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Titolo: Taccuini di lavoro n. 13 - Andrea Disertori |
Presentazione libro
Andrea Disertori - Taccuini di lavoro n. 13
a cura di G.N.
Abbiamo ricevuto, nei giorni scorsi, il Taccuino di lavoro n.13, pubblicato dalla Fondazione Italo Zetti, dedicato ad Andrea Disertori. La pubblicazione nasce dal desiderio del Presidente, Bianca Maria Zetti Ugolotti, di festeggiare gli 80 anni del loro amico e collaboratore.
Si tratta di un piccolo libro, di 31 pagine in formato in 8°, contenente, se posso dir così, l'estremo riassunto di una vita.
La pubblicazione si apre con un profilo, scritto da Letizia Pecorella Vergnano (che riportiamo in calce). Prosegue con la lista degli ex libris realizzati da Andrea Disertori. Gian Carlo Torre dedica al protagonista un ulteriore profilo. Segue l'elenco delle pubblicazioni di AD su argomenti di grafica ed ex libris. In coda, le notizie biografiche e la bibliografia essenziale.
Numerose sono le fotografie di architetture ed ex libris, realizzati da Andrea Disertori.

Copertina: "Taccuini di lavoro n° 13
- Andrea Disertori"
Riporto di seguito il testo introduttivo di Letizia Pecorella Vergnano.
Architetto, grafico, pubblicista, docente
Chissà se sono tutti così i figli nati da genitori artisti: l'aria sognante, un po' nelle nuvole, il passo leggero di chi teme di disturbare ... bambini capitati quasi per caso tra pennelli e violini, i primi sguardi attratti dai colori delle pennellate, lo stupore per gli accordi che escono da un vecchio strumento, attenti a non inciampare nel cavalletto ... forse è come crescere in una bolla iridescente, fatta di sogni, di ispirazioni, di incanti, e il mondo vero è fuori, estraneo, diverso.
C'è un ritratto di Andrea bambino, dipinto dalla madre coi colori morbidi e caldi come una carezza: l'aria tranquilla, riflessiva, pensosa: non sembra il tipo che si azzuffa con i compagni attorno a un pallone, ma piuttosto si apparta per leggere o disegnare. Andrea ha mantenuto questo aspetto riservato e sognante; non ama parlare di sè, preferisce parlare dei genitori, della loro arte, tenerne viva la memoria con mostre e pubblicazioni, approfondire temi e studi a loro cari. E non solo farli rivivere tra di noi, oggi, ma anche nel futuro, quando saranno figure ormai lontane nel tempo ed evanescenti, e non ci sarà più nessuno di coloro che li hanno visti aggirarsi con passo stanco nei corridoi di Brera: con un proposito lungimirante e generoso ha voluto che i loro libri, frammischiati in un simpatico disordine nella vecchia casa di via Fiori Oscuri in attesa di conoscere la propria sorte - quasi sempre infausta per i libri di casa dopo la morte dei proprietari - fossero messi al sicuro e ordinati negli scaffali della Biblioteca Braidense. Libri antichi e moderni, rari e meno rari, dai contenuti più svariati, ma quasi tutti con un comune denominatore: le illustrazioni, quindi probabili strumenti di lavoro per un incisore e una pittrice, e dotati tutti di quel prezioso segno di appartenenza che è l'ex libris.
Che cosa meglio di una compatta raccolta di libri fa rivivere l'immagine dei proprietari? Andrea l'ha capito e ha lanciato la propria sfida al futuro, anche promuovendo la pubblicazione del catalogo del "Fondo Benvenuto e Regina Disertori" conservato alla Braidense, catalogo che per dovizia di illustrazioni ed eleganza tipografica è diventato anch'esso un'opera di pregio.
Ma al di là dell'amore filiale, che dire - visto che lui non lo dice - di tutto il cammino percorso come affermato professionista, come architetto, come uomo attento all'ambiente, alla città, alla natura? Parlano da sole queste pagine bio-bibliografiche. Oltre all'insegnamento universitario, quanto lavoro alle spalle: progetti di scuole, uffici, case di città e di montagna, in gran parte realizzati: tutti con linee sobrie ed eleganti, mai banali, funzionali senza inutili virtuosismi; lampade e camini, mobili e ceramiche ed ex libris, tutto disegnato con gusto e finezza; e non sarebbe forse più allegra Piazza Piemonte con quella fontana che sembra un ardito e temerario gioco di dadi?
Tra le numerose pubblicazioni, alcune sono a quattro mani con
la moglie Anna Maria Necchi, la "Titti"con la
quale ha stretto un felice sodalizio di affetti e di interessi culturali.
Insieme, ci hanno aiutato a distinguere gli stili dei mobili - noi
sempre incerti tra i tanti Luigi... -, hanno spiegato ai profani
le diverse tecniche dell'incisione, come nasce un'acquaforte
o il perché degli ex libris. Sempre senza
pedanteria, con una scrittura facile e piacevole.
Si può dire che Andrea, nel suo lungo e operoso cammino,
percorso con passo leggero e col suo tratto cordiale ed elegante,
sia rimasto fedele all'universo poetico nel quale è cresciuto
e dal quale ha attinto ispirazione e genialità per il dipanarsi
della sua vita e del suo lavoro.
Letizia Pecorella Vergnano
Taccuini di lavoro n° 13
Andrea Disertori
Pubblicazione f.c. riservata agli amici della Fondazione Italo Zetti
Marzo 2008
Fondazione Italo Zetti
Viale Sabotino, 15
20135 Milano
www.fondazioneitalozetti.it
(Artifex ha ricevuto in omaggio una copia del volumetto presentato)
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