Parolario edizione 2006
A lezione anche il sabato sera?
Incontro con l’autore: Roberto Vecchioni, intervistato da Sara Chiappori
dalla nostra inviata Stefania Clerici
Como, sabato 9 settembre 2006 - Chi non ha mai sognato un professore originale, fuori dagli schemi e anche un po’ canterino? Gli studenti del liceo classico Parini di Milano l’hanno avuto, tra una tournée e l’altra. Parliamo di Roberto Vecchioni (professore, cantante e ora anche scrittore) che ha presentato il suo libro Diario di un gatto con gli stivali, in Piazza Cavour, al Caffè letterario di Parolario.
Più che sul suo libro, in realtà, il prof. Vecchioni ha dato una lezione sui giovani, la scuola, i sentimenti, l’attualità: davanti a un foltissimo pubblico, l’artista si è infatti raccontato, rispondendo alle domande della giornalista Sara Chiappori.
![]() Roberto Vecchioni con Sara Chiappori |
Ha rivelato di avere insegnato per 37 anni, quello per la parola
e la letteratura è dunque un vecchio amore: afferma infatti
di aver iniziato a scrivere fin da bambino, “la musica è
venuta dopo, ascoltando gli chansonnier francesi e il jazz
americano”, ma la melodia si è fusa subito con la parola
poetica, da lui definita “sottile esplosione di grazia senza
peso”; proseguendo con le sue parole “una canzone è
infatti un’armonia circolare che finisce e ricomincia e non
si vorrebbe perdere, perché, come la poesia, se dice una
cosa universale è stata bella ieri, come sarà bella
tra due secoli.”
Queste sono le vere canzoni, ma oggi ci sono anche “quelle
dozzinali e quelle mediali, cioè abbastanza dignitose, ma
non eccellenti”.
I grandi “consumatori” di musica sono i giovani, per i quali Vecchioni dimostra grande sensibilità e interesse. Il cantante afferma infatti che i ragazzi tra i 15 e i 20 anni vivono un periodo difficilissimo, “in cui credi a troppo o a nulla, perché hai bisogno di trovare un’idea di appartenenza, un’identità”. Da qui derivano anche i contrasti con la famiglia, che dovrebbe cercare di capirli. Ha un compito importante pure la scuola, nella quale gl’insegnanti dovrebbero essere autorevoli, non autoritari. (Fra parentesi: è questa una verità che circola ormai da tempo nello “scolastichese”, tra i corridoi degli istituti, nei corsi di specializzazione e aggiornamento e, come ogni regoletta, è più facile da enunciare che da spiegare e applicare).
A volte, però, – continua Vecchioni – i professori,
o meglio, certi professori, sono molto insoddisfatti, perché
a scuola, oltre che gl’insegnanti, fanno di tutto (avvocati,
psicologi, assistenti sociali) e restano per anni nel precariato,
quando passano finalmente di ruolo sono sfiancati da anni d’incertezze
e spesso sfociano in un “insegnamento da poco”.
E poi le riforme non risolvono questa situazione, forse anche i
programmi dovrebbero essere differenziati nelle varie regioni, dato
che “l’Italia non è tutta uguale”.
Eppure la scuola ha un compito fondamentale, perché “le cose che sembrano non servire, come la cultura, creano un bagaglio di emozioni. Chi è mediamente colto è libero. Le società oppressive tendono a tenere il popolo nell’ignoranza e invece una vera democrazia dà a tutti i mezzi per capire.”
Oltre alla scuola, i giovani, le poesie e le canzoni, non poteva mancare un tema come l’amore: “Non capisco quelli che non sbagliano mai. E anche quelli che non piangono. Ti ha lasciato? Piangi! Fatti un bel pianto. Per un po’, eh, dopo passa.”.
Vecchioni ha anche ricordato una grande poetessa che molto ha
amato, Alda Merini. Secondo il cantante, la sua personalità
è “come un dolce o un piatto saporito o un biscotto
col pepe” e le sue liriche sono “meravigliose e alate”.
Della Merini ricorda un aforisma: “Dio a volte uccide gli
amanti, perché non vuole essere superato nell’amore.”.
E’ una frase degna di essere scritta sulle lavagne e nelle
menti.
Bella lezione per un sabato sera, o no?
Stefania Clerici è nata a Como il 21.08.1977
e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”,
di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali;
le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz.
Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara,
Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.
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