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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 28 aprile 2007
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Il profilo storico

Ex libris di confraternite

di Luca Ceccarelli

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Istituzioni fiorite nel basso Medio Evo, le confraternite costituiscono un elemento mportantissimo della devozione laicale, e un supporto e uno stimolo fondamentale allo sviluppo delle pratiche di assistenza sociale. Scrive il grande Ludovico Antonio Muratori nell’ultima tra le sue Dissertazioni sopra le Antichità italiane: «Degne son d’aver luogo in quest’Opera anche le pie Confraternità de’ secolari, che ancora son chiamate Confraternite, Compagnie, Scuole; perché esse pure traggono la loro origine dai secoli barbarici. Non v’ha città in Italia, terra o castella, anzi villa, che non abbia una o più di queste pie congregazioni, tutte istituite pel culto divino, per cantare le lodi di Dio e de’ Santi, ed esercitarsi in altre opere di pietà e di misericordia; e tutte fornite di leggi e vesti particolari, riunendosi ciascuna alla sua propria chiesa le feste, e in altre occasioni» [1].

Nel Cinquecento e nel Seicento, a seguito della Riforma Cattolica ci fu una grande fioritura di nuove confraternite a scopo devozionale e, insieme, assistenziale. La chiesa uscita dal Concilio di Trento vedeva in esse un veicolo ideale per l’organizzazione della devozione del laicato. La costituzione apostolica Quaecumque di Clemente VIII del 7 dicembre 1604 dispose l’aggregazione delle confraternite delle città italiane all’arciconfraternita romana del Sacramento e ad altre arciconfraternite della capitale della cristianità, stabilendo così una precisa gerarchia di rapporto tra le confraternite, che restavano comunque istituzioni che, accanto alle pratiche pie e all’attività assistenziale, e all’organizzazione della preghiera e dei sacramenti, commissionavano ex voto, pale d’altare e altri arredi sacri, e, tra le altre cose, potevano raccogliere libri [2].

Ex libris Confraternita di San Filippo e San Giuseppe di Treviso

Ex libris Confraternita di San Filippo e San Giuseppe di Treviso
X, 53x70, sec XVIII - n°239

Nella raccolta di ex libris italiani del Bragaglia, tra innumerevoli produzioni riconducibili a singoli esponenti di famiglie nobili, o a conventi e monasteri, troviamo tre esempi di ex libris facenti capo a confraternite [3]. I primi due sono stati rintracciati nella Biblioteca Capitolare di Treviso, un’istituzione culturale molto antica (ci sono fonti che testimoniano della sua esistenza già nel XII secolo). Oltre a numerose bolle papali, e a codici in pergamena e in carta, conserva diversi volumi che testimoniano della vita civile e religiosa della città.

Tra i testi in essa conservati ne figurano alcuni facenti capo alla Confraternita di San Filippo e San Giuseppe di Treviso, che ebbe sede nella chiesa degli Oratoriani Filippini fino al secolo scorso, come attestano due ex libris xilografici, a carattere figurativo, contrassegno di proprietà della Confraternita di San Filippo e San Giuseppe.

Uno dei due è di fattura piuttosto modesta: all’interno di un rettangolo di mm 35 x 52, in un cerchio scuro appare un sole con i suoi raggi, e al centro di questo sole il nome MARIA. Il sole è sormontato da un cartiglio in cui si leggono le parole in stampatello ET NOMEN VIRGINIS. L’altro è quasi identico, ma di maggiori dimensioni (mm 53 x 70) e di miglior fattura: il sole ha i raggi meglio disegnati, sotto è contraddistinto dalla presenza di un putto con le alucce e sul cartiglio la scritta ET NOMEN VIRGINIS si legge assai meglio. (...)

 

Note
[1] Ludovico Antonio Muratori, Dissertazioni sopra le Antichità italiane. Dissertazione LXXV, delle pie Confraternità de’ Laici, e dell’origine d’esse, de’ Flagellanti e delle sacre Missioni, http://www.classicitaliani.it/muratori/dissert75.htm.
[2] Bullarium Romanum. Taurinensis Editio, MDCCCLXVII, Tomus XI, pp. 138-143
[3] Egisto Bragaglia, Gli ex libris italiani, dalle origini alla fine dell’Ottocento, vol. II, nn. 239, 240, 480.

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