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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 6 marzo 2009
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Lutto nel mondo dell'ex libris

Un ricordo di Egisto Bragaglia

di Cristiano Beccaletto

 

È scomparso a quasi 93 anni Egisto Bragaglia (Venezia, 15 giugno 1916 – Merano 4 marzo 2009), studioso e storico dell’ex libris di fama internazionale. Lascia la moglie Teresa (Tina) Grossi, novantasettenne, che aveva sposato nel 1939. Quando si conobbero Egisto aveva poco più di 17 anni, Tina quasi 22. Un sodalizio durato una vita, nel lavoro come nel tempo dedicato agli hobby comuni (fotografia, orologi, viaggi, arte, buona cucina, per citarne solo alcuni) e negli ultimi trent’anni alla grafica e all’ex libris.

Con Bragaglia se ne vanno anche Massimo Masina, Ettore Brandi, Ermete Broccardi, pseudonimi spesso usati, credo fin da quando era vicepresidente del quotidiano Alto Adige, per celare la sua identità ai lettori, lo rammentava spesso con aria sorniona e divertita, aveva il senso dello humour.

Ho conosciuto Egisto Bragaglia ventiquattro anni fa, a quella “Tavola rotonda sull’ex libris” tenutasi a Bologna, che si sarebbe rivelata l’importante punto di partenza e il lievito a tutto quel fiorire d’avvenimenti che, in campo exlibristico, ora possiamo leggere come una sorta di “Rinascimento dell’ex libris di fine secolo”. Restai impressionato e, lo confesso, anche un po’ stupito davanti all’oratoria e alla personalità straripante di quell’uomo che in modo nuovo e inusuale parlava dell’ex libris: computer, organizzazione, ricerca, pubbliche relazioni, copertura mediatica, notiziario puntuale. Per la prima volta lo sentii proclamare: “senza cronaca non esistono i fatti”. Quell’uomo, Egisto Bragaglia, negli anni a venire sarebbe divenuto il massimo punto di riferimento del movimento exlibristico italiano, con la sua opera assidua e organizzativa, culturalmente mirata alla rivalutazione e al recupero dell’ex libris in senso storico: un vero rivoluzionario, considerato l’ambiente in cui operava e avrebbe operato negli anni a venire.

Per ricordare Egisto non starò a ripercorrere la parte della sua vita dedicata all’ex libris, molto è stato già scritto, soltanto dirò del piacere procuratogli nel 2003 dal riconoscimento ottenuto dalla FISAE (Udo Ivask Certificate) per “his monumental catalogue of Italian bookplates” oppure per quello che gli fu assegnato a Rovereto nel 2005 in occasione della Giornata del Libro e ancora nel 2006 per il Premio speciale Remo Palmirani ottenuto “Per l’infaticabile impegno pluriennale nel campo dello studio e della ricerca storica, finalizzato a valorizzare l’ex libris nel suo aspetto più vero e tradizionale”.

Fino a due anni orsono, chi avesse avuto la ventura di essere in casa Bragaglia allo scoccare delle ore avrebbe avuto di che divertirsi: una serie di suoni, rintocchi, motivetti, tanti quanti sono gli orologi di casa accompagnava per alcuni secondi il passare del tempo. Poi piano piano, ad ogni nuovo incontro, gli orologi funzionanti diminuivano, fino all’estate scorsa: tutti fermi. Il tempo non si era fermato, solo non aveva più senso misurarlo.

Lo scorso anno, nell’ultima sua opera (L'ex libris del bibliofilo) Egisto scriveva: “…si potrebbe dire che la latitanza dei lettori è un morbo inguaribile del nostro Paese… il 63% della popolazione non acquista neppure un libro all’anno…La letteratura exlibristica poi, è nell’angolo più buio. L’editoria italiana complessivamente registra utili, le opere exlibristiche non riescono mai a coprire l’impegno finanziario sostenuto dagli editori per la stampa. Va però affermato con chiarezza che non è corretto assumere toni vittimistici per la latitanza dei lettori. Se la letteratura exlibristica non dispone della sufficiente diffusione, ci sarà pure un motivo.”. L’estate scorsa abbiamo a lungo parlato di queste sue parole, forse intrise di amarezza, di certo capita spesso all’uomo di cercare e non trovare. A Egisto – che negli anni aveva arricchito la sua biblioteca con oltre diecimila libri – invece era chiaro il motivo. Come cantava un menestrello “la risposta soffia nel vento”.

Quando Bragaglia portava a termine un’impresa non ne parlava più, non che la volesse dimenticare, semplicemente un’impresa finita era finita. C’era altro da inventare, un nuovo progetto da cominciare. La scorsa estate no, la buona riuscita de “L’ex libris del bibliofilo” lo rendeva felice, ne parlava con entusiasmo e talvolta nel discorso entravano imprese passate, la “Bibliografia italiana dell’ex libris”, l’Accademia dell’Ex Libris, i tre tomi de “L’ex libris italiano dalle origini alla fine dell’Ottocento”, il “Dizionario degli illustratori contemporanei”, “I Promotori italiani dell'Ex libris del Novecento”. I nostri incontri spesso finivano con me seduto alla sua enorme scrivania e lui che mi invitava ad aprire la grande cassettiera per vedere le care stampe della sua collezione, molte centinaia dal ‘400 ai giorni nostri. Durante l’ultima visita, mentre guardavo una incisione di Rembrandt, buttò lì un nuova idea che mi piaceva molto, ma dopo qualche giorno al telefono fu evasivo. Le imprese erano finite, pensai. Avevo purtroppo ragione, ma non del tutto.

