Premio Acqui – VIII Biennale Internazionale per l’Incisione
Lezione del Prof. Paolo Bellini “Forma o contenuto? O tutte e due?”
dalla nostra inviata Stefania Clerici - fotografie di Giancarlo Nicoli
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(...) Il Professore ha continuato poi con una galleria virtuale di opere, che dal suo computer portatile comparivano come da un caleidoscopio tecnologico (sono lontane anni luce le lezioni di storia dell’arte a cui partecipavo all’università con aule buie e diapositive che s’inceppavano!).
Acqui Terme. Il parterre delle personalità. Da sinistra, un collaboratore del prof. Bellini; il prof. Paolo Bellini; il sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti; Giuseppe Avignolo; Adriano Benzi. |
Sulla scia dei paesaggi di Monet, gustiamo una veduta di Canaletto: “La chiusa del Dolo”, che potrebbe essere considerata anche un documento per presentare uno spaccato di un porticciolo del ’700, ma l’opera è molto piacevole e queste informazioni passano in secondo piano, perché lo spettatore si lascia incantare dall’elegante chiaro/scuro e da quella carezza di luce che gli sorride dalla zona destra dell’opera. L’occhio dello spettatore “indaga accorda disunisce” (come direbbe il poeta Montale) ed esplora fra le vie d’acqua e le case, osservando due comari in primo piano, una finestra aperta sullo sfondo e su un interno di vite vissute più di tre secoli fa.
Il viaggio senza tempo nell’arte continua con Rembrandt, Matisse, Correggio, Michelangelo, Dürer, Goya, per giungere fino a Munch. Il suo “Urlo” difficilmente – secondo il Prof. Bellini – può essere considerato un bel quadro, ma sicuramente è un’opera dal contenuto molto ricco. L’urlo si apre inesorabilmente e desolatamente su una giornata dalla pallida luce nordica e sul grigiore delle persone che sullo sfondo sono indifferenti l’una all’altra, anonime, senza voce e senza volto. Il docente afferma che “quelli lì siamo noi, tutti uguali, numeri tra i numeri, tanto che uno ha detto: «Questo non mi va» e ha lanciato un urlo”.
La lezione prosegue con Picasso, Pontormo, Raffaello, per giungere poi, dopo questo “florilegio artistico” a una riflessione finale. Il Professore si chiede se oggi vengano considerate maggiormente le opere artistiche per il loro contenuto o per la piacevolezza visiva: per i più il problema non si pone, oppure alcuni collezionisti risolvono la questione affermando che comprano ciò che piace loro.
Per concludere, Bellini rivolge poi a tutti noi la domanda: «E’ meglio dunque una donna bellissima o una intelligente?». E così vale anche per l’arte. Non tutti vogliono la stessa cosa.
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Stefania Clerici è nata a Como il 21.08.1977
e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”,
di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali;
le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz.
Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara,
Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.
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