Andrea Disertori: «Condivido pienamente il programma»
Cari lettori,
come certamente saprete, da pochi mesi il sito Artifex,
in collaborazione con Egisto Bragaglia, ha lanciato
il "Manifesto per
l'ex libris del bibliofilo". Il programma ha raccolto immediatamente,
e sta raccogliendo, l'adesione di artisti e bibliofili, adesioni
delle quali renderemo conto prossimamente.
Iniziamo invece oggi, con orgoglio, a pubblicare i commenti autorevoli
che personalità dell'arte e della cultura hanno ritenuto
inviarci. Il primo a condividere le finalità del "Manifesto"
è il dott. arch. Andrea Disertori, del quale
pubblichiamo di seguito la gradita lettera.
Caro Bragaglia, caro Nicoli,
ho appreso con vivo piacere la notizia del "Manifesto
per l'ex libris del bibliofilo". Ne condivido pienamente
il programma, di grande attualità, per le grande
confusione che si sta facendo tra ex libris e grafica di piccolo
formato.
Con questo non si vuole minimamente deprezzare quest'ultima, quando
non ha una funzione di contrassegno di proprietà dei volumi
di un biblioteca pubblica o privata.
Il problema di precisare questa fondamentale differenza non esisteva quando i bibliofili (non molto numerosi) affidavano l'ex libris figurato (accompagnato o no da un motto) solo alla sua vera funzione di personalizzare i libri. Lo scambio era inizialmente un aspetto del tutto secondario.
Purtroppo attualmente è prevalsa la abitudine del collezionismo, ottenuto attraverso lo scambio. Ai bibliofili si sono sostituiti in maggior numero i collezionisti, che richiedono di farsi disegnare o incidere numerosi pseudo ex libris, nei quali troppo spesso prevale la quantità a discapito del valore artistico, con il solo scopo di incrementare lo scambio e creare gratuitamente raccolte di piccole incisioni. Si è oltretutto svilita la creazione di piccole opere di grafica, fini a se stesse.
Quindi ben venga questa vostra iniziativa, alla quale va il mio più vivo apprezzamento.
Andrea Disertori
Andrea Disertori è nato a Firenze
il 9 maggio 1927, è di origine trentina-olandese. Ha frequentato
negli anni 1946-50 la Scuola di nudo all'Accademia di Belle
Arti di Brera. Ha frequentato il biennio della Facoltà
di Ingegneria del Politecnico di Milano (1947-50). Laureato
in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1955,
dove è stato allievo di Piero Portaluppi, Gio Ponti, Giovanni
Muzio.
Abilitazione definitiva alla professione di Architetto nel 1955.
Ha frequentato il Corso di Aggiornamento in Urbanistica Tecnica presso il Politecnico di Milano nel 1956. Si è dedicato alla prefabbricazione edilizia (1955-57). È stato collaboratore dell'architetto Giovanni Muzio dal1957 al 1962 e per un breve periodo dell'architetto Luciano Baldessari.
Ha svolto attività di scenografo a cortometraggi cinematografici e ai primi esperimenti televisivi (1951).
Ha partecipato a concorsi di architettura, riportando premi: Premio Nazionale "Lago Maggiore", Istituto Professionale di Bergamo (1959), Scuole a Campione d'Italia (1962), Scuola Materna a Seregno (1966), Progetto di una fontana in Piazza Piemonte (1959), Concorso per il progetto della Biblioteca "Negroni" di Novara (1963).
Si è dedicato al disegno industriale e di arredi. Ha svolto attività didattica alla Scuola di Arti applicate all'Industria del Castello di Milano (1955-57), all'Accademia di Belle Arti di Brera (1959-1971), alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano (dal 1964), professore di prospettiva applicata all'Accademia di Arti Applicate A.A.A. dal 1969 al 1971, all'International College of Sciences and Arts di Milano (Politecnico Internazionale) (1992-1999).
Ha tenuto conferenze sull'antiquariato dei mobili a Brescia, Mantova, Milano, Bergamo Genova (1988- 1996). Ha svolto attività di grafico (caratteri tipografici, copertine e impaginazione di libri) e illustratore per vari editori (Mondadori, Touring Club, Ricciardi, Ricordi, Domus, De Vecchi, Hoepli, De Agostini...)
Svolge attività di pubblicista, è autore di numerosi articoli e libri su argomenti riguardanti l'architettura, l'urbanistica, l'antiquariato dell'arredamento, la storia dell'arte, la grafica e problemi sociali.
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