Artifex editore Home Page
Google
 
Cerca nel sito Artifex

I Libri | Collegamenti | Artisti | ex libris | FAQ | Chi siamo | Mappa del sito
L'ex libris del bibliofilo | Blog | Aste on line | Bacheche | Block Notes

Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 4 aprile 2009
Lettere | Collaborate | Tutti i titoli

Block Notes

Torna alla copertina


pubblicità

Lutto nel mondo della grafica

In memoria di Roberto Turlà

La morte di un sognatore

di Tommaso Lo Russo

 

Roberto Turlà
Roberto Turlà

La vita è un biglietto da visita (figuriamoci poi se si è appassionati di ex libris). Quando nasci un foglietto dirà al mondo che sei nato e tutti diranno che sei bello ed intelligente anche se non lo sei. Una serie di altri foglietti scandirà tutte le tappe più o meno importanti fino all’ultimo appuntamento della vita che incontra la morte.

Se si crede si avrà la fortuna di sperare di vivere nell’altra dimensione oppure se si è agnostici, ma si hanno figli, questi saranno il prolungamento della vita che continua attraverso loro. Così avviene per tutti. Forse! Per Roberto Turlà non è così perché sosteneva che: “chi ama l’arte vive due volte”. Adesso quindi sta vivendo la sua seconda vita, ma non come proiezione di altri e me lo immagino sempre ancora ironico, non smentendosi neppure quando la Signora è venuto a prenderlo. A chi vi scrive fa piacere che sia così e che abbia titolo ad una seconda vita serena senza dolori. Nei numerosissimi contatti che abbiamo avuto scherzavo e lo chiamavo Santità e lui di rimando, sempre per celia, mi definiva il suo discepolo prediletto. Se lo fossi (mi piace però pensarlo) non lo so. Di sicuro ha avuto tanti discepoli (anche di ritorno come avvenne per il figliol prodigo di biblica memoria) attirati dalla sua profonda conoscenza dell’arte (acquisita da autodidatta) con impegno assiduo e dal suo sottile sarcasmo che condiva i momenti della vita.

Per lui l’Arte era come il suo bisogno di golose ricette che offriva a tutti noi.

Il merito di averlo conosciuto lo devo a diversi amici: Remo Palmirani che organizzò una mostra a Modica presso la Galleria d’Arte “La Regina di Quadri” e mi parlò entusiasta di Modica, della Galleria e di Roberto Turlà; un altro, alcuni anni dopo fu Carlo Sanvitale, presidente di Progetti Farnesiani della bellissima Ortona, e poi ancora Pavel Hlavaty e Pierre Lindner, già vincitori del Concorso internazionale “Il Bosco Stregato” – forse altri me ne parlarono, ma questi sono stati determinanti perché telefonassi a Roberto Turlà e fu amicizia istintiva, istantanea, rafforzata da un mare di telefonate fino al momento in cui lo conobbi nel 2008 direttamente a Modica – una delle sette meraviglie d’Italia da salvare – per allestire con lui una mostra del Concorso il Bosco Stregato.

Ricordo, come se fosse oggi, l’arrivo a Modica, nella stazione degli autobus, dove ci eravamo dati appuntamento. A me sembra un secolo, eppure non è nemmeno un anno che ci conosciamo (oppure bisognerebbe dire conoscevamo?). Lui accompagnato dalla dolce Graziella – sua moglie ed io da mia sorella Lina – parimenti- incantata da questo Sognatore che si è perso per farci ritrovare a parlare ancora di lui e con lui di mostre di grafica, di ex libris, di cultura di cui tutti hanno bisogno come il pane.

Il Sognatore aveva programmato le sue tappe di attività artistiche fino al 2014 e con me solo per il 2009 e il 2010 con mostre anche in Piemonte al castello di Roddi perché sapeva che non avrei retto ad una programmazione più a lungo termine.

Oltre alla mostra che avremmo ripetuto sul Concorso il Bosco Stregato c’era in cantiere il catalogo “Nel Segno della Magia” al quale abbiamo lavorato a più mani e che raccoglie alcuni capolavori di artisti della fine ‘800.

A questo punto che cosa sarà della sua eredità? Il Sognatore lascia oltre Graziella – per analogia al bando di Tammuz, quasi Istar – due meravigliosi figli (Francesco e Michele) che riusciranno a raccogliere un tale patrimonio di opere e di conoscenze? Francamente non lo so! Stando alla matematica due sono il doppio di uno, ma anche facendo i raffronti – a parte l’età – Santità valeva almeno per quattro.

L’unica speranza? Il procedimento di succubo e pensare come lui e agire come lui, innestando però qualcosa di personale, ma non troppo.
Nella marea di gente che ha gremito il Duomo di Modica, anche l’Amministrazione Comunale che ha voluto salutarlo e pensare ad una Fondazione a lui dedicata.
Il tempo sarà testimone e veramente sapremo se il Sognatore smetterà di sognare e vivrà dell’arte e del lavoro che altri continueranno per lui.


Altre notizie:

A colloquio con Paolo e Lidia Rovegno: Un grande tesoro per un grande sogno

Dalla nostra inviata: Note sulla riunione prenatalizia dell’AIE

Inaugurazione mostra: 150esimo anniversario della Provincia di Novara. Vince il lituano Pamaskov

Lutto nel mondo dell'ex libris: Un ricordo di Egisto Bragaglia

Premiazione concorso: L'Arte e la Montagna - 2008



del.icio.us AddThis Social Bookmark Button


Testi e immagini © dei rispettivi proprietari
© Artifex 2009 - Tutti i diritti riservati.

pubblicità