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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 16 novembre 2006
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Parolario - Edizione 2006

Un amore di zitella

Incontro con il teatro: Andrea Vitali e Laura Negretti: dalla pagina al palco
(Lettura scenica di alcuni brani dello spettacolo teatrale "Un amore di zitella")

dalla nostra inviata Stefania Clerici

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Como, venerdì 8 settembre 2006 - Avete mai osservato il lago appena increspato dal soffio frizzante della Breva (vento da sud del lago di Como)? Il velluto azzurro dell’acqua è damascato da una “piccola intricata diavoleria” di onde, ondine, trine e merletti che vogliono come raccontare qualcosa di sommesso ma importante.

Così sono anche i romanzi di Andrea Vitali, ambientati proprio sul lago di Como: dietro un mondo di paese, all’apparenza ripetitivo, si celano in realtà altri mille piccoli mondi con altrettante piccole grandi voci.

Antonio Ballerio e Andrea Vitali
Antonio Ballerio e Andrea Vitali

E venerdì 8 settembre, in Biblioteca, abbiamo avuto il piacere di ascoltare alcune di queste voci, in occasione della presentazione del progetto di Laura Negretti che ha adattato per il teatro il romanzo di Vitali Un amore di zitella (ed. Garzanti). L’opera verrà presentata in prima nazionale al Teatro Sociale di Como il 30 marzo 2007 (ore 21), con la regia di Marco Filatori (produzione Teatro in Mostra).
Abbiamo però già pregustato degli assaggi del futuro spettacolo con la lettura scenica di alcuni brani, recitati da Laura Negretti e Marco Filatori, hanno inoltre presentato i libro e il progetto il giornalista Alberto Longatti e lo scrittore stesso, Andrea Vitali.

L’artista è nato nel ’56 a Bellano e al suo paese natale è ancora legato dall’affetto e dalla sua professione: è infatti medico di base (“un mestiere serio nella vita ci vuole” – afferma), ma anche l’altra sua vocazione, quella di scrittore, lo lega a Bellano, perché proprio ai suoi compaesani del presente e del passato s’ispirano i suoi romanzi: Il belpaese (1987), Il procuratore (premio Mont Blanc 1990), L’ombra di Marinetti (Premio Chiara 1995) e La figlia del Podestà, col quale ha vinto il Premio Bancarella. A proposito di quest’ultimo riconoscimento, Vitali ricorda proprio i commenti di due suoi compaesani, da lui bonariamente definiti “carogne”: uno gli aveva chiesto quanti soldi aveva vinto, ignorando che questo Premio non elargisce un centesimo, mentre un altro, più informato del mondo letterario, gli aveva detto che, dopo aver visto l’albo d’oro del Bancarella, o Vitali era diventato particolarmente bravo o il Premio era caduto di tono.

Ma non gli mancano altri complimenti più… piccanti, come quello di una signora, la quale gli riferì che era riuscito a farle bruciare la peperonata, ma – aggiunge – “nel mio albo d’oro ho anche un lesso. Col mio romanzo l’avevo talmente ‘menata via’…”.

Tra le sue opere “brucia-lesso” non dimentichiamo Olive comprese, presentato in anteprima a Parolario il 31 agosto con la musica dei Sulutumana, coi quali è legato da “un comune sentire che facilita il lavoro di entrambi” (come mi ha riferito nella mini-intervista prima del suo intervento in Biblioteca). Vitali e questo gruppo musicale sono legati anche da progetti comuni, tra i quali appunto quello della rappresentazione teatrale dell’anno prossimo, per la quale la band scriverà e interpreterà le musiche.

Su questa rappresentazione teatrale stupisce però un giudizio dello stesso Vitali: alla domanda di Longatti, che gli chiede che effetto gli faccia vedere così cambiato il suo lavoro, lo scrittore risponde con uno dei signorili sorrisi che lo contraddistinguono: “Un pessimo effetto. Il romanzo non è più tuo, non è più la stessa Iole, è come se le avessero messo le mani addosso.”. Per questo, l’artista afferma che non ha voluto intromettersi nel lavoro di drammaturgia, anche perché considera comunque un aspetto positivo di questo lavoro: l’opera esiste cioè al di là dell’autore.

Iole, ma chi è Iole? È la protagonista di Un amore di zitella ed è proprio la zitella del paese – Bellano, naturalmente – negli anni ’60, quando single era un termine ancora sconosciuto e Tony Renis aveva vinto “moralmente” il Festival di San Remo con la canzone Quando quando quando.

Iole “lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte” (dal risvolto di copertina del romanzo). L’ambiente di lavoro è movimentato dalla notizia della prostata del segretario comunale e dai pettegolezzi di un’altra impiegata, Iride, che (...)

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