Premio Acqui – VIII Biennale Internazionale per l’Incisione
Lezione del Prof. Paolo Bellini “Forma o contenuto? O tutte e due?”
dalla nostra inviata Stefania Clerici - fotografie di Giancarlo Nicoli
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Acqui Terme. Il prof. Paolo Bellini tiene lezione. |
Acqui Terme (AL) - Sabato 23 giugno 2007. “Quello che conta non sono le maschere del linguaggio: non gli stili, cioè l’ideologia, ma lo stile, cioè l’arte”: così la storica dell’arte Elena Pontiggia, nel suo intervento sul catalogo del Premio Acqui, si riferiva a Picasso, ma noi possiamo estendere questo assunto all’arte in generale, un’arte libera – per così dire – dalla polvere dei musei e dalle sonnacchiose disquisizioni da accademia.
Un’arte così si poteva percepire en plein air tra gli stand della mostra dov’erano esposte le opere selezionate per il Premio Acqui – VIII Biennale Internazionale per l’Incisione e per il Concorso di Ex Libris “Acque termali”. La novità di quest’anno consiste appunto nell’allestimento “all’aria aperta” sotto gli eleganti portici di via XX Settembre, nel cuore di Acqui Terme.
Le mostre sono state inaugurate nella Sala “Belle Epoque” al “Grand Hotel Nuove Terme”, con l’intervento del Presidente della Biennale, Giuseppe Avignolo, di Adriano Benzi, Presidente del Rotary Club Acqui Terme, del Sindaco, Danilo Rapetti e del Prof. Paolo Bellini dell’Università Cattolica di Milano.
Molto gradita e applaudita è stata proprio la lezione di storia dell’arte del docente universitario, intitolata “Forma o contenuto? O tutte e due?”. La lezione non si è velata con le “maschere del linguaggio” (per riprendere l’espressione iniziale di E.Pontiggia), ma ha catturato l’attenzione e l’interesse dei presenti.
Il Professore ha esordito chiedendosi e chiedendoci per quale motivo fossimo presenti e perché ci interessasse la Biennale. Il motivo è lo stesso per cui le grandi mostre attirano tante persone, tutte entusiasmate dall’arte, ma per cause diverse. Bellini ne indica però due principali: perché l’arte è bella e perché dice qualcosa, cioè per la forma e per il contenuto.
La forma è il modo con cui un’opera si presenta e il contenuto è ciò che può dire, due cose diverse, non sempre presenti insieme.
Ma, prima di tutto, è giusto interrogarsi su cosa sia un’opera d’arte: forse lo sappiamo tutti, ma è difficile spiegarlo; un grande critico e studioso, Panofsky, ha dato questa definizione: l’opera d’arte è un manufatto creato per motivi estetici e che tali motivi acquista nel tempo. E il Professore aggiunge che le opere d’arte possono essere distinte in due categorie: quelle che principalmente sono piacevoli a vedersi e che si possono dunque definire decorative (ma senza connotazioni negative) e quelle che privilegiano il contenuto.
Per spiegare meglio il concetto, Bellini rimanda all’immagine di una bellissima donna, vestita in maniera splendida, con un profumo meraviglioso, “quando cammina è la fine del mondo” – aggiunge - . “Sarà anche intelligente? Non lo so. L’ho vista passare per la strada, ma quella persona ha un contenuto? Non saprei, tuttavia capisco che è un’altra cosa. Così è per l’arte decorativa che mi piace e m’intriga”.
Alcuni esempi sono i quadri di Monet, sempre molto
apprezzati, che si trovano in un’infinità di riproduzioni
in edifici pubblici, su scatole di cioccolatini, tazzine e così
via. Sono opere piacevoli a vedersi, di facile lettura: infatti
la maggior parte di coloro che le guardano ignora l’uso del
colore secondo la tecnica impressionista e forse fa bene. (...)
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