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Titolo: Un sogno |
Video - presentazione libro
Un sogno, di Franz Kafka, illustrato da Vincenzo Piazza
di Giancarlo Nicoli
Oggi – terzo appuntamento video con la rubrica Ex Libris – vi parlerò di questo piccolo libro, che l’artista Vincenzo Piazza mi ha da poco regalato.
A proposito di libri ricevuti in omaggio, sul sito spiego come mi comporto con le copie che mi regalate.
Vi prego di NON inviare libri se prima non avete letto l’articolo sulle copie omaggio.
Ho messo anche, in un altro articolo, la modalità con cui rendo conto delle donazioni di ex libris e grafiche libere – rubrica inaugurata lo scorso agosto – che sta avendo un grosso successo.
L’articolo sulle copie omaggio lo trovate subito, cercate sul sito"copia omaggio" – è il primo risultato – quanto a quello sulle donazioni, basta cercare "donazioni di ex libris" – e anche in questo caso ciò che cercate è al primo posto.
Chiusa la parentesi, torniamo a Vincenzo Piazza.
Sul sito ospito un breve profilo biografico, la lista degli ex libris e molte riproduzioni di ex libris di questo artista.
Ora veniamo al libro.
Un sogno, di Franz Kafka, illustrato da Vincenzo
Piazza. Traduzioni e note sono di Alberto Randisi.
L'8 novembre 1912, Franz Kafka aveva accennato, in una delle sue prime lettere a Felice Bauer, a un sogno che la riguardava: "Ricordo vagamente un sogno nel quale c'entrava lei..."
Qualche notte dopo la sogna di nuovo e nella lettera del 17 novembre 1912 le racconta il sogno.
«L'altra notte ti sognai, la seconda volta.
Un portalettere mi recava due raccomandate tue e me ne porgeva una
per mano con un movimento magnificamente preciso delle braccia che
scattavano come stantuffi della macchina a vapore. Erano
lettere magiche. Potevo estrarre quanti scritti volevo
senza che le buste si svuotassero. Mi trovavo a metà di una
scala ed ero costretto, non avertene a male, a gettare sui gradini
i fogli già letti, se volevo togliere altri fogli dalle buste.
Tutta la scala in su e in giù era coperta di fasci
di fogli e la carta elastica, leggermete sovrapposta, mandava
un forte fruscio.»

Copertina
Un sogno - di Franz Kafka. Illustrato da Vincenzo Piazza
Riporto di seguito un commento di Pietro Citati:
Kafka aborriva la carnalità e la sua stessa corporeità. Egli stesso racconta il disgusto per il proprio corpo quando il padre accompagnandolo in piscina lo costringeva a denudarsi. Lo stesso senso di ripugnanza egli lo esprimeva nei confronti dell'amore sessuale che descrive ad esempio nel Castello come qualcosa di sporco e che riduceva l'uomo all'animalità.
Nel 1893, a diciannove anni incontra nella casa dell'amico Max Brod una giovane donna, Felice Bauer, che descrive in modo raccapricciante nei suoi difetti fisici: la brutta dentatura con i denti incapsulati in vista, il volto spigoloso e ossuto, il generico aspetto insignificante.
Eppure è di questa donna così poco attraente che egli s'innamora e con cui inizia una corrispondenza epistolare dallo stile e dall'immaginazione pari se non superiore alla sua più famosa produzione letteraria. Le lettere gli permettono di aprire il suo animo ai sentimenti più segreti e nello stesso tempo di non impegnarsi in un rapporto materiale che lo spaventa. Si dibatte tra il desiderio di sposarla, il che gli permetterà di assestare la sua vita e la convinzione che questa unione sarà la sua rovina.
Vuole mantenere Felice a distanza e per qualche tempo, abitando lei a Berlino e lui a Praga, ci riesce sino a quando i due s'incontrano e stanno assieme per qualche giorno durante i quali avverrà il rapporto fisico. La scoperta di essere ammalato di tubercolosi porterà Kafka alla dolorosa rottura con questa donna che egli ha amato veramente. Come racconta Brod sarà l'unica volta ad aver visto Kafka piangere.
(da Pietro Citati, Kafka - varie edizioni: Adelphi, BUR, Mondadori)
(Artifex ha ricevuto
in omaggio una copia del catalogo presentato)
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