Un amore di zitella
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inizierà a favoleggiare anche su Iole, quando riceverà
il regalo di nozze (la Divina Commedia) col biglietto della
collega “zitella” che aveva aggiunto simpaticamente
alla sua firma anche il nome del grande poeta, Dante. Iride penserà
che si tratta di un amore segreto di Iole, la quale inizierà
allora a fantasticare sul “suo” Dante.
![]() Sulutumana Andrea Vitali e Antonio Ballerio |
Il testo teatrale darà più spazio a questa storia d’amore solo vagheggiata e immaginata: la protagonista dello spettacolo continuerà infatti a ripensare a Vittorio, “un ragazzo incontrato negli anni della guerra la sera prima che partisse per la Russia. Per non tornare più. Ma quell’incontro fatale in un certo senso la tiene in vita, nell’attesa del ritorno del suo soldatino. Questo episodio è l’antefatto che non è presente nel romanzo di Andrea Vitali, ma che, al momento di stendere la drammaturgia – afferma Marco Filatori – ho ritenuto utile inserire per approfondire ai fini teatrali il personaggio di Iole, lo stesso Vitali ha ritenuto questa scelta coerente e consonante con il clima del romanzo. Durante lo spettacolo saranno ricorrenti i momenti in cui l’ ‘amore di zitella’, sola in casa, parla con il suo amore lontano, Vittorio, come se fosse lì con lei, o gli scrive lettere che gli farà leggere al suo ritorno. Ritorno che non può che ritenere imminente. Rispetto al testo originale, quindi, c’è la scoperta di una segreta storia d’amore, più immaginata che vissuta, che rende ancora più tenera e poetica la vicenda di Iole”.
Dall’assaggio delle letture sceniche si avverte comunque la volontà di restituire il clima e le atmosfere che rendono così unici i personaggi di Vitali, anche Laura Negretti afferma infatti: “imprescindibile per noi, passando dalla pagina al palco, era riuscire a fare nostra la capacità di questo grande narratore di raccontare le luci e le ombre di un piccolo mondo, forse ormai antico ma ancora straordinariamente vivace; dovevamo trasportare sulle assi del palcoscenico la sua eccezionale abilità nel narrare la profondità della superficie. La stessa misteriosa profondità nascosta negli insondabili abissi di un lago dalla superficie apparentemente calma.”
Un grande artista (T.Gautier) aveva scritto: “Se vuoi essere
universale, parlami del tuo paese”, così ha fatto Vitali,
perché, nei suoi romanzi, “esiste un mondo dove l’infinitamente
piccolo cela l’infinitamente grande, dove la quotidianità
e la vita di tutti i giorni sono magnifici paradigmi di verità
più profonde e universali.” (L.Negretti).
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Stefania Clerici è nata a Como il 21.08.1977
e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”,
di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali;
le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz.
Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara,
Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.
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