La saggezza degli antichi
Incontro con Vincenzo Guarracino, Luigi Picchi e Giancarlo Pontiggia
dalla nostra inviata Stefania Clerici
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Como, sabato 9 settembre 2006 - “Conviene
non misurare il tempo, ma conoscerne / il merito” (Ausonio,
Versi coniugali). Così scriveva il poeta latino
Ausonio alla moglie Sabina, invitandola a volergli ancora bene,
come quando il loro amore sbocciò. Ma questa riflessione
si può estendere anche per parlare del valore della poesia
e della letteratura: il tempo non fa sembrare anacronistiche quelle
opere che contengono delle “illuminazioni” sui sentimenti
universali. Come quello dell’amore coniugale, tema dell’omonima
antologia “Amore coniugale nell’antica Roma”,
(ed. Medusa, Milano, 2005), presentata nell’ambito della rassegna
Parolario, al Broletto, dal curatore e traduttore Luigi Picchi,
dal poeta e critico Vincenzo Guarracino e dal responsabile editoriale,
Giancarlo Pontiggia.
![]() Antonio Onorato e Franco Cerri a Parolario 2006 [Repertorio] |
Il libro si presenta come una preziosa selezione di brani latini sul tema (tratti dalle opere di poeti e storici), corredati da introduzioni e traduzioni ben curate.
La collana della quale fa parte anche questa antologia si chiama “Filopogon” e raccoglie testi di autori antichi, come Catone, Marco Aurelio, Pitagora, Apuleio, Cicerone e vedrà l’uscita di altre opere di Frontone e Seneca. L’intento di Pontiggia è stato ed è quello di selezionare opere classiche che abbiano una forte impronta etica, anche quando non parlano di morale. Il nome della collana, “Filopogon”, significa infatti “amante della barba”, come simbolo di saggezza. Dunque, la finalità è quella di rileggere gli autori classici, per continuare a “dialogare” con loro.
Così pare stiano per parlare al lettore dalla copertina
del libro i coniugi romani, nella fotografia che riproduce un frammento
della bellissima pittura di una casa di Pompei.
Anche le pagine che seguono si presentano come uno splendido “affresco
vario e intimo del mondo romano, ritratto nella semplicità
dei costumi e degli affetti domestici: un tema assai sentito, fin
dalle origini, nel mondo latino, ed espresso con dolorosa nostalgia
anche nelle più cupe pagine degli scrittori di età
imperiale.” (Dalla quarta di copertina). E resteremo ancora
più stupiti da questa freschezza, considerando che il valore
e il significato attribuiti al matrimonio nell’antica Roma
erano molto diversi da quelli di oggi. Nella nostra epoca, infatti,
la validità di questo istituto è legata alla scelta
consapevole e autonoma di entrambi gli sposi, mentre anticamente
non poteva esservi matrimonio “se tutti non danno il loro
consenso, quelli che si sposano e coloro sotto la cui podestà
si trovano gli sposi” (Digesto, Paolo, XXIII 2, 2):
infatti, nelle epoche passate, col matrimonio non si costituiva
una nuova cellula sociale, indipendente dalle famiglie d’origine.
Eppure, anche in questo contesto, possono fiorire sentimenti delicati
e sinceri, come quello di Plinio il Giovane per la moglie Calpurnia:
“una coppia affiatata, simbiotica e incline a una reciproca
nostalgia, dove una moglie devota è capace di amare il marito
anche attraverso i suoi libri e le sue carte” (Amore coniugale
nell’antica Roma, op. cit., p. 89).
Plinio, che è proprio originario di Como, scriverà
(...)
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![Antonio Onorato e Franco Cerri a Parolario 2006 [Repertorio]](photo/2006_09_parolario/12_03_Antonio_Onorato_Franco_Cerri.jpg)

