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Titolo: 1° Concorso Internazionale Ex libris - Premio
Remo Palmirani |
Presentazione catalogo
1° Concorso Internazionale Ex libris Premio Remo Palmirani
(pagina a cura di G.N.)
Vi presento il catalogo del 1° Concorso Internazionale Ex libris, Premio Remo Palmirani, dal tema "Il Cantico dei Cantici" - Le tematiche bibliche negli ex libris.
In questo volume in brossura, a cura di Mauro Mainardi e Francesco Pagliari, troviamo: le presentazioni di Mauro Bodini, Presidente della Pro Loco Soncino; e di Carlo Mangoni, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio. Mauro Mainardi, Presidente dell'AIE (Associazione Italiana Ex libris) introduce il tema del concorso, "Il Cantico dei Cantici". Viene riproposto un testo dello scomparso Remo Palmirani, "Aristocrazia dell'amicizia".
Di seguito è riportata la graduatoria del concorso. Tutti i testi descritti fin'ora sono in italiano e in inglese. Poi inizia la parte iconografica, con la riproduzione degli ex libris premiati e un breve profilo biografico degli artisti, questo è solo in italiano; segue un florilegio di ex libris di altri partecipanti. Chiude il catalogo l'elenco dei partecipanti ordinati secondo il paese di residenza.

Premio 1° Concorso Internazionale
Ex libris Remo Palmirani - "Il cantico dei cantici"
. In copertina, Acquaforte di Calisto Gritti
(ex libris vincitore)
Riporto di seguito il testo di Remo Palmirani.
Aristocrazia dell'amicizia
di Remo Palmirani
Non è forse mai accaduto che in Italia si pubblicassero così tanti libri come in questi ultimi anni.
Entrare in libreria, in una di quelle grandi, luminose, asettiche librerie che ormai si trovano un po' ovunque ed essere circondati, sommersi, inghiottiti da migliaia di volumi ben ordinati e impilati è una esperienza straordinaria, meravigliosa e al contempo terrificante.
Oltrepassi la soglia con la certezza che puoi acquistare ognuno di quei libri e perfino leggerli, ma presto ti rendi conto che già è una impresa disumana conoscerne anche solo i titoli.
Certo, puoi rivolgerti ad un commesso che, ben pratico di computer, pescherà qualunque testo tu desideri. Ma il problema è a monte: che cosa vale la pena leggere e quali sono i titoli, diventano degli interrogativi esistenziali, al pari, o forse ancora più inconoscibili dei fatidici:
"Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?"
E poi, non è neppure vero che tu possa trovare qualsiasi argomento stimoli la tua fantasia; naturalmente non mi riferisco a temi un tempo tabù, come il sesso, le perversioni, il nazismo, la massoneria, eccetera, oggi reperibili numerosissimi e non più motivo di scandalo, ma ad alcune "bagattelle" ormai démodées quale è oggi in particolare l'amicizia.
Sì, l'amicizia non è di moda, non fa vendere, è troppo banale, un sentimento da lasciare alle ragazzine con l'acne e ancora lontane dal menarca.
Ma forse ce la meritiamo una lacuna di tal genere; in una società decadente ed egualitaria, in cui le macerie hanno preso il posto dei castelli e delle cattedrali, ragionamenti sull'amicizia potrebbero essere motivo di turbamento.
Eppure, spulciando con santa pazienza nella produzione di autori fuori del tempo, o andando a caccia libera in qualche bottega di libri di seconda mano, può ancora accadere di scoprire un "gioiello" nascosto fra la troppa zavorra.
Così è stato per me quando mi sono trovato fra le mani "l'amicizia", un agile e affascinante saggio scritto quasi ottant'anni fa dall'accademico di Francia Abel Bonnard.
Già l'incipit di questo libro è illuminante: "Come tutti i grandi sentimenti, l'amicizia di comune ha solo il nome".
In poco più di cento pagine l'autore ci dà una lettura misurata e saggia, delicata e maschia di un sentimento che va ben al di là e al di sopra delle differenze di censo e di cultura, perché il legame nasce da qualche cosa di molto più profondo, che affonda le proprie radici nell'eguaglianza, non però in ciò che siamo, ma piuttosto in ciò che amiamo.
Si tratta di un sentimento talmente speciale, e non per chicchessia, da fare dire a Bonnard che: "Le grandi amicizie risultano da una concezione aristocratica dell' umanità. La compagine umana assomiglia a una piramide: la sua materia si fa più preziosa man mano che la superficie si riduce; la base è di metallo grezzo, al vertice restano solo oro e diamanti".
Ma, attenzione, guai a confondere tutto ciò con inaccettabili categorie di ricchezza economica, di gerarchie, di classe sociale (specialmente la cosiddetta nobiltà di sangue).
Qui si parla di aristocrazia, che è un fatto di pura qualità, per cui i "migliori" si possono trovare ovunque. Così, mentre l'amicizia subisce l'ostracismo, tutti parlano e sparlano d'amore, nelle sue più strane e banali accezioni.
Potrebbe sembrare un fatto positivo, ma così non è, perché l'amore, legato alla fisicità, diviene sempre più temporaneo e insignificante.
L'amicizia è ben altra cosa: è per tutti, ma non
è da tutti.
(Artifex ha ricevuto
in omaggio una copia del catalogo presentato)
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