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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 11 ottobre 2007
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Il profilo storico

Bruno da Osimo. La vita, la grafica, gli ex libris

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Bruno da Osimo. Ex libris proprio. Illustrazione
tratta dal volume di
Franco Albonetti "Un bulino e tre stelle",
Edizioni La Scuola, Brescia, 1961

(...) dedicarsi interamente alla produzione artistica. Questi anni dal 1949 al 1962, quando l’incisore si spegnerà, saranno un periodo fervido sia di produzione che di contatti con numerosi artisti giovani e meno giovani, e costituiscono nella sua travagliata vita anche un periodo di relativa tranquillità.

I lutti che segnano la vita dell’incisore, la sua partecipazione alla guerra, la sua religiosità e le sue relazioni di amicizia con artisti e letterati dell’epoca (da De Carolis a Pettinelli, da D’Annunzio ad Ada Negri) evidenziano il profondo radicamento di Bruno da Osimo nel suo mondo, di cui ha vissuto in prima fila le sofferenze e le difficoltà non diversamente dalla grande maggioranza del popolo italiano in quegli anni.

 

I progetti per l’artigianato

La produzione artistica di Bruno da Osimo è assai copiosa, e si esprime in numerosi campi: non solo come decoratore di libri e autore di ex libris, ma anche come disegnatore di ceramiche per la manifattura Matricardi di Ascoli Piceno e altre fabbriche delle Marche e dell’Umbria, come incisore di legno, come disegnatore di progetti per mobili, per lavori in ferro battuto e per produzioni artigianali in cuoio lavorato. Queste ultime portarono Bruno a lavorare per la manifattura di pelletterie di Tolentino di Nazareno Gabrielli. I suoi disegni per le lavorazioni in seta furono modelli per Ginetta Assirelli Valgimigli, che a Roma eseguiva ricami per i papi e per le case nobiliari. Siamo in un’epoca in cui determinate produzioni non sono ancora passate dalla fase artigianale di produzione a quella prettamente industriale. Questi progetti legano Bruno per tutta la vita non solo all’arte, ma anche al mondo dell’artigianato e di quello che oggi si usa chiamare il design.

Illustrazione di Bruno da Osimo
Bruno da Osimo. Ex libris 3° Congresso Europeo,
Anversa 1955. Illustrazione
tratta dal volume di
Franco Albonetti "Un bulino e tre stelle",
Edizioni La Scuola, Brescia, 1961

 

La grafica e gli ex libris

Sfogliare un libro degli anni Venti decorato da Bruno da Osimo può costituire ancor oggi una grande emozione. Infondono ammirazione l’accuratezza e la leggerezza delle xilografie che decorano le Acquemarine, raccolta poetica di Elpidio Jenco che abbiamo avuto modo di sfogliare alla Biblioteca Nazionale di Roma, o le tre xilografie che decorano Per la silvanità d’Italia di Massimo Coronaro. In quelle decorazioni con uccelli, ghiande, alberi e foglie si avverte un sapore di Medio Evo.

Per molto tempo si è detto che Bruno da Osimo “discende” da Adolfo De Carolis, e che in qualche modo ne sarebbe un allievo. Ciò è vero solo in parte: è vero per quanto riguarda l’animus dell’artista osimano, che non diversamente da Adolfo De Carolis e dal D’Annunzio non considera il libro soltanto come un oggetto d’uso, ma come un’opera d’arte in cui il testo deve essere in stretto rapporto con la grafica e le decorazioni. Non si può peraltro negare che l’incontro con il De Carolis è stato decisivo nell’indurre il Marsili alla produzione xilografica (per quanto potesse portarvelo anche il legame con l’attività artigianale del padre).

Illustrazione di Bruno da Osimo
Bruno da Osimo. Ex libris per Danilo Terzaroli.
Illustrazione tratta dal volume di
Franco Albonetti "Un bulino e tre stelle",
Edizioni La Scuola, Brescia, 1961

Ma al di là dei punti in comune vanno rilevate le differenze: De Carolis è sempre rimasto, in buona misura, un artista accademico (pittore di affreschi, prima ancora che decoratore di libri), lontano dalla formazione artigiana di Bruno da Osimo, e diverso è soprattutto lo stile dei due, sia nelle decorazioni xilografiche di libri che negli ex libris. Quello del De Carolis decisamente monumentale, incline a un eroismo rinascimentale che, non a caso, era particolarmente congeniale a D’Annunzio. Quello del Marsili, invece, decisamente scevro di senso eroico, e contraddistinto piuttosto da un lirismo profondamente religioso e a tratti mistico. Lo si vede nelle xilografie giovanili che ritraggono capanni da pesca sull’Adriatico, e più ancora nelle opere della maturità: Le Aquile feltresche, le Litanie Lauretane, lo Stabat Mater, l’Apocalisse di Giovanni e I Santi Evangeli (le cui incisioni furono (...)


Bruno da Osimo. A sinistra, ex libris per Emilio Mariano
A destra, ex libris per Giovanni Baldoni

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