In collaborazione con l'AIE
Dieci settimane a San Sabba
Si ricorda che - per ciascun numero della rivista "L'ex libris italiano" - Artifex pubblica l'indice, l'editoriale del Presidente, un articolo a scelta tra quelli presenti sulla rivista.
di Dante Fangaresi
Caro Presidente,
alla richiesta che più volte in passato mi avevi fatto di
scrivere due pagine, da pubblicare sulla rivista l’Ex
Libris Italiano, riguardanti le vicende del mio libro autobiografico
Dieci settimane a San Sabba avevo sempre risposto,
come sai, con un deciso rifiuto. È sempre stato infatti per
me molto imbarazzante dare giudizi su ciò che ho scritto,
soprattutto perché sono convinto che possa essere fatto soltanto
in modo elogiativo, data l’enorme quantità di consensi
verbali e scritti che ho ricevuto e l’assoluta assenza di
giudizi negativi.
Questa volta però astutamente tu mi chiedi, tra l’altro, di segnalare quei bravi artisti – tutti cari amici – che mi hanno, anche recentemente, onorato con le loro opere grafiche, prendendo ispirazione dal mio libro. E così io non posso più tirarmi indietro.
Ma andiamo per ordine.
Da un inserto apparso su Internet nel 2003, che tracciava un mio generico profilo, traggo, per prima cosa, le seguenti righe iniziali dello stesso, che riguardano proprio l’argomento in questione: “Nella primavera del 1944, all’età di vent’anni, Dante Fangaresi ha vissuto una dura vicenda da lui narrata in un libro autobiografico pubblicato cinquanta anni più tardi, nel 1994, con titolo Dieci settimane a San Sabba (ripubblicato nel 2003, in seconda edizione con una appendice, da Edizioni Polistampa di Firenze). Ciò che ha reso tale libro particolarmente richiesto da archivi storici e biblioteche pubbliche è il fatto che in esso vengono descritte, fra l’altro, le vicende di un gruppo di giovani che finirono in una trappola infernale quale fu la Risiera di San Sabba a Trieste. Da quella trappola egli, con un suo amico, riuscì fortunosamente a fuggire. Al di là del suo valore come testimonianza, e cioè dell’unica motivazione per la quale era stato scritto, il libro ha riscosso un successo anche letterario che è andato ben oltre le aspettative dell’autore, avendo positivamente coinvolto lettori e lettrici di ogni età e di ogni tendenza”. Ciò premesso veniamo agli artisti.
Cristiano Beccaletto, nell’ormai lontano 1994, ha inciso una xilografia che è servita per la copertina della prima edizione (Vigevano 1994) e, con esemplari (X2, 73x90) numerati da 1 a 100, ha aggiunto pregio a cento copie speciali della stessa edizione.
Giovanni Turria, nel giugno 2001, ha inciso per me un ex libris in “punta secca e maniera nera” (C4 C7, 115x115, tirato in 75 esemplari), ispirato dalla frase “…ma ho fiducia nella sorte” da lui scovata tra le righe di una mia lettera, citata nel capitolo VIII del libro, indirizzata a mia madre nel 1944. Questo ex libris è stato pubblicato nella rivista dell’aie sulla copertina del n° 3, settembre-dicembre 2002.
Stefano Patrone, nell’ottobre 2007, ha inciso per me un ex libris (C3, 150x120, tirato in 77 esemplari) nel quale sotto il titolo Dieci Settimane a San Sabba interpreta una sua originale e fantastica visione.
Paolo Rovegno, nel novembre 2007, ha inciso a mio nome un ex libris in acquaforte e acquatinta (C3 C5/2 col, 155x155, tirato in 75 esemplari colorati all’acquerello con numerazione araba, più 5 con numerazione romana) ispirandosi a una delle pagine più drammatiche del mio libro (l’ultima pagina del capitolo V).
Termino con una notizia che mi ha riempito di orgoglio
e che certamente farà piacere non solo ai quattro artisti
sopra ricordati, ma anche a tutti coloro che mi hanno scritto in
questi passati anni per darmi un loro giudizio sul mio libro.
La Biblioteca Ambrosiana, dopo la ricezione della
prima edizione del libro, aveva espresso con lettera autografa di
Monsignor Dr. Franco Buzzi, datata 2/2/2000, il
suo entusiastico apprezzamento, definendolo addirittura stupendo,
e il vivo ringraziamento per questa emozionante e effettiva
testimonianza storica. Dopo alcuni anni, ricevuta la seconda
edizione (con una appendice molto importante), lo stesso Monsignor
Franco Buzzi, oggi Prefetto dell’Ambrosiana,
mi ha più volte pregato di voler affidare agli archivi di
una delle più antiche e famose biblioteche d’Italia
(fu fondata nel 1609 dal cardinale Federico Borromeo,
di manzoniana memoria, ed ebbe come Prefetto perfino un futuro papa,
Pio XI) tutti i documenti originali in mio possesso
aventi attinenza al libro. Sarebbero stati conservati in una speciale
e riservatissima sala (la sala Fagnani) a temperatura
e umidità relativa perennemente costante, per durare nei
secoli a venire.
Ho accettato con gioia. I documenti, poco più di 150, sono stati catalogati, numerati e divisi in due parti, sistemati in un unico meraviglioso faldone. La prima parte raccoglie tutti quelli, poco più di 40, ai quali il mio libro, nelle due suddette edizioni, ha fatto un preciso riferimento. La seconda parte raccoglie i documenti conseguenti alla ricezione del libro, come le lettere, le recensioni, gli articoli e, perché no?, gli ex libris di cui sopra ho parlato. La consegna è stata fatta il 15 febbraio 2008.
Adesso posso anche morire tranquillo: io non so dove andrò
a finire, ma i miei documenti saranno, per sempre, in buona compagnia.
Milano, 20 febbraio 2008
N.d.R.: per ragioni tecniche non ci è
possibile riprodurre le immagini descritte nell’articolo.
Si rimanda il lettore alle biblioteche pubbliche abbonate alla rivista
o all’acquisto di una copia:
L'Ex Libris Italiano - Rassegna di piccola grafica
Rivista dell'Associazione Italiana Ex Libris
Sede: Mauro Mainardi - via Medaglie d'Oro 47 - I 21018 Somma Lombardo
(VA)
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