Un’ultima impresa da portare a termine c’era: che fare del Fondo librario exlibristico e della collezione di ex libris? Egisto me ne parlava da tempo, ma separarsi da qualcosa di caro, da quanto hai raccolto e studiato in tanti anni non era cosa semplice. Tante le idee, difficile decidere la separazione. Alla fine la soluzione arrivò: la sede prestigiosa, gli sviluppi futuri, la certezza della continuità nel tempo, il luogo così vicino a quello dove aveva vissuto la maggior parte della sua vita. Egisto aveva compiuto così l’ultima impresa, la più ardua e faticosa. Ora era tranquillo.

Chi l’ha conosciuto e frequentato perde un punto di riferimento con il quale confrontarsi nelle ricerche, un amico nella comune passione. Con Bragaglia il mondo dell’ex libris perde uno studioso rigoroso, un solerte organizzatore, un eccellente oratore, ma soprattutto un uomo che ha affrancato l’ex libris italiano contemporaneo dalla semplice funzione dello scambio collezionistico, proponendone la rivisitazione nella tradizione: senza luce non esiste colore, senza cronaca non esistono i fatti, senza memoria storica l’ex libris è piccola cosa. Eppure nonostante questo suo amore per la storia e per la tradizione utilizzò le nuove tecnologie fin dalla prima ora, scoprendo sentieri inesplorati, come un bambino curioso, sempre alla ricerca del nuovo giocattolo, e non sembri stravagante questa mia considerazione: Egisto spesso ripeteva che in fondo la vita è solo un palcoscenico su cui giocare.


In alto a sinistra, Egisto Bragaglia firma l'atto di donazione.
A destra, il Sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga, controfirma l'atto.
In basso, a sinistra e a destra, il Sindaco di Rovereto Guglielmo Valduga ed
Egisto Bragaglia in posa per il fotografo dopo la donazione.




Guglielmo Valduga, Gianmario Baldi con Egisto Bragaglia
Guglielmo Valduga e Gianmario Baldi, Direttore della Biblioteca di Rovereto,
con Egisto Bragaglia

Gianmario Baldi con Egisto Bragaglia
Gianmario Baldi con Egisto Bragaglia

Il Fondo librario di Egisto Bragaglia

Il 7 ottobre 2008 Egisto Bragaglia nella sua abitazione di Bolzano, durante un incontro con il Sindaco di Rovereto Professor Guglielmo Valduga e con il Direttore della Biblioteca Civica Dottor Gianmario Baldi, ha espresso la volontà di donare al Comune di Rovereto e alla sua Biblioteca Civica, un importante fondo librario comprendente più di millecinquecento volumi. La donazione è composta da:
- La generalità dei dizionari della lingua italiana dal Cinquecento alla fine dell’Ottocento
- Un consistente corpus di libri e riviste riguardanti la storia dell’arte a stampa, con particolare riguardo al libro illustrato
- Un’ampia selezione di libri, riviste, cartelle con originali e cataloghi pubblicati in tutto il mondo nel settore exlibristico
- La documentazione delle ricerche svolte dallo studioso
- Circa ventimila ex libris originali.

Il Consiglio comunale tenutosi il 17 ottobre 2008 ha approvato l’acquisizione del Fondo.
La donazione, che assumerà il nome di “Fondo Egisto Bragaglia”, sarà catalogata e conservata dalla Biblioteca e Archivio di Rovereto, che fa parte del Centro Culturale ed Artistico costituito attorno al MART (Museo di Arte Moderna di Rovereto). La Biblioteca, con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, si propone altresì di organizzare interventi finalizzati alla valorizzazione del Fondo.

Cristiano Beccaletto Lonigo (Vicenza) 1948.
Dopo il diploma al liceo artistico statale di Milano e un breve periodo all’Accademia di Brera, fino al 1978 si dedica prevalentemente alla pittura; inizia poi il suo interesse per l’incisione.
Realizza in xilografia ex libris, grafica libera, carte augurali; cura la veste grafica, gli ornamenti e la stampa di cartelle ed edizioni pregiate.
Dal 1997 al 2006 organizza le mostre e cura i cataloghi di Roccalbegna Grafica. Ha diretto la rivista L’Ex Libris Italiano. Collabora con le riviste “Grafica d’arte”, “Ex Libris”, “Charta”, “Arte incontro in libreria” e con “Artifex”.
Dal luglio del 2005 è Direttore artistico del Museo Ex Libris Mediterraneo di Ortona.


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