“Gli ex libris e la letteratura europea”
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Soncino (CR). Il presidente dell'A.I.E., dott. Mauro Mainardi, ritratto mentre illustra le tavole della mostra "Ex libris e letteratura europea" |
(...) Pensare alla lirica provenzale e alla poesia taliana del Duecento e Trecento significa parlare di meraviglia e di lontananza mai così vicina, per lasciarsi trascinare da quel sogno di evasione che Dante aveva rappresentato in un sonetto (“Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”): l’autore della “Divina Commedia” si rivolgeva al poeta Guido Cavalcanti e si augurava che un incantesimo avesse potuto trasportarli su un vascello (forse di Mago Merlino) insieme agli amici più cari e alle donne amate, così da poter navigare senza meta, “presi per incantamento” e “ragionar sempre d’amore”.
Soncino (CR). Stefania Clerici con il dott. Giorgio Frigo |
Un’imbarcazione dunque molto diversa dalla “Nave dei Folli”, tema ricorrente nell’arte, che è anche il titolo di un volumetto di versi allegorici in tedesco, scritto da Sebastian Brandt. Il libro, che satireggiava sulle follie della società, ebbe un immediato successo, dovuto anche alle opere grafiche che accompagnavano il testo, gran parte delle quali vennero eseguite dall’allora ventiduenne Dürer.
La fantasia di Brandt aveva rappresentato più di cento matti, simboli di tutte le pazzie del genere umano, che veleggiano su un barcone alla volta di Narragonia, che suona più o meno come Pazzilandia.
Soncino (CR). Da sinistra: Stefania Clerici, Giorgio Fouquè, Mauro Mainardi |
La “Nave dei Folli” è un’opera pubblicata nel 1494, “due anni dopo la scoperta dell’America (realizzazione di un ‘folle volo’ di Ulisse?)”; il tema trattato è stato interpretato in seguito anche da Hyeronimus Bosch ed è uno dei più seguiti dagli artisti e collezionisti europei, soprattutto quelli del Nordeuropa. E infatti è un soggetto ben rappresentato anche in questa mostra da artisti come Pierre H. Lindner, Zoltan Ven, Luigi Casalino, Juri Jakovenko, Juri Nozdrin.
Nell’esposizione sono state distinte altre sezioni, come quella della letteratura italiana, nella quale vengono ricordati scrittori, quali D’Annunzio, Pavese, Rigoni Stern, Moravia, Baccelli, Calvino e Luzi.
Soncino (CR). Da sinistra: avv. Giuseppe Capasso; Paolo Rovegno; Silvio Forni, dr.Mauro Mainardi |
Quest’ultimo è celebrato nell’acquaforte di Maurizio Bogani per la Biblioteca di S.Pietro in Casale, la prima in Italia dedicata al grande poeta. Da questo ex libris sembrano volare dei volumi incontro allo spettatore con pagine - ali di gabbiano che paiono pronunciare il motto “Vola alta parola”.
Anche un libro può dunque volare o navigare seguendo rotte
proprie su vie non d’acqua, ma di città. Una città
come Praga, legata indissolubilmente a un grande
artista come Kafka. Secondo quanto ricorda lo stesso
Mainardi nella sua presentazione della mostra,
lo scrittore, nato in quella città, scrisse però in
tedesco e le sue opere vennero tradotte in ceco dalla fidanzata,
ma “Kafka era Praga e Praga era Kafka, la città era
contenuta nella sua opera in particelle minuscole” (J.Urzidil).
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