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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 14 novembre 2006
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Il carattere del segno - copertina

Titolo: Il carattere del segno
Autore: Egisto Bragaglia
Prezzo di copertina: n.d.
Dati: 110 p. – ill. da 50 tavole – in 8° - in italiano e inglese
Anno: 2006
Editore: Tipoteca Italiana
ISBN: 88-88997-24-5

Presentazione libro di argomento exlibristico

Il carattere del segno

(pagina a cura di G.N.)

Il volume, che vi presento oggi, è il catalogo del concorso del quale abbiamo dato notizia (qui, qui, qui, e qui): "Il carattere mobile da stampa e la tipografia", giunto al suo culmine - con la premiazione - lo scorso sabato 30 settembre.

È un bel volume cartonato, rilegato a filo. Elegante nella scelta dei colori, del carattere e della carta.

Esso contiene i contributi di Egisto Bragaglia: l'introduzione, la presentazione della Tipoteca Italiana, un contributo su "Gutenberg e l'invenzione della stampa a caratteri mobili", "Riflessioni sulle norme del concorso", il regolamento, il verbale della giuria per la premiazione, le sigle internazionali per la classificazione delle tecniche incisorie. Poi si passa alla parte iconografica, con la riproduzione degli ex libris premiati e segnalati e a fronte un breve profilo biografico degli artisti; segue un florilegio di ex libris di altri partecipanti. Chiudono il catalogo gli indici, rispettivamente alfabetico per concorrenti e analitico per aree geografiche. Tutti i testi sono in italiano e in inglese.

In copertina, Frank-Ivo Van Damme, ex libris per la Tipoteca Italiana, C2, 118x90, 2006

"Il carattere del segno". In copertina, Frank-Ivo Van Damme, ex libris per la Tipoteca Italiana, C2, 118x90, 2006
(ex libris segnalato)

Riporto di seguito l'introduzione.

L'ex libris, sigillo dell'alleanza tra il lettore e il libro
di Egisto Bragaglia

L'ex libris, come si legge nei dizionari, è quel cartellino spesso ornato con fregi, figure e motti, che si applica nelle pagine dei libri per indicarne la proprietà. La locuzione latina ex libris che precede il nome del proprietario, significa «dai libri (di)», come dire «Questo libro fa parte della biblioteca di Giuseppe Bianchi».

Si legge sovente che l'ex libris sarebbe un antifurto. Davvero? Non è vero invece che un prestigioso ex libris può essere un ulteriore stimolo per i disonesti?

L'ex libris merita una seria ricerca sulla motivazione profonda che ne ha generato l'uso.

La prima domanda d'obbligo è, di per sé, chiarificatrice. Perché mai si applica, nelle pagine che precedono il frontespizio, un foglietto col nome del proprietario, adornandolo con artistiche incisioni che si riferiscono alla personalità del titolare? Perché invece non si è sentita la stessa esigenza per tutti gli altri oggetti che possediamo - gioielli, mobili, dipinti, statuette e via dicendo? Si può osservare che su taluni si fa incidere talvolta un monogramma, ma per il libro la pulsione è ben diversa.

L'ex libris è, quindi, un documento peculiare specificatamente correlato al libro e pertanto occorre iniziare dall'analisi del libro. Va rilevato che il libro non è incasellabile nelle normali categorie merceologiche nelle quali si suddividono i beni acquisibili. Per esempio, non è un bene di consumo di prima necessità e neppure un bene di consumo durevole. Tentarne la classificazione è arduo: non si consuma e può essere utilizzato senza usura, se non accidentale, da un numero elevato di singoli e di generazioni. Sotto il profilo della venalità, salvo casi eccezionali, il suo valore è modesto. Però questo oggetto, diffuso in miliardi di esemplari sulla terra, rappresenta il capitale più importante della civiltà umana. Verificandone l'essenza, si rileva che il rapporto uomo-libro è analogo a quello che esiste negli elaboratori elettronici tra la memoria interna, che racchiude le procedure di elaborazione e le memorie esterne, che contengono ogni genere di informazioni.

Nell'uomo l'esperienza diretta costituisce la fonte cognitiva primaria, ovviamente di circoscritte dimensioni. Per attingere dall'esperienza altrui, esistono i libri, che ci offrono la possibilità di assumere, in ogni settore, la conoscenza che ci occorre scegliendo tra l'enorme massa di informazioni, accumulate in tutti i tempi e in ogni paese. Si potrebbe credere che la funzione del lettore, riferita al libro, sia sostanzialmente passiva.

La verità è del tutto diversa. Il libro senza lettore è come se non esistesse: è una semente che non germina, è un frutto che cade e marcisce perché nessuno lo coglie. Dal libro l'uomo assume cognizioni come dal cibo ricava calorie