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Titolo: L'ex libris del bibliofilo |
Presentazione libro sugli ex libris
L'ex libris del bibliofilo
Amor di libro
Inizia oggi un ciclo di puntate dedicate al libro "L'ex libris del bibliofilo", di Egisto Bragaglia (tutti i risultati su Artifex). Tale libro è il compimento del "Manifesto per l'ex libris del bibliofilo", per la prima volta pubblicato proprio su questo sito nel novembre 2006 (il testo definitivo è però del 13 dicembre 2007).
Vorrei fare con voi un passo indietro e raccontarvi - sia pure per sommi capi - com'è andata.
Ricordo che il primo contatto con Bragaglia fu nel marzo 2003, gli scrissi una lettera. A dimostrazione di come a volte la vita è a cicli che ritornano, quel contatto fu favorito da Vincenzo Piazza (tutti i risultati su Artifex), uno degli artisti aderenti al “Manifesto”, il cui contributo è l'ex libris per Rodolfo Taiani.
Incontrai Bragaglia la prima volta l’anno dopo. Andammo dai Bragaglia io e quella che in seguito sarebbe diventata mia moglie.
I primi passi del progetto relativo all’iniziativa che oggi giunge al culmine risalgono al gennaio 2006. Quindi pensate: sono trascorsi due anni dal momento in cui il progetto è stato pensato e abbozzato al momento in cui giunge al traguardo.
Ho sempre desiderato la collaborazione dei “migliori”.
Lavorare insieme a Bragaglia era un sogno. L’ho
sollecitato più volte a fare qualcosa insieme. Oppure ad
avere una sua rubrica fissa sul sito.
Quando mi propose questo nuovo progetto aderii con entusiasmo.
Bragaglia, uomo d’affari di successo, voleva essere sicuro della buona riuscita dell’iniziativa. Ricordo bene che voleva assicurarsi due basi d’appoggio: una nel mondo reale – Rovereto – l’altra nel mondo virtuale – Artifex – in modo da coprire la comunicazione al pubblico con la maggiore efficacia possibile.
Ho seguito con molta attenzione e partecipazione lo sviluppo del progetto. Il mio nome e il sito compaiono sul libro. Ho dato una mano ad avviare la "macchina", ma sento l'obbligo di precisare che la fatica, la riuscita e il successo del libro sono da ascrivere interamente a un uomo soltanto: Egisto Bragaglia.
Inauguro questo "ciclo" di servizi dedicati al libro di Bragaglia presentandovi la copertina, alcuni dati essenziali e il comunicato stampa di presentazione.
Seguiranno una parte del testo, i profili (quelli ancora mancanti) degli artisti partecipanti, i profili dei bibliofili e - naturalmente - la riproduzione degli ex libris dedicati.
Ringrazio pubblicamente Egisto Bragaglia per avermi dato la possibilità di condividere con lui questa nobile e pregevole impresa.
Giancarlo Nicoli

Copertina libro: 'L'ex libris del bibliofilo',
di Egisto Bragaglia
L'ex libris del bibliofilo, amor di libro
di Egisto Bragaglia
L’ex libris non è soltanto un contrassegno di possesso, come si legge genericamente in tutti i dizionari. Se è illustrato con un’immagine significante, identificativa della personalità del bibliofilo, è, oltre che un icastico profilo del bibliofilo, un attestato dell’apparentamento con i suoi libri. Se è vero, com’è vero, che ognuno di noi vale quanto sa, si può affermare che tutti noi ci siamo maturati assumendo importanti e decisivi valori dai nostri libri, che sono la più completa ed esauriente fonte da cui attingere quel patrimonio di sapere che l’umanità ha accumulato.
