L'editoriale AIE - gennaio-aprile 2007
Ex libris e cultura
di Mauro Mainardi
Secondo i dizionari della nostra lingua (“Devoto-Oli” per citarne uno, storico e dei più consultati), “Cultura è quanto concerne alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società”.
Personalmente ritengo (e credo di non essere il solo) che in questo numero della nostra rivista abbiamo fatto anche noi un po’ di cultura, secondo i patti del nostro statuto (4.10.1996), dell’articolo 2° per la precisione, che tutti i soci conoscono perché riprodotto in seconda pagina di copertina di ogni numero, a partire dal primo del 1997.
Ne è documentazione l’articolo di Enzo Pellai sui protagonisti della storia e della cultura lituana, quello di Stefania Clerici sulla letteratura europea di ogni tempo, sul Novecento italiano e sulle origini della nostra lingua.
Viene dato particolare risalto alla componente culturale e sociale di alcune mostre curate e/o patrocinate dall’AIE; sul teatro musicale a Bodio Lomnago, a conclusione del 3° concorso internazionale; sul rapporto tra arti visive e la musica a Este, in cui è chiaro il ricorso all’ausilio interpretativo di esperti, quali il musicista e musicologo Robert Schumann e il poeta e filosofo Dante Alighieri.
Per quanto riguarda “il ruolo che ci compete nella società”, sono di indiscusso valore la mostra su “Sport e disabilità” alla Biblioteca Civica Alberto Geisser di Torino, in occasione dell’acquisizione da parte di questo ente pubblico degli ex libris delle IX Paralimpiadi del 2006.
Ha lo stesso valore (e di pregnante attualità) la mostra di Appiano Gentile (CO) sull’acqua come “Bene dell’umanità” e non come oggetto di un “affare” economico, in un contesto di manifestazioni pluritematiche di alta cultura. Gli ex libris a mio parere acquistano un “valore aggiunto” se, oltre ad essere segni di proprietà di un libro e grafiche d’arte, ci aiutano a migliorare i nostri interessi culturali e sociali.
Ognuno tiri le sue conclusioni. Io concludo con un invito, ricorrendo
alla mia solita citazione dantesca (Paradiso, X, 25)
e alla metafora di un bell’ex libris di Vannuccini, grande
incisore e (a suo modo) buon filosofo: “Messo t’ho
innanzi, omai per te ti ciba”.
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