Collezionismo e mercato
Cromolitografie: i costi degli articoli e i cataloghi
Nelle parti precedenti ci siamo dedicati a una disamina delle principali tipologie di lito e cromolitografia a diffusione popolare. Che cosa ne resta sul mercato del collezionismo, e dove, e quali possono essere i costi degli articoli.
di Luca Ceccarelli
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Nelle parti precedenti (Le cromolitografie Liebig, Cromolitografie. Cento anni di calendarietti, Santini. Viaggio nel tempo tra le immaginette devozionali) ci siamo dedicati a una disamina delle principali tipologie di lito e cromolitografia a diffusione popolare. Una trattazione certamente non esaustiva, ma che ha toccato alcuni capitoli importanti di questo settore della grafica. Ma oggi che l'epoca d'oro della cromolitografia è ormai da un pezzo alle nostre spalle, cosa ne resta sul mercato del collezionismo, e dove, e quali possono essere i costi degli articoli?
E prima ancora, si possono trovare dei cataloghi con delle quotazioni aggiornate?
Occupiamoci prima di tutto del secondo aspetto, la catalogazione.
Per quanto riguarda le litografie e le cromolitografie pubblicitarie della Liebig e di altre aziende di cui ci siamo occupati nel primo articolo, abbiamo già segnalato nella relativa nota bibliografica finale che il grande successo riscosso da queste figurine determinò fin dagli anni della fine dell'Ottocento la redazione di cataloghi a stampa.
Unificato - Catalogo ufficiale figurine Liebig
- copertina
Accanto al Catalogo Unificato Figurine Liebig edito dalla CIF, il più autorevole punto di riferimento è il vecchio catalogo di Orlando e Oscar Sanguinetti, che nel 1911 lo rilevarono da Alberto Bolaffi, e viene ancora stampato, senza però indicazioni di prezzo. L'ultima edizione, uscita nel 2004, raccoglie tutte le figurine in ordine di anno, dal 1872 al 1975, più i menù che vennero distribuiti in Francia, in Belgio, in Germania, in Svizzera e in Inghilterra dal 1884 al 1911 e i cartoncini segnaposto dal 1885 al 1903.
Torniamo qui a ribadire che le figurine Liebig sono le più abbondanti sul mercato collezionistico, e quelle che hanno avuto una fortuna più duratura, ma ve ne sono anche altre che sono state prodotte per un lasso minore di tempo da altre aziende, e a cui già a suo tempo abbiamo accennato. Tra tutte spiccano quelle dei magazzini Au Bon Marché, per le quali esiste un catalogo edito da Argus Fildier nel 1984, con edizione italiana a cura di Giuseppe Sorisi e Silvio Bruno, purtroppo non più facilmente rintracciabile né in libreria né nelle biblioteche. Per quanto riguarda i cataloghi sulle cromolitografie edite dalla Suchard, ci risulta un catalogo edito nel 1985 da A. Thysebaert in Svizzera. Si deve tenere conto del fatto che questi cataloghi non vengono aggiornati regolarmente, con la parziale eccezione della Liebig. Pertanto, oltre alla difficoltà di reperimento di alcuni di essi, si consideri che un catalogo degli anni Ottanta con prezzi espressi in moneta fuori corso può avere ormai scarso valore indicativo dal punto di vista commerciale, pur essendo utilissimi, qualora vengano reperiti, per una documentazione sulla produzione. Per quanto riguarda i calendarietti da barbiere non ci risulta siano mai stati dati alle stampe cataloghi. Meglio vanno andare le cose per i santini, dal momento che proprio in questi giorni ci è giunta la notizia della pubblicazione del Primo catalogo – Guida Unificato dei santini, pubblicato dallo stesso editore (CIF) che pubblica il già citato catalogo delle figurine Liebig. É in due lingue, e offre schede su santini che vanno dal Cinquecento fino ai primi decenni del '900.

Unificato - Primo catalogo internazionale dei
santini - copertina
Il secondo quesito che si pone all'appassionato di figurine cromolitografiche è dove e come trovarle.
Una prima, provvisoria risposta, può essere offerta dagli annunci che su vari giornali, specializzati e no, possono mettere in contatto con i venditori.
Un'altra possibilità, può essere offerta dalle aste e dalle vendite su eBay, che rispetto agli annunci dei giornali offrono la possibilità di vedere il materiale, e che offrono un'ampia scelta tanto di calendarietti da barbiere, quanto di santini, anche molto antichi (risalenti al XVII secolo), quanto, infine, di figurine a cromolitografia della Liebig, anche in serie complete, e in misura minore della Suchard, la casa di produzione del cacao svizzera, dei magazzini Au Bon Marché e di altre aziende meno celebri (per le ultime due quasi esclusivamente da parte di venditori internazionali).
Per le figurine cromolitografiche della Liebig e delle altre aziende
c'è anche la possibilità
di trovarne in alcuni negozi di filatelia. Per
non fare un buco nell'acqua è consigliabile, prima di andare
a cercare in un negozio specializzato in materiale filatelico, fare
una telefonata o scrivere una e-mail per verificare che vi sia la
possibilità di trovare ciò che fa al proprio caso.
Si tenga conto che per quanto riguarda le figurine Liebig
è possibile, attraverso il sito delle figurine Liebig (www.liebig.it)
trovare una sezione dedicata ai Liebig Point di tutta Italia,
dove si possono trovare in vendita i cataloghi e le figurine.
Un'altra possibilità di trovare cromolitografie è offerta da alcuni mercatini di collezionismo e da alcune librerie particolarmente fornite di materiale collezionistico. In entrambi i casi la cosa più importante è stabilire un contatto che garantisca fiducia reciproca tra l'acquirente e il venditore. Vi sono alcuni mercatini dedicati esclusivamente al collezionismo cartaceo, ve ne sono altri che pur non essendo dedicati esclusivamente a questa branca, presentano tuttavia alcune possibilità di ricerca e di acquisto al riguardo. Una volta stabilito un rapporto di confidenza con un venditore, è anche possibile accordarsi affinché egli porti, nella successiva edizione, delle cromolitografie che possiede ma che in quel giorno non ha a portata di mano, oppure, se si ha un po' più di tempo, accordarsi con il venditore per vedersi in separata sede.
Siamo tornati per l'occasione nella libreria di Roma L'Angolo del Collezionista. Proprio quel giorno Italo Pileri, che gestisce la libreria con la figlia Barbara, aveva sul suo banco dei calendarietti da barbiere di settant'anni fa, integri nelle loro bustine, con ancora un po' dell'antico profumo. «Ci troviamo spesso a vendere santini, calendarietti e figurine da collezione,» spiega «le più richieste, e naturalmente le più costose sono quelle dei primissimi decenni del Novecento, prodotte ancora con la tecnica cromolitografica. Per la produzione dei decenni successivi ha prevalso la stampa offset, il costo è minore ma anche la qualità della produzione si abbassa». (...)
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