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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 23 marzo 2008
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Il profilo storico

Le cromolitografie Liebig

di Luca Ceccarelli

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9. Serie 1521 del 1951, «Storia della pasta»:
Marco Polo in Cina assaggia gli spaghetti.
L’autore è Gustavo Rosso (Gustavano),
l’unico a cui venne concesso di potersi firmare.


10. Ancora la serie sulla «Storia della pasta», qui viene illustrata una mangiata di “Spaghetti a Napoli nell’Ottocento”.
10. Ancora la serie sulla «Storia della pasta»,
qui viene illustrata una mangiata di
“Spaghetti a Napoli nell’Ottocento”.


11. Serie 619 del 1910, «Costumi militari»: Dragone svedese del 1632. Il bozzetto non è firmato, ma è attribuibile al tedesco G. A. Closs.
11. Serie 619 del 1910, «Costumi militari»:
Dragone svedese del 1632.
Il bozzetto non è firmato, ma è attribuibile
al tedesco G. A. Closs.


12. Serie 860 del 1806, «Piccoli di varie nazioni». Questi due improbabili piccoli ciociari che pescano nel Canal Grande sostituirono una figurina originaria, molto contestata, con due mendicanti.
12. Serie 860 del 1806, «Piccoli di varie nazioni».
Questi due improbabili piccoli ciociari che pescano
nel Canal Grande sostituirono una figurina
originaria, molto contestata, con due mendicanti.

(...) Tuttavia, quando uscirono le prime cromolitografie che presto divennero famose come “figurine Liebig”, stampate nel 1877 dalla tipografia parigina Clamaron, il barone di cui portano il nome, e che aveva diretto il laboratorio di ricerche della Liebig Extract of Meat Co., era già morto da quattro anni.

Ciò che rende preziose e ricercate queste illustrazioni è il fatto che sono le prime, e ormai rarissime, ma non si tratta certamente delle più belle: sono semplici litografie in due colori (verde e nero) che raffigurano diversi momenti della produzione dell’estratto di carne Liebig negli stabilimenti di Fray Bentos, in Uruguay.

Seguono a breve distanza altre serie, da 6, 8 e 12 figurine, via via più curate nella grafica e arricchite nei colori (che arrivano fino a 12).

Per circa un decennio, tuttavia, i temi restano piuttosto convenzionali: amorini, figurine carnevalesche, cuochi nell’atto di servirsi dell’estratto di carne, e soprattutto bambini nelle più varie fogge e situazioni: acrobati, sui cavallucci della giostra, in maschera, in uniforme militare, all’insegna degli schemi convenzionali della produzione figurinistica del tempo. Con già qualche significativo, anche se sporadico, scatto di originalità: la serie 24 è dedicata alla fiaba dell’uccello turchino e, per la prima volta, costruisce un legame tra una serie e l’altra.

La serie 34, dedicata alle carte geografiche di diversi paesi, è la prima a carattere didattico.

Altre serie significative dal punto di vista tematico saranno la 57, sulle storie dei Vangeli, e la 58, su episodi dell’Antico Testamento. Le didascalie sotto l’illustrazione (che in seguito verranno stampate sul retro delle figurine) sono in francese, per alcune serie ne vengono prodotte anche in tedesco, in inglese e in spagnolo. Solo nel 1878, con la serie numero 65, Alsazia, scene popolari, si produce la prima serie di 12 figurine con didascalie anche in italiano. A partire da quel momento, e nel giro di brevissimo tempo, gli italiani diventano i più appassionati cultori, al punto che per lungo tempo, quando in altre lingue non venivano più stampate, la Compagnia Liebig farà stampare delle figurine solo in italiano.

A cosa è dovuto un successo così grande? Certamente l’abilità degli artisti che eseguivano le cromolitografie ha la sua parte. Ma un ruolo determinante è giocato anche dalla scelta dei temi: bisogna ricordare che siamo negli anni in cui si è appena costituita l’Italia unita, e va diffondendosi, almeno a livello elementare, l’istruzione e l’alfabetizzazione. Le serie di figurine a tematica geografica e storica suscitano la passione e l’interesse per degli argomenti che non sono più riservati a sparute minoranze.

Un altro elemento di interesse delle figurine Liebig è la scansione assai ravvicinata con cui vengono proposte al pubblico. E poi, la grande varietà degli argomenti: geografia e storia, ma anche Antico e Nuovo Testamento, grandi navi moderne ma anche episodi legati alle Crociate in Terra Santa. E inoltre, una particolare attenzione all’opera lirica, che a quell’epoca aveva una diffusione e suscitava un interesse oggi inimmaginabili.

Purtroppo è impossibile conoscere gli esecutori delle illustrazioni che venivano poi date alle stampe, perché la Compagnia Liebig ha sempre proibito di firmarle. Una sola eccezione fu concessa per la serie dedicata alla Storia della posta, di particolare pregio estetico, uscita solo in Italia nel 1951, a opera del pittore Gustavo Rosso (noto come Gustavino).

Certamente attraverso le varie serie nei decenni si nota una certa differenza di stili, e anche una diversa abilità artistica. Le figurine della fine dell’Ottocento e dei primissimi anni del Novecento, con le loro figurazioni femminili e floreali, denunciano una chiara ascendenza Liberty, e alcune serie di questo periodo denotano la presenza della mano di un artista di talento, ma l’unico indizio solido che abbiamo riguarda il nominativo di Adolf Closs, di cui in una biblioteca nel 1989 appare un volume su Vita e opere, in cui il pittore viene segnalato come illustratore per Liebig. Ma la maggior parte della grande massa di materiale che, finito ormai il tempo della pubblicazione, rimane preda di numerosissimi collezionisti lo dobbiamo a una serie di bravi artigiani, il cui nome non sarà mai immortalato nei manuali di storia dell’arte, ma che contribuirono con il loro oscuro lavoro a delineare uno “stile Liebig” capace di attraversare un secolo di storia, protagonisti di un’epoca in cui la fotografia e la grafica computerizzata non avevano soppiantato il lavoro del pennello, che illustrava giornali popolari, locandine pubblicitarie, cartoline, manifesti teatrali e mille altre cose. (...)

13. «Scene con il vaso. Il Bue Api», Parigi, 1879 14. «Scene con il vaso. L’alchimista», Parigi, 1879.
In senso orario, iniziando dall'immagine in alto a sinistra:
13. «Scene con il vaso. Il Bue Api», Parigi, 1879
14. «Scene con il vaso. L’alchimista», Parigi, 1879.
15. «Alsazia, scene popolari. Il Liebig trasportato sul carretto».
Questa serie, uscita nel 1878, è la prima per cui fu stampata anche una tiratura in lingua italiana.
16. «Scene con il vaso. La Fortuna», Parigi, 1879.:


16. «Scene con il vaso. La Fortuna», Parigi, 1879. 15. «Alsazia, scene popolari. Il Liebig trasportato sul carretto». Questa serie, uscita nel 1878, è la prima per cui fu stampata anche una tiratura in lingua italiana.

 

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