Quando, nella seconda metà dell’Ottocento, gli studiosi di bibliologia l’hanno portata alla luce, rinvenendola nelle biblioteche presenti nei palazzi della nobiltà e delle comunità religiose, quell’etichetta era considerata un documento privato. Gli studiosi ne riconobbero l’importanza, sia per la ricostruzione dei fondi appartenenti a personalità di rilievo che per favorire la conoscenza della diffusione del libro. Sappiamo molto dell’attività delle tipografie che pubblicavano i libri, ma non della diffusione di quei singolari oggetti, apparentemente delicati, ma in realtà durevoli nel tempo.
Naturalmente, appena segnalati nelle pubblicazioni bibliografiche, gli ex libris suscitarono l’attenzione dei bibliofili, che ne intesero l’essenza e la dignità e ne rilanciarono l’uso. Dapprima furono usati i simboli araldici che per le loro peculiarità costituiscono un’ottima traccia per l’identificazione del titolare, poi, col diffondersi della cultura nella borghesia, furono usati simboli e illustrazioni riferiti alla personalità del bibliofilo, alle sue aspirazioni o alla sua attività.
Queste tendenze fondamentali sono state rispettate sino alla metà del Novecento, quando l’interesse si è spostato dalla dignità di documento di diffusione della cultura all’interesse per una piccola opera di arte incisa.
Per alimentare le raccolte, si pensò di ricorrere allo scambio. Gli interessati, per disporre del materiale necessario alle permute, ordinarono agli artisti decine e centinaia di ex libris intestati al loro nome, che non ebbero più tutti i riferimenti identificativi del titolare. Si riunirono in gruppi per favorire i necessari contatti, sostenendo lo scambio come unico canale di circolazione degli ex libris. Considerando la commercializzazione dell’ex libris un atto riprovevole, lo si è segregato in un circolo chiuso, nel quale non si entra se non sostenendo la spesa non trascurabile della provvista abbondante di ex libris intestati al proprio nome.
I collezionisti, a sostegno della loro attività, hanno sostenuto la leggenda di una presunta sacralità dell’ex libris, che ne fa considerare indegna la vendita. Togliendo l’ex libris dal mercato inevitabilmente se ne è offuscata la conoscenza, limitandone la circolazione in un circuito chiuso. Gli artisti si sono adeguati alla richiesta di ex libris illustrati con esercitazioni estemporanee, riducendo la collezione ad una raccolta di figurine, eseguite senza avviare col committente quei colloqui che servivano a interpretarne la personalità, come invece facevano Marangoni, Zetti, Wolf e tutti i Maestri dell’arte incisa nel primo Novecento.
Così l’ex libris ha perduto il suo pregio documentale ed è diminuita l’attrazione che genera sempre la fruizione di un’immagine significante.
Il collezionista ha certamente la libertà di scegliere le particolarità di suo gradimento, ma noi abbiamo ritenuto doveroso richiamare l’attenzione sui valori reali, culturali e figurativi dell’ex libris del bibliofilo, proponendo, con un testo corredato da una mostra, un’esperienza dimostrativa alla quale hanno partecipato con entusiasmo bibliofili e artisti ,consapevoli dell’importanza del rilancio dell’ex libris inteso come documento bibliologico e come testimonianza appassionata dell’amor di libro.
L'ex libris del bibliofilo
Volume edito in occasione dell'inaugurazione del "Museo
della Stampa" costituito presso la Biblioteca civica
"G. Tartarotti" di Rovereto (TN) e della esposizione "L'ex
libris del bibliofilo".
www.bibliotecacivica.rovereto.tn.it
Con il patrocinio di:
Comune di Rovereto (TN)
Biblioteca civica "G. Tartarotti"
e Archivi Storici di Rovereto
Associazione culturale "Il furore dei libri"
AIB sezione del Trentino-Alto Adige
Progetto grafico di Aurelio Candido
Progetto editoriale di Danilo Curti
Traduzione in inglese di Leslie Whitehouse
Ricerche iconografiche, selezione e didascalie degli ex libris del bibliofilo dei secoli precedenti di Lucia Nolli
Edizioni Stella di Claudio Nicolodi
Via dell'ARtigiano, 30 - Rovereto (TN)
info@edizionistella.it
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