Istituto Nazionale per la Grafica
Imago Ordinis Minimorum - La magia delle incisioni
(dal comunicato stampa)
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(...) Il piano dell’opera
Inizia con i saggi introduttivi, che puntualizzano
Il ruolo delle incisioni nella storia contestuale, inserendo
in tale ottica l’effigie di san Francesco di Paola e dei suoi
figli spirituali. Seguono le Schede umanistiche ragionate.
Umanistiche perché uniscono ai dati materiali e all’aspetto
formale, la lettura iconografica dell’immagine
collocandola nel contesto storico in cui è stata creata.
Questo insieme di schede, che formano il catalogo, sono divise in
tre sezioni, le medesime in cui è stata allestita la mostra:
Sezione I. Vita et Miracula Sancti Francisci de Paula
Sezione II. Arbor Religionis Sancti Francisci de Paula
Sezione III. Una raccolta di matrici in rame (1622- ca. 1928)

Gérard Scotin-da Charles Le Brun, Ritratto
di p. François Binet (1452-1524), bulino, 1668.
Roma, Casa Generalizia dell’Ordine dei Minimi.
Le prime due sezioni sono state suddivise a loro volta in ordine cronologico: il Cinquecento, il Seicento, il Settecento, l’Ottocento.
Si conclude con le Schede biografiche. Inventori, Incisori e Disegnatori, i Riferimenti bibliografici e gli Indici delle biografie e dei primi due volumi.
Il Volume I contiene i saggi introduttivi, e delle Schede umanistiche ragionate, la Sezione I, cioè l’iconografia di san Francesco di Paola, le scene della vita e i miracoli da lui compiuti, dal Cinquecento fino a tutto il Seicento.
Il Volume II riprende la Sezione I con il Settecento fino all’Ottocento, e si conclude con le schede delle altre due sezioni. La sezione II, quindi è dedicata a coloro che hanno dato e danno onore all’Ordine attraverso la conoscenza della loro santità di vita. Mentre la sezione delle matrici, la III, include sia le raffigurazioni incise in lastre di rame su san Francesco che i ritratti dei religiosi e delle religiose appartenenti all’Ordine.
Il Volume III contiene i cosiddetti ‘apparati’: la raccolta biografica degli incisori (difficili a reperirsi) e di alcuni stampatori, per fare conoscere l’ambiente storico-artistico e sociale in cui si muovevano; i riferimenti bibliografici; l’elenco degli artisti e gli indici del I e del II volume.
Graficamente i titoli delle sezioni e i diversi secoli, sono ben distinti con l’ausilio di immagini velate a piena pagina e scritti entro una striscia di colore rosso; sono altresì riportati, in piccolo e sempre di colore rosso, anche in ogni pagina, in alto a destra o a sinistra, secondo il retro o il verso della pagina.
Le Schede umanistiche ragionate del catalogo, sono numerate a seguire per ogni sezione, indipendentemente del secolo a cui appartengano.
Come è accennato prima e nelle Avvertenze (pubblicate all’inizio
del capitolo), lo studio è focalizzato sulle incisioni,
moltissime illustrazioni di libri. Di questi ultimi perciò
è omessa la descrizione materiale scientifica, ma in compenso
è stato riportato per intero il frontespizio (anche fotografato),
seguito da brevi notizie, quando è stato
possibile, sull’autore della pubblicazione e notazioni storiche
che riguardano il contenuto del libro, sì da collegarlo alle
illustrazioni che lo commentano.
Tra le molteplici immagini che vi compaiono nell’indagine
non può sfuggire un’icona sorta dai Minimi, dedicata
alla Madre di Dio Regina Minimorum, Regina dei Minimi.
L’iconografia è nuova, inedita, straordinaria. La Vergine
Madre, dal capo coronato, ha due attributi: il Figlio (maternità
divina) e il giglio (simbolo della purezza verginale). Il Divino
Infante ne porta altri due: regge la corona nella mano destra per
porla sul capo di ogni ‘minimo’ e sostiene nell’altra
mano la palma del martino, Lui che è il primo Martire e il
protomartire dei Minimi.
Per saperne di più:
Comunicazioni Rita Parma con Silvana Leone, e relazioni esterne
tel. +39 06 699880248
email: rparma@beniculturali.it
Ufficio Stampa Marcella Ghio, tel. +39 06 69980238, 335 6821996
email: mghio@beniculturali.it
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