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Titolo: Ettore Antonini |
Ex Libris - I libri di ieri
Ettore Antonini Ex Libris
(a cura di G.N.)
Come i libretti precedenti (vedi in calce), anche questo mi fu regalato da Cristiano Beccaletto, dopo essere stato nominato direttore artistico del Museo Mediterraneo di Ortona.
Una storia, in sintesi, di questi "quaderni" la trovate qui.
Anche questo, dedicato a Ettore Antonini, fu preparato sotto la guida di Remo Palmirani, il direttore artistico dell'epoca. Remo Palmirani firmò il testo di accompagnamento al volume ma non fece in tempo a vedere il libro finito. Egli morì il 20 luglio 2005.
Fu il suo caro amico, Cristiano Beccaletto, indicato proprio da Palmirani alla dirigenza del Museo Ex Libris Mediterraneo quale "naturale" successore, a portare a termine il lavoro.
Questi piccoli volumi hanno dimensioni di 14x16
cm (base x altezza) chiusi. Sono costituiti da 20 facciate. In pratica,
cinque fogli piegati a metà e spillati al centro.

Copertina libro: "Ettore
Antonini Ex Libris" 2005
Il terzo libro della serie è dedicato, come detto, a Ettore Antonini. In copertina, ex libris Remo Palmirani, C3+C5, 1996, 90x125 mm, opus 84, Peter Pan.
Dopo i ringraziamenti e l'introduzione di Remo Palmirani (riportata sotto), si apre la parte iconografica. Le illustrazioni riprodotte sono quindici. Chiude il volume la opus list.

Ettore Antonini, ex libris Pierlorenzo
Gianella
C3+C5, 90x125 mm, 1997, opus 104, Marco Polo
Riporto di seguito il testo introduttivo di Remo Palmirani.
Ettore Antonini
Fra Peter Pan e Verlaine
Tra i nostri ricordi di scuola c'è sempre quello di un compagno ammirato per l'abilità con la quale tracciava figure e immagini. Uno di questi privilegiati è statosenza dubbio Ettore Antonini, che sin da ragazzo si è distinto per l'attitudine al disegno.
Questa capacità, innegabilmente positiva, deve però misurarsi e scontrarsi con le realtà del mondo dell'arte, gremito di personalità già affermate, di esordienti rampanti, di mercanti e di critici poco interessati al lancio di un nome ancora sconosciuto e infine con un pubblico frastornato dall'incalzare incessante di tendenze e stili, impegnati più a provocare e a stupire che a convincere. In un quadro così complesso le iniziative dei giovani raramente approdano a risultati positivi. I meno tenaci, dopo qualche prova deludente rinunciano ai loro sogni e, in generale, falliscono anche i tentativi di quanti s'illudono di coltivare la loro vocazione nel tempo libero.
L'arte non ammette compromessi: è indispensabile una tensione costante nello studio e nella ricerca. Di fronte alla scelta della strada da intraprendere Ettore Antonini ha rivelato razionalità e aderenza alla realtà. L'imperativo che dominava la sua coscienza era ben chiaro: fare dell'arte un modello di vita operante. Sembra una scelta facile, ma non è così.
La rivoluzione operata dai grandi movimenti artistici della fine dell'Ottocento ha profondamente mutato, oltre ai canoni e ai valori dell'arte visiva, anche l'atteggiamento dell'artista nei confronti della società. Nel periodo dell'arte classica o romantica l'artista accoglieva di buon grado le suggestioni e gli impulsi dei committenti. I movimenti che hanno dato vita all'arte moderna, impongono invece all'artista un esclusivo riferimento a sé stesso. Esiste l'eccezione di chi è impegnato al servizio d'ideologie politiche, che critica, denuncia e contesta. In ogni modo, nell'uno e nell'altro caso un committente è considerato quasi una presenza che umilia e avvilisce la coscienza dell'artista, in stridente antitesi quindi con l'arte antica e rinascimentale. Il giovane Antonini era naturalmente attratto dal miraggio della costruzione di una società giusta e felice.
Nel 1967 ha scelto per la sua preparazione la Scuola Superiore d'Arte Applicata preferendola agli altri istituti orientati all'arte tout-court che avrebbero potuto rivelarsi una strada senza uscita. Si era invece reso lucidamente conto che l'arte applicata gli avrebbe consentito di stimolare la creatività, di esercitare e perfezionare l'abilità nel comunicare con immagini concetti ed emozioni e, quel che più gli stava a cuore, gli avrebbe assicurata la gioia di trasmettere idee e suscitare riflessioni. Le sue attitudini e la sua preparazione gli hanno consentito un rapido inserimento come operatore grafico in un'impoltante agenzia pubblicitaria internazionale, all'interno della quale realizza bozzetti e illustrazioni, convinto che la comunicazione è sempre stata e resta il fine primario dell'arte.
Antonini sin dall'età giovanile aveva sperimentato le tecniche incisorie, realizzando xilografie e acqueforti. Attratto dal fascino dell'ex libris, dal 1993, con l'entusiasmo che è alle radici della sua volontà, ha realizzato sino ad oggi ben 142 opere. La piccola etichetta da libro gli è congeniale, perché gli consente incontri mirati a rivelare la personalità di coloro che amano il libro come fonte d'idee e d'esperienze, come collettore di cultura e matrice della civiltà. L'interpretazione psicologica della personalità del titolare, dalla quale prende le mosse per l'esecuzione dell'ex libris, stimola felicemente la sua creatività, che dall'incanto delle favole e dalle suggestioni della poesia attinge allegorie e metafore raffinate e moderne.
In particolare vanno segnalati gli ex libris che hanno tratto i motivi dalle fiabesche vicende di Peter Pan e dalle languide dolcezze dei versi di Paul Verlaine. Personaggi e architetture danzano e folleggiano sospesi in un'atmosfera gioiosamente magica, trascinando nel loro ritmo gli elementi decorativi, in una sintesi dinamica che riecheggia il secondo futurismo.
Sullo stile di Antonini sono state condotte acute e colte analisi, alla ricerca di radici e derivazioni. George-Louis Buffon, nel Discorso sullo stile afferma con chiarezza che lo stile è l'uomo e ancora che lo stile non è altro che l'ordine e il movimento che si mette nei propri pensieri.
Chi conosce Antonini nei tratti più profondi della sua indole, può affermare con convinzione che i suoi ex libris gli somigliano. C'è, nel suo animo, una forte inclinazione agli atteggiamenti positivi nei confronti del mondo e della vita, una forza interiore che apre la strada all'ottimismo, che porta ad un'operosa creatività. Questo suo stato di grazia è limpidamente presente in modo particolare negli ex libris che scintillano di fantasia e di gioia.
L'equilibrio della composizione, la sicurezza del tratto, la finezza dell'interpretazione, la briosa vitalità delle figure umane che coinvolge anche gli elementi decorativi, sono la fedele proiezione della sua personalità. Fedele a questo stimolante indirizzo, è riuscito ad impegnarsi in un attivismo fecondo, utile alla società, conservando intatto quel mondo dell'immaginazione, oltre le frontiere dello spazio e del tempo, dove le menti creative possono dare gioiosamente vita alle loro intuizioni.
Remo Palmirani
Per saperne di più:
http://www.exlibrismed.it/
Volumi presentati in precedenza:
1 - Umberto
Giovannini,
2 -
Peter Velikov
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