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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 29 marzo 2009
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A colloquio con Paolo e Lidia Rovegno

Un grande tesoro per un grande sogno

Donata al Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona la collezione di ex libris e piccola grafica dei coniugi Rovegno

di Stefania Clerici

 

Paolo Rovegno
1. Paolo Rovegno.

Lidia e Paolo Rovegno
2. Lidia e Paolo Rovegno, fotografati
durante l'incontro AIE del dicembre 2008.


Stefania Clerici, Lidia e Paolo Rovegno
3. Stefania Clerici mentre prende appunti
in vista della realizzazione
dell'articolo sulla donazione di ex libris
di Lidia e Paolo Rovegno al museo
"Ala Ponzone" di Cremona.

Ci sono città dove le arti sono più corteggiate e dove, grazie alle arti stesse, s’intrecciano corsi e ricorsi nelle vicende umane. Qui ci riferiamo in particolare a Cremona, che si distingue per la sensibilità e l’interesse dell’Amministrazione Comunale e del Museo Civico “Ala Ponzone” a valorizzare e accrescere le sue collezioni artistiche.

Alla loro città d’origine sono rimasti legati i coniugi Paolo e Lidia Rovegno, collezionisti e cultori di ex libris e proprio al Museo “Ala Ponzone” la coppia ha donato un tesoro di oltre 6000 pezzi (6510 per la precisione), appartenenti a 619 artisti di tutto il mondo per la maggior parte viventi.

Ma, se all’inizio facevamo cenno ai corsi e ricorsi delle vicende umane, il cerchio magico si chiude col riferimento al bisnonno di Paolo Rovegno, il Dr Francesco Arcari, già conservatore del Museo di Cremona nel 1920.

La scelta della donazione, condivisa coi figli, è dunque per la coppia un ricordo e un omaggio al parente già legato a quell’istituzione museale e per il capoluogo lombardo è “un gesto che costituisce un esempio di grande senso civico, di attenzione verso una delle più importanti istituzioni culturali della nostra città e anche di amore disinteressato per Cremona.”, come ricordano l’Assessore alle attività culturali, Gianfranco Berberi e il Sindaco, Gian Carlo Corada. Gli Amministratori ritengono infatti che “la donazione voluta da Paolo e Lidia Rovegno rappresenta un atto di fiducia che merita gratitudine e che, nel contempo, ci riempie di orgoglio perché è l’ennesima prova che il lavoro compiuto sino ad ora a favore del radicale rinnovamento delle strutture museali sta dando i suoi frutti. Infatti il Museo Civico “Ala Ponzone” è da tempo entrato in una nuova fase, quella dell’accrescimento delle opere che conserva e che contribuisce a farne una delle realtà più significative ed interessanti della Lombardia.”

Il passaggio della collezione dalla dimora dei coniugi Rovegno al Museo è stato accompagnato dalla mostra Grandi incisori dell’ex libris e piccola grafica, tenutasi presso la medesima istituzione museale “Ala Ponzone”, a Cremona, dall’8 al 30 novembre 2008. Per questo evento Paolo Rovegno ha curato il catalogo e la scelta delle opere esposte, oltre alla classificazione di tutti i pezzi.

Il collezionista specifica che sono stati prediletti soprattutto i lavori calcografici, ma non mancano però la litografia, la silografia e la serigrafia. “E’ la specifica tessitura segnico grafica della tecnica di incisione in incavo, sia essa acquaforte, acquatinta, vernice molle o maniera nera, che permette all’artista di ottenere vellutate campiture, effetti di trasparenza, ritmi e scansioni di zone d’ombra o di abbagliante lucentezza difficilmente raggiungibili in altre discipline grafiche. Ciò consente all’autore di darci figurazioni intessute di poesia, fantasia, memoria di visiva realtà o slittamenti surrealistici di oniriche compresenze che, colpendo il nostro immaginario, ci lasciano e ci donano perpetue narrazioni in cui la fantasia altrui si ritrova e si rispecchia nel vagare del nostro pensiero.”

Grande è l’affetto che traspare dalle parole del collezionista che parla del tesoro donato come di una sua creatura, alla quale è molto legato. Ed effettivamente si tratta di vero amore, nato però casualmente: Paolo Rovegno continua infatti dicendo che “l’interesse della raccolta non è scaturito da un preciso intendimento, posso anzi asserire che fu il caso il vero artefice nel far nascere un così importante stimolo […]. Se non ricordo errato fu nel lontano 1986 quando un comune amico, a conoscenza che anni addietro mi dilettavo del graffiar lastre, mi chiese di incidergli un ex libris. Per giustificare questa sua richiesta […] mi mostrò, con malcelato orgoglio, la sua allora modesta collezione. Fu un nuovo mondo che si svelò ai miei occhi. L’antico amore per la calcografia si risvegliò in me e da quel momento iniziò la ricerca, condivisa con mia moglie, di questi piccoli fogli che nel tempo sarebbero diventati una cospicua testimonianza dell’operare in campo grafico di ottimi artisti contemporanei.”, fra i quali ricordiamo Ivan Miladinovic – il cui ex libris è stato scelto anche per la copertina del catalogo -, Shigeki Tomura, Lembit Lohmus, Wictor Pfeiler, Natalija Cernetsova e Roberto Tonelli.

Un ex libris di quest’ultimo artista, pubblicato sul catalogo stesso, rappresenta un gomitolo di lana con un po’ di filo dipanato sul terreno, così, grazie alla generosità dei coniugi Rovegno anche gli studiosi in visita al Museo o noi spettatori possiamo raccogliere i fili e dipanare queste matasse artistiche di ombreluci, figure, fiori, animali: tutti questi soggetti respirano da quelle piccole grandi opere da conservare gelosamente, per continuare ad ascoltarne la bellezza.

Stefania Clerici nata a Como il 21.08.1977 e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”, di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali; le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz. Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara, Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.


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