Artifex editore Home Page
Google
 
Cerca nel sito Artifex

I Libri | Collegamenti | Artisti | ex libris | FAQ | Chi siamo | Mappa del sito
L'ex libris del bibliofilo | Blog | Aste on line | Bacheche | Block Notes

Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 4 aprile 2009
Lettere | Collaborate | Tutti i titoli

Block Notes

Torna alla copertina


pubblicità

A colloquio con Stefano Patrone

Patrone: ex libris da fiaba

Gioco e realtà nei carillon grafici dell’artista genovese

di Stefania Clerici

 

Stefano Patrone
1. Stefano Patrone.

Stefano Patrone a colloquio
2. Stefano Patrone a colloquio
con Stefania Clerici.


Stefano Patrone
3. Stefano Patrone.

Non hanno peso gli ex libris di Stefano Patrone, artista genovese, che si divide tra l’incisione, la grafica e l’insegnamento.

Le sue opere non hanno peso, perché hanno il profumo di quelle illustrazioni sui libri della nostra infanzia (ennesima attività alla quale effettivamente si dedica Patrone), ma sono anche contemperate dalla sapienza di uno studio minuzioso, accompagnato da un’esperienza ormai ventennale: infatti nell’86, partecipando a un concorso del Lions Club, conobbe anche il collezionista De Filippis ed entrò nell’Associazione Incisori Liguri.

Patrone ricorda di aver avuto dei buoni insegnanti al Liceo artistico, ma, dopo l’Accademia di Belle Arti, alla quale si diplomò nella sezione “Pittura”, si avventurò da autodidatta sulla strada dell’incisione.
L’artista ha eletto poi a maestri da lui definiti irraggiungibili grandi personalità come Brunowskij e Dürer, del quale ha rivisitato in peculiari interpretazioni il tema della malinconia.

E malinconicamente Patrone osserva come il mondo del collezionismo e dell’incisione in Italia non appassioni molto i giovani, mentre all’estero quest’arte si rivela ricca di spunti innovativi e nuove sperimentazioni, come l’incisione su ottone (materiale più duro del rame) o quella galvanica, su una lastra in soluzione salina.

Queste strade sono state percorse anche da Patrone, che realizza acqueforti e acquetinte per i suoi singolari ex libris, eseguiti per concorsi, ricorrenze o persone care, come la figlia Lisa.

In occasione dei suoi compleanni, ad esempio, il padre le regala splendide opere a tema, nelle quali la bimba viene rappresentata come Alice in un paese di meraviglie grafiche; quasi in una filastrocca o in un nonsense sono invitati a una gioiosa festa unicorni, soli, stelle, faccine sorridenti e alate: tutti i meccanismi s’incastrano perfettamente, il carillon suona, la giostra dei cavallini gira in questi piccoli grandi prodigi, dove si sentono echi di musiche e voci di animali, come in una fiera.

E se le stelle e i gambi dei fiori s’insinuano con decisione nella composizione, causando dei tagli, lo spazio resta diviso e ricomposto come nella dimensione oltre lo specchio di Alice. Questa percezione di trafitture e punture innocue attrae lo spettatore, per lasciarlo all’inizio disorientato e poi divertito.

Il gioco consiste in una continua variazione di elementi compositivi a volte ricorrenti, a volte scelti dalla stessa figlia, Lisa. Se per lei Patrone predilige dunque altalene, stelline e unicorni, in altre opere possono comparire anche altri animali esotici, come gli elefantini per un ex libris dedicato ad amici che si sono recati in viaggio in India, terra richiamata con interessanti simbologie, come quella degli uomini-alligatori.

In questi capolavori di carta è come se la vita reale fosse trasferita in un’altra dimensione vivace e vibrante, in una vocazione visionaria che non diventa mai pedante, ma mantiene quell’infantile ardore ed entusiasmo per continuare a giocare.

Tra i vari piani grafici che s’intersecano negli ex libris di Patrone pare di sentire in lontananza il Ghiro il quale, in Alice nel paese delle meraviglie, racconta una strana storia: tre bambine in fondo a un pozzo imparano a disegnare tutte le cose che iniziano con una M. Alice allora domanda: «Perché con una M?» e il Leprotto Marzolino risponde: «Perché no?».
Proprio lo spirito del «Perché no?» permea le opere di Patrone, nelle quali le finestre della quotidianità e della realtà si affacciano su straordinarie visioni e dove anche la firma dell’artista pare un viaggio tra svolazzi di lettere.

Stefania Clerici nata a Como il 21.08.1977 e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”, di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali; le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz. Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara, Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.


Altre notizie:

Lutto nel mondo della grafica: In memoria di Roberto Turlà

A colloquio con Paolo e Lidia Rovegno: Un grande tesoro per un grande sogno

Dalla nostra inviata: Note sulla riunione prenatalizia dell’AIE

Inaugurazione mostra: 150esimo anniversario della Provincia di Novara. Vince il lituano Pamaskov

Lutto nel mondo dell'ex libris: Un ricordo di Egisto Bragaglia



del.icio.us AddThis Social Bookmark Button


Testi e immagini © dei rispettivi proprietari
© Artifex 2009 - Tutti i diritti riservati.

pubblicità