Mostra aperta fino al 6 maggio 2007
Ex libris della cultura ebraica nei Paesi Bassi
testo e fotografie di Giuseppe Raudino
Pagina 1 | Pagina 2
“Joodse exlibriscultuur in Nederland” (Ex libris della cultura ebraica nei Paesi Bassi) è il nome della mostra che ha luogo presso la biblioteca centrale dell’Università di Groninga, Olanda, fino al 6 maggio 2007.

Nico Bulder, xilografia, 1940
Questa straordinaria mostra fa parte di un ambizioso progetto denominato
“Exlibris van Joden in Nederland” (Ex
libris di ebrei in Olanda) curato da Jan Aarts,
uno studioso dell’Istituto Huizinga dell’università
di Amsterdam, F.J. Hoogewoud, responsabile presso
la Bibliotheca Rosenthaliana e da Chris
Kooyman, un ricercatore dell’università di
Amsterdam che ha completato uno studio socio-demografico sulla presenza
degli ebrei in Olanda.
Il progetto ha visto la luce nel 2002 con lo scopo di comprendere
svariati aspetti legati a una grande collezione di ex libris ebraici
(il database è cresciuto anno dopo anno e adesso raggiunge
circa 1400 esemplari), come per esempio l’analisi del contesto
storico, sociale e culturale o la scoperta di informazioni biografiche
relative ai possessori e agli artisti che stanno dietro questi capolavori.
Non a caso, infatti, lo scopo principale sarebbe quello di raggiungere
una valutazione esaustiva di tutti gli ex libris ebraici presenti
nel panorama olandese.
L’idea del progetto ha preso spunto da un gruppo di duecento
ex libris, custoditi presso l’ebraica Bibliotheca Rosenthaliana,
appartenuti al professore Philip van Praag (1887-1942),
a suo figlio Philip van Praag junior (1914-2000)
e al nipote Philip van Praag (1949), che è
attualmente ricercatore in scienze politiche all’università
di Amsterdam.

Roel Oostra, 1941 ca
Dal momento che è impossibile esporre tutta la raccolta, è stata operata una congrua selezione per l’evento organizzato dall’università di Groninga. E così, al terzo piano, circondati da una superba atmosfera di silenzio, da scaffali colmi di antichi libri e da giovani persone concentrate nelle loro letture, otto vetrine e un paio di pannelli illustrano questa piccolo, prezioso tesoro fatto di bei disegni e di vecchi nomi.
La prima vetrina è dedicata ai simboli ebraici. Tutti gli ex libris, in questo caso, sono appartenuti a Philip van Praag senior e hanno a che fare con delle immagini ben conosciute e strettamente connesse con Israele. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che, oltre a queste immagini, ci sono dei simboli meno conosciuti, come i fiori, il vino o il cipresso, che rimandano alla rinascita di Israele [1] e che sono custoditi nella quarta vetrina.
La seconda vetrina, invece, contiene un certo numero di ex libris relativi alla lingua Ebraica e alla religione, mentre la terza è dedicata al tema del sionismo.
La quinta vetrina, intitolata “Ieder zijn eigen exlibris!” (A ognuno il suo ex libris), colleziona un gruppo di ex libris appartenuti alla famiglia van Praag, che si trasferì nei Paesi Bassi già nel 1675. In questo caso, sono esposti 41 ex libris di 26 distinte persone, mentre un albero genealogico facilita l’individuazione delle complicate relazioni di parentela.

Fré Cohen, incisione su
legno, 1933
Nella sesta vetrina sono poi spiegate da dove derivano le citazioni
presenti sugli ex libris ebraici, mettendo in risalto quattro punti:
brani biblici in cui il personaggio ha lo stesso nome del committente;
convinzioni sionistiche; mestieri e arti; saggezza e motti popolari.
Una bibliografia selezionata riguardante i libri sugli ex libris e una vasta documentazione sulla presenza degli ebrei in Olanda è invece esposta nella vetrina numero sette, che colleziona diverse pubblicazioni possedute dalla biblioteca universitaria di Groninga.
Nell’ultima vetrina, infine, i visitatori troveranno un’interessante selezione di ex libris ebraici relativi al nord dei Paesi Bassi, che includono non soltanto la provincia di Groninga ma anche quelle della Frisia e di Drente.

Artista e tecnica sconosciuti
Al di là delle migliaia di studenti che abitualmente frequentano la biblioteca universitaria, la mostra ha attratto molte persone particolarmente interessate. Alcune di loro sono addirittura arrivate dall’estero, e la maggior parte di esse proveniva dalla Germania, dalla Polonia e da Israele. Naturalmente, molti di questi visitatori speravano di scoprire qualche ex libris appartenuto a uno dei loro familiari, e per questo il loro interesse era in realtà doppio, visto che oltre ad apprezzare la mostra erano alla ricerca di un pezzo di storia della loro famiglia. Non è questa, dunque, la (...)
»» vai alla prossima pagina »»
[1] Chaya Brasz, “Wat ex-librissen vertellen”, Niw, 17 September 2004, p. 64| Altre notizie: |
© Artifex 2007 - Tutti i diritti riservati.



