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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 6 aprile 2008
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Istituto Nazionale per la Grafica

I disegni e le stampe raccolti da Sebastiano Resta

di Luca Ceccarelli

 

1 . Il codice aperto, con alcuni disegni e acquerelli e appunti a margine del proprietario
1. Il codice aperto, con alcuni disegni e acquerelli
e appunti a margine del proprietario.


Ercole Setti, Studio di cavallo, penna e inchiostro bruno acquerellato su carta bianca
2. Ercole Setti, Studio di cavallo, penna e
inchiostro bruno acquerellato su carta bianca.



Come già abbiamo annunciato con la pubblicazione del relativo comunicato stampa su queste pagine alcuni giorni fa, dal 1 aprile fino al 15 luglio è aperta al pubblico a Roma a Palazzo Fontana di Trevi, sede dell'Istituto Nazionale di Grafica, la mostra dedicata ai disegni e alle stampe raccolte da Sebastiano Resta, sia nel volume noto come Libro d'Arabeschi, sia in altri che vengono esposti al pubblico per l'occasione.

Del Libro d'Arabeschi vi erano diverse citazioni negli scritti del padre Resta, ma solo dieci anni fa è stato ritrovato nei fondi della Biblioteca Comunale di Palermo e sottoposto a un delicato lavoro di restauro. Appare, come gli altri volumi esposti in mostra (il Piccolo preliminare all'Anfiteatro pittorico e il Piccolo codice Resta) un esempio di quantità che, unita alla passione e allo spirito di osservazione, diventa anche qualità.

L'evoluzione dell'arte figurativa italiana di oltre due secoli, dall'inizio del Cinquecento fino al Settecento inoltrato, vi è presentata attraverso disegni a matita e a inchiostro e attraverso le stampe. E così, oltre alla riproposizione di pezzi di oreficeria, di fregi antichi, e di particolari di decorazioni di opere architettoniche che sono rimaste monumenti capitali nella storia dell'arte (tra tutte ricordiamo le decorazioni della Villa d'Este a Tivoli e quelle del Palazzo Farnese a Caprarola), le raccolte del Resta appaiono come una riorganizzazione della storia dell'arte italiana dall'origine fino ai suoi giorni basata non su dati biografici e storici, come in molti storici dell'arte da Vasari in poi, ma sulla riproposizione delle fonti figurative, dal classicismo gentile e misurato del primo cinquecento alle decorazioni molto più cariche del Seicento e del Settecento.

L'impostazione è simile a quella seguita qualche anno prima da Filippo Baldinucci nel sistemare la collezione di grafica del cardinal Leopoldo de' Medici, con l'aggiunta tuttavia di un apparato di note apposte di proprio pugno che, anche se oggi appaiono spesso discutibili nel merito, non sono prive di coerenza e rivelano la grande passione dell'autore per gli oggetti trattati.

Nato a Milano nel 1635 da una famiglia di media nobiltà (Filippo, il padre, era un pittore dilettante) Sebastiano Resta si laureò in teologia e in diritto canonico. Nel 1661 si trasferì a Roma, dove nel 1665 ottenne di entrare a far parte della congregazione degli Oratoriani di San Filippo Neri. Nell'Urbe, mentre si occupava di seguire la decorazione della Chiesa Nuova di recente edificazione, prese a intrattenere relazioni assai intense con collezionisti, mercanti d'arte e artisti italiani e stranieri, e a raccogliere disegni che presto cominciò a suddividere in libri. A margine dei disegni da lui collezionati, il Resta apponeva di frequente delle note a penna con preziose informazioni.

Per secoli questo raccoglitore è stato snobbato dalla critica ufficiale, sia per una certa diffusa supponenza nei confronti del disegno e della grafica minore che è venuta meno solo nell'ultimo scorcio del secolo scorso, sia per le sue attribuzioni autorevoli, spesso errate come nel caso di alcuni disegni attribuiti al Correggio. Si consideri tuttavia a tal proposito che, diversamente da alcuni critici e galleristi che, dopo di lui e ancora oggi, assegnano non di rado a un grande artista un'opera d'arte per farne lievitare il valore pecuniario, le attribuzioni a cuor leggero del padre Resta sono da attribuire, più che alla malafede e all'interesse, al carattere essenzialmente dilettantesco dei suoi interessi artistici, alimentati specialmente dalla passione, e non altrettanto da una formazione accademica nelle corrispettive discipline.

Il che non vuol dire che il Resta non facesse anche commercio delle opere da lui acquisite, come fanno comunemente, e sempre hanno fatto molti collezionisti, ma questi commerci non dovettero fruttargli eccessivamente, dal momento che quando morì a Roma nel 1714 era poverissimo. Per chi vive a Roma o vi si trova a passare, e ama il disegno e la grafica si tratta a nostro avviso di un'occasione da non perdere.

 

Notizie utili:

Sede della mostra: Palazzo Fontana di Trevi - Via Poli, 54 - Roma
Dal 1 aprile al 15 giugno 2008
Orario: 10.00 - 17.00. Chiuso il lunedì, il 25 aprile e il 1 maggio
Ingresso libero
Informazioni: +39 06 69980 238/248

 

Luca Ceccarelli è nato a Roma, dove vive, il 14-5-1970.
Laureato in lettere, giornalista pubblicista, è autore di alcuni saggi di critica letteraria sulla poesia di Leopardi e di Petrarca e sulla narrativa di Primo Levi e di Anna Maria Ortese. Svolge traduzioni e correzioni di bozze per l'editoria e collabora con alcune riviste periodiche (Il Salvagente, La Gazzetta dell'antiquariato) scrivendo di fiere e sagre enogastronomiche e di collezionismo.


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