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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 23 marzo 2008
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Il profilo storico

Le cromolitografie Liebig

di Luca Ceccarelli

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17. «Musicanti dal cappellone. Suonatore di cornamusa», edizione boema, 1889.
17. «Musicanti dal cappellone.
Suonatore di cornamusa»,
edizione boema, 1889.


18. «Farfalle e donne. Quercus peduncolata», 1890.
18. «Farfalle e donne. Quercus peduncolata», 1890.

19. «Il bue giudice del Liebig. Il pianto dei parenti», Parigi, 1880 circa.
19. «Il bue giudice del Liebig.
Il pianto dei parenti», Parigi, 1880 circa.


20. «Scene con il vaso. Il furto dell’estratto», datazione incerta, comunque tra il 1878 e il 1883.
20. «Scene con il vaso. Il furto dell’estratto»,
datazione incerta, comunque tra il 1878 e il 1883.

(...) Nell’ultimo ventennio, quando ormai l’era delle illustrazioni dipinte a mano era finita, per la Liebig divenne sempre più difficile trovare dei pittori in grado di attenersi fedelmente al gusto degli acquirenti, e le illustrazioni della seconda metà del Novecento sono infatti meno apprezzate dagli amatori.

In questa sede non si indugerà su aspetti più inerenti la cronaca del collezionismo, quali prezzi e reperibilità delle varie serie di figurine, e dei menù e dei segnaposto che le hanno accompagnate e hanno costellato la storia della Liebig. Per queste informazioni rimandiamo ai cataloghi di cui daremo conto in bibliografia, limitandoci qui a notare che il valore di mercato delle cromolitografie Liebig (come di mille altre) non è strettamente e unicamente collegato con il loro pregio artistico, ma anche con la rarità, o con l’essere legate a un particolare fenomeno o evento.

Alcune serie risultano essere collegate con aneddoti e “leggende”. Tra di esse vale la pena ricordare almeno la 1094, dedicata ai grandi navigatori del passato, che a quanto si dice nel 1914, fresca di stampa e pronta per essere distribuita, a seguito dell’improvvisa invasione del Belgio da parte dell’esercito tedesco andò per la più parte distrutta, soprattutto per quanto riguarda l’edizione italiana, che è diventata talmente rara da non essere nemmeno inserita nei cataloghi.

Un altro aneddoto riguarda la serie del 1906 sui “Piccoli di varie nazioni”. L’edizione italiana in prima tiratura venne proposta con l’illustrazione di due mendicanti, con grande scandalo dell’opinione pubblica. Pertanto i mendicanti vennero rapidamente sostituiti con due ciociari a bordo di una gondola veneziana.

Un altro aneddoto riguarda il collezionista Giosuè Casnedi, che sostiene che il pittore Raffaele, suo zio, per la raffigurazione allegorica di una lunetta dell’ottagono della Galleria di Milano si sarebbe ispirato a una figurina Liebig. Non c’è un riscontro lampante, ma la possibilità esiste, e se così fosse rappresenterebbe un esempio di come la pittura accademica possa prendere spunto da una raffigurazione a scopo pubblicitario.

 

Nota bibliografica

A seguito del successo ottenuto dalle cromolitografie Liebig, fin dai primi anni del Novecento vennero stampati dei cataloghi, che hanno contribuito a determinare la fortuna, anche collezionistica, delle cromolitografie Liebig.

Già nel 1883 Giuseppe Gamba pubblicò a Genova il Primo Catalogo delle Cartoline Liebig. Oltre a diverse iniziative in questo senso, che oggi non sono più indicative e possono interessare solo i bibliofili, restano utili i seguenti cataloghi: Catalogo illustrato specializzato delle figurine Liebig, pubblicato nel 1899 da Alberto Bolaffi e che nel 1910 venne rilevato da Orlando e Oscar Sanguinetti, collezionisti che ne hanno curato gli aggiornamenti fino al 1989 (Milano, Sanguinetti, 1989), e la nuova monografia Figurine e menù Liebig, Sanguinetti, Milano, 2004, che riprende in parte quella precedente ma con più illustrazioni e, per la prima volta, con i prezzi in euro.

Dal 1998 la CIF, casa editrice specializzata nella pubblicazione di cataloghi, pubblica ogni anno il Catalogo ufficiale delle figurine Liebig, comprensivo anche dei menù e dei segnaposto, con le relative quotazioni aggiornate anno per anno.

Lucilla De Magistris, una dei principali esperti delle cromolitografie in Italia, ha dedicato una monografia a Menù e segnaposti Liebig, Modena, Panini, 1989.

Per approfondimenti meno incentrati sulla cronaca del collezionismo conviene tuttavia fare riferimento a titoli dedicati alle figurine in genere, più che alle figurine Liebig. Ne indichiamo di seguito alcuni, curiosamente tutti dati alle stampe tra la fine degli anni Ottanta e i primissimi anni Novanta:
Massimo Alberini, Figurine. Un collezionismo tra storia e costume, Milano, Mursia, 1989.
Figurine: pubblicita, arte collezionismo e industria 1867-1985, catalogo della mostra tenutasi a Milano, Arengario, Palazzo Reale, 28 ottobre 1989 - 7 gennaio 1990, Modena, Panini, 1989.
Ermanno Detti, Le carte povere. Storia dell’illustrazione minore, Scandicci, La Nuova Italia, 1989.
La figurina d'epoca contributi allo studio. Atti del Convegno, Milano, 1 dicembre 1989, a cura di Enrica Manenti, Modena, Panini, 1992.

Le illustrazioni dalla numero 1 alla numero 12 sono tratte dal volume di Massimo Alberini Figurine. Un collezionismo tra storia e costume, Mursia, Milano 1989.
Le illustrazioni dalla numero 13 alla numero 24 sono tratte dal volume Figurine! Pubblicita, arte, collezionismo e industria, 1867 – 1895, catalogo della mostra di Milano, Arengario, Palazzo Reale, 28 ottobre 1989 – 7 gennaio 1990, Panini, Modena, 1989.

21. «Fiori animati. Convolvolo», 1895. 22. «Fiori e donne. Campanellina», Parigi, 1888.

In senso orario, iniziando dall'immagine in alto a sinistra:
21. «Fiori animati. Convolvolo», 1895.
22. «Fiori e donne. Campanellina», Parigi, 1888.
23. «Fiori e donne. Convolvulo», 1895.

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Luca Ceccarelli è nato a Roma, dove vive, il 14-5-1970.
Laureato in lettere, giornalista pubblicista, è autore di alcuni saggi di critica letteraria sulla poesia di Leopardi e di Petrarca e sulla narrativa di Primo Levi e di Anna Maria Ortese. Svolge traduzioni e correzioni di bozze per l'editoria e collabora con alcune riviste periodiche (Il Salvagente, La Gazzetta dell'antiquariato) scrivendo di fiere e sagre enogastronomiche e di collezionismo.


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