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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 23 marzo 2008
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Il profilo storico

Le cromolitografie Liebig

di Luca Ceccarelli

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1. Serie Liebig 662 del 1901, «Colori dell’arcobaleno»: Il giallo. Sul rovescio è stampata la ricetta del minestrone alla milanese.
1. Serie Liebig 662 del 1901,
«Colori dell’arcobaleno»: Il giallo.
Sul rovescio è stampata la ricetta
del minestrone alla milanese.


2. Serie Liebig 301 del 1891, «Dove si può adoperare l’estratto di carne»: In strada ferrata. Sul rovescio è stampata la ricetta della zuppa di verdure alla casalinga.
2. Serie Liebig 301 del 1891,
«Dove si può adoperare l’estratto di carne»:
In strada ferrata.
Sul rovescio è stampata la ricetta della
zuppa di verdure alla casalinga.


3. Serie Liebig 713 del 1902, «Simboli dei fiori»: La felicità. È una delle serie più diffuse, stampata in sei lingue, tra cui l’ungherese.
3. Serie Liebig 713 del 1902,
«Simboli dei fiori»: La felicità.
È una delle serie più diffuse, stampata in
sei lingue, tra cui l’ungherese.


4. Serie Liebig 849 del 1906: «Eroi delle opere di Wagner»: Lohengrin. In alto a destra compare il tema musicale della romanza “Mercé cigno gentil”.
4. Serie Liebig 849 del 1906:
«Eroi delle opere di Wagner»: Lohengrin.
In alto a destra compare il tema musicale
della romanza “Mercé cigno gentil”.

Aloys Senefelder era un drammaturgo praghese i cui testi teatrali non ebbero tuttavia alcun riscontro presso il pubblico.

Costretto a lasciare il teatro, per vivere si dedicò alla trascrizione di spartiti musicali. Fu proprio questo lavoro che gli diede l’ispirazione, nel 1796, per una nuova tecnica grafica, la litografia.

La tecnica si basa su una matrice in pietra porosa (che successivamente venne sostituita con lastre di metalli porosi come lo zinco e l’alluminio) disegnata con una matita grassa idrorepellente.

Lo stesso Senefelder la perfezionò con la cromolitografia, in cui il disegno viene composto con diverse matrici di colori diversi. La grande differenza con le tecniche d’incisione grafica precedenti, come l’acquaforte o la xilografia, è nel fatto che qui non vi è necessità di incisione, e la stessa matrice può essere riutilizzata più volte. Per i costi molto bassi e la velocità di produzione queste tecniche (la litografia e la cromolito) assursero rapidamente a un grande successo per la produzione allora nascente di giornali e manifesti, locandine e figurine, che mantennero fino a quando, nel Novecento, vennero soppiantate dalla fotografia, giungendo non di rado a vertici di vera e propria arte.

Ci riferiamo a espressioni molto diverse tra loro come le figurine illustrate della Liebig, i calendarietti profumati da barbiere o le immaginette devozionali.

Nella seconda metà dell’Ottocento con la diffusione in tutta Europa dell’industrializzazione e dell’inurbamento tendono a modificarsi le abitudini alimentari. Si diffondono le mense, e gli esercizi, anche ambulanti, destinati alla vendita di cibo da asporto. Nello stesso tempo si diffonde la produzione di estratti destinati alla cucina, e particolarmente al brodo.

Preparare un brodo di carne è un’operazione, oltre che costosa, piuttosto faticosa e lunga, e già nei secoli precedenti erano stati approntati dei dadi che permettevano di ottenere un brodo discreto con risparmio di tempo e fatica. Ma si trattava di produzioni in proprio, mai a livello industriale.

Nella nascita della Compagnia Liebig nel 1865, e nel suo rapido successo, si uniscono diversi ingredienti: l’abilità di Justus von Liebig, un tedesco proveniente dalla piccola nobiltà con il pallino della chimica, la disponibilità degli immensi allevamenti bovini dell’America Latina, che in quegli anni cominciava a essere la mèta di una massiccia immigrazione, e la lungimiranza di alcuni mecenati di quella Gran Bretagna che all’epoca era la massima potenza industriale e militare del mondo.

Era un’usanza piuttosto diffusa in quel periodo quella di distribuire con i propri prodotti delle figurine illustrate: lo facevano tra gli altri industrie dolciarie come la Suchard e la Stollwerck e i grandi magazzini Au bon marché.

Sembra che la decisione della Compagnia Liebig di ricorrere a sua volta a questo genere di ritrovato pubblicitario fosse dovuto ad alcune particolari circostanze storiche.

La Liebig aveva puntato molto sulla notorietà e il prestigio del barone von Liebig, fino al punto di dare alla compagnia il nome dell’inventore dell’estratto di carne, e inizialmente questa strategia funzionò.

Ma quando nel 1870 scoppiò la guerra franco-prussiana, la propaganda di guerra rese presto il cognome Liebig sgradito ai francesi. Inoltre, il successo dell’estratto di carne aveva provocato diversi tentativi di imitazione, il nome Liebig si era diffuso come sinonimo di estratto di carne e alcune aziende se ne appropriarono abusivamente.

Fu per questo che i dirigenti della Compagnia, oltre a una serie di azioni legali di cui non staremo a fare qui la storia, pensarono di servirsi delle figurine come tratto distintivo della pubblicità dell’azienda. Gli uffici pubblicitari si trovavano in quegli anni a Parigi, e inizialmente non fecero che seguire la falsariga di altri grandi marchi. (...)

 

5. Serie Liebig 737 del 1903, per il centenario della nascita di Justus von Liebig. Sullo sfondo compare anche lo stabilimento di lavorazione di Fray Bentos, in Uruguay. 6. Serie 898 del 1910, «Colonie delle potenze europee». Ogni figurina riporta un soldato in uniforme delle truppe coloniali.
In senso orario, iniziando dall'immagine in alto a sinistra:
5. Serie Liebig 737 del 1903, per il centenario della nascita di Justus von Liebig. Sullo sfondo compare anche lo stabilimento di lavorazione di Fray Bentos, in Uruguay.
6. Serie 898 del 1910, «Colonie delle potenze europee».
Ogni figurina riporta un soldato in uniforme delle truppe coloniali.
7. Serie 1, secondo l’ipotesi più accreditata risalente al 1877, litografie in due colori (verde e nero) che illustrano la produzione dell’estratto negli stabilimenti di Fray Bentos.
8. Serie 1037 del 1912, «L’arte culinaria presso i diversi popoli».
Qui è raffigurata la cucina di un grande albergo moderno.

8. Serie 1037 del 1912, «L’arte culinaria presso i diversi popoli». Qui è raffigurata la cucina di un grande albergo moderno. 7. Serie 1, secondo l’ipotesi più accreditata risalente al 1877, litografie in due colori (verde e nero) che illustrano la produzione dell’estratto negli stabilimenti di Fray Bentos.


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