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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 11 ottobre 2007
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Il profilo storico

Bruno da Osimo. La vita, la grafica, gli ex libris

di Luca Ceccarelli

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Illustrazione di Bruno da Osimo
Bruno da Osimo. Illustrazione tratta dal volume
a cura di Giuseppe Cucco e altri
"Bruno da Osimo, 27 maggio - 11 giugno
1989", Osimo, Grafiche Scarponi

Ultimo dei dodici figli del falegname Luigi e della tessitrice Annunziata Papini, Bruno Marsili nasce a Osimo, in provincia di Ancona, nel 1888. Dimostra presto spiccate inclinazioni artistiche, ma la famiglia è troppo povera per poterlo mantenere agli studi fino all’Accademia di Belle Arti. Consegue perciò un diploma di scuola tecnica che gli permette di lavorare come istitutore in alcune scuole della sua zona continuando nel frattempo gli studi, e dedicandosi il più possibile al disegno dal vero di monumenti, incisioni lignee, miniature e paesaggi marittimi della riviera adriatica.

Nel 1910 consegue a Perugia il diploma da insegnante di calligrafia (una formazione che lascerà per sempre il segno nella sua arte) e quasi contemporaneamente anche i diplomi in stenografia e lavoro manuale, e vince una borsa di studio presso la scuola magistrale "Bernardino Baldi" di Urbino. Negli anni successivi si dedica all'insegnamento presso scuole elementari di Castelfidardo e Ancona.

Illustrazione di Bruno da Osimo
Bruno da Osimo. Illustrazione tratta dal volume
a cura di Giuseppe Cucco e altri
"Bruno da Osimo, 27 maggio - 11 giugno
1989", Osimo, Grafiche Scarponi

Scoppia la guerra, e nel 1916 Bruno viene chiamato alle armi come ufficiale di complemento nella conca di Plezzo. Quando gli è possibile continua a eseguire disegni di paesaggi e vedute dal vero, e incisioni la cui forza visionaria rende spesso il dolore e lo sgomento di quegli anni, firmandoli prima con lo pseudonimo “Bruno Icaro”, e poi con quello di “Bruno da Osimo” che da allora non lascerà più.

Nel 1917 alla mensa ufficiali di Rovigo conosce un altro giovane pittore e incisore marchigiano, Diego Pettinelli, che lo condurrà con sé a Bologna dove gli presenta Adolfo De Carolis, che in quegli anni si sta dedicando alla decorazione della sala del Palazzo del Podestà nel capoluogo emiliano. La conoscenza di De Carolis si sviluppa in un rapporto epistolare che negli anni diventerà di affettuosa amicizia e reciproca ammirazione. È al suo ascendente che si deve l’avvicinamento di Bruno alla tecnica xilografica, che probabilmente essendo figlio di un falegname incontrava la sua simpatia per motivi in qualche modo “ancestrali”. In questi anni appaiono i suoi primi ex libris, che presto l’artista prenderà a contrassegnare con una stella.

Illustrazione di Bruno da Osimo
Bruno da Osimo. Illustrazione tratta dal volume
a cura di Giuseppe Cucco e altri
"Bruno da Osimo, 27 maggio - 11 giugno
1989", Osimo, Grafiche Scarponiotti

Finita la guerra e rientrato ad Ancona torna all’insegnamento, e fonda insieme al poeta Mario Blasi la rivista di arte e letteratura Il Desco. È l'inizio della sua attività pubblica come xilografo, che proseguirà per tutti gli anni Venti, anche con la partecipazione a diverse esposizioni e con l’inizio dell’attività di illustratore di libri per diversi editori: Le aquile feltresche nel Palazzo Ducale di Urbino del 1927, e numerosi altri volumi pubblicati, tra gli altri, dagli editori Mondadori, Bemporad e Laterza.

Nel 1933 sposa Alma Andreani, insegnante di greco e latino al liceo, donna colta e ammiratrice delle xilografie di Bruno, che promuoverà attivamente con una mostra a Firenze. Alma morirà tre anni dopo, a soli 39 anni. Per l’artista è il primo di una serie di lutti che segneranno pesantemente questi anni. Da questo momento le stelle a contrassegno delle sue future incisioni saranno due anziché una.

Nel 1938 morirà anche la sorella Anita, che dopo la morte dei genitori lo aveva sempre assistito come una madre, e una terza stella si aggiungerà alle altre due come contrassegno degli ex libris degli anni a venire. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale l’artista si arruola volontario, ed è assegnato con il grado di capitano all’ufficio militare di Pola, non smettendo nel frattempo la produzione artistica e la partecipazione a esposizioni. Congedato nel 1943 torna nelle Marche. Qui nel luglio del 1944 un altro doloroso lutto: il fratello Augusto e i suoi due figli vengono uccisi da una granata durante uno scontro bellico tra tedeschi e forze alleate.

Finita la guerra Bruno tornerà all’insegnamento fino al 1949, quando con il pensionamento potrà (...)


Bruno da Osimo. A sinistra, illustrazione dal volume a
cura di Giuseppe Cucco e altri "Bruno da Osimo, 27 maggio - 11 giugno
1989", Osimo, Grafiche Scarponi.
A destra, ex libris in memoria della moglie, tratto tratte dal volume di Franco
Albonetti "Un bulino e tre stelle", Edizioni La Scuola, Brescia, 1961

 

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