofilo alla nuova identificazione di
“collezionista di piccola grafica d’arte”.
L’interessato infatti, nella maggior parte dei casi, ha
rinunciato al suo ruolo di coprotagonista non dando più
indicazioni all’artista di quegli specifici elementi indicativi
del committente, ma concedendo allo stesso la piena libertà
e priorità nella scelta dell’immagine, delle suggestioni
e delle identità culturali, essendosi l’interesse volto
unicamente all’ottenimento di ottimi lavori grafici.
Su questa base viene da affermare “l’ex libris è morto, viva l’ex libris” in quanto esso oggi è sostanzialmente divenuto, pur conservando l’antica dizione, una “grafica d’arte dedicata” o “grafica ad personam”.
La collezione è costituita da 6510 opere di 619
artisti contemporanei, di cui la maggior parte sono tuttora
viventi.
Va precisato che essa è formata prioritariamente da opere
calcografiche, tecnica questa prediletta da me e Lidia,
in cui non manca però, seppur in misura minoritaria ma di
alta qualità artistica, sia la litografia
che la silografia e la serigrafia.
È la specifica tessitura segnico grafica della tecnica di incisione in incavo, sia essa acquaforte, acquatinta, vernice molle o maniera nera, che permette all’artista di ottenere vellutate campiture, effetti di trasparenza, ritmi e scansioni di zone d’ombra o di abbagliante lucentezza difficilmente raggiungibili in altre discipline grafiche.
Ciò consente all’autore di darci figurazioni intessute di poesia, fantasia, memoria di visiva realtà o slittamenti surrealistici di oniriche compresenze che, colpendo il nostro immaginario, ci lasciano e ci donano perpetue narrazioni in cui la fantasia altrui si ritrova e si rispecchia nel vagare del nostro pensiero.
Affrontare l’analisi di un’opera incisoria è
generalmente più complesso e impegnativo rispetto a quanto
non lo sia la lettura di un dipinto ed è proprio per questo
che nel raccogliere queste grafiche la scelta si è indirizzata
verso autori nei quali si è ricercata, quale priorità
valente, l’espressione artistica senza però disgiungere
dalla stessa la perfetta padronanza della tecnica.
Penso infatti che la somma di questi due elementi, espressione artistica
e conoscenza tecnica, oltre a rendere completa la figura dell’Artista
siano il compendio per la creazione di opere d’arte. Tengo
inoltre a precisare che non è la grandezza dell’opera
che ne determina la bellezza e l’importanza ma bensì
solo e unicamente la qualità in essa presente.
La scelta di questa donazione, condivisa con i figli, è nata dalla consapevolezza che quanto raccolto e amato non andrà disperso divenendo ricordo e omaggio al bisnonno Francesco, già conservatore di questo Museo nel 1920.
Un ringraziamento particolare va a mia moglie Lidia che mi è sempre stata sprone, incitamento e sostegno nel conseguimento di questa avventura e con Lei mi auguro che, la piccola parte qui esposta, serva da stimolo all’amore per la grafica d’arte, con la speranza di invogliare altri a nuove donazioni per aumentare l’importanza del Gabinetto delle Stampe del Museo Civico di Cremona, nostra città natale, a cui siamo e rimarremo sempre affettuosamente legati.
Paolo Rovegno
Volume edito in occasione dell'inaugurazione della mostra "Grandi incisori dell'ex libris e piccola grafica", svoltasi a Cremona dal 8 al 30 novembre 2008.
Il volume è stato stampato in cinquecento copie
nel mese di ottobre 2008 presso la Tipografia Fantigrafica di Cremona.
Alle prime cinquanta copie è stato unito l'ex libris, inciso
in acquaforte e stampato con torchio calcografico a Stella, dell'artista
Bruno Gozzo per Paolo Rovegno.
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