L'editoriale AIE - settembre-dicembre 2007
Ex libris e grafiche d'arte applicate
di Mauro Mainardi
Negli editoriali degli ultimi anni ho invitato più volte i soci a riprendere l’uso dello scambio d’auguri di fine anno con una grafica d’arte. Sarebbe un simpatico modo, per l’amatore di carte d’arte, di incrementare la propria raccolta, con una sezione di stampe applicate ad un’occasione. Queste sono tante, come si può vedere in questo numero della rivista, in buona parte a loro dedicata.
Da qualche anno scambio i miei auguri natalizi e d’anno nuovo con un P.F. personale (Pro Felicitate o similia, come si dice a pag. 4 e 5), con amici e collezionisti italiani e stranieri. Lo scambio di queste grafiche augurali è stato ottimo (per numero e qualità artistica), anche se da qualche collezionista invece di un P.F. ho ricevuto un ex libris o una piccola libera grafica di pari valore.
Del resto anche l’ex libris, come documento di proprietà, è una grafica d’arte applicata al libro.
Non c’è differenza di valori tra le due cose se il collezionista sa mettere in un suo biglietto d’auguri la propria personalità e il suo amor di libro, e sa scegliere l’artista capace di farlo.
Per questo nel secolo scorso, e anche nel Duemila, sono state inserite (con discreta frequenza) in una stessa grafica augurale le due sigle (P.F. ed E.L.). È il significato che ho voluto dare, per esempio, al mio P.F. del 2004, con un d’apres di Botticelli, mutuando dalla Divina Commedia (Paradiso XII, 30) l’augurio per tutti di tanta felicità in ogni evento della vita: “Felicitando sé di cura in cura”.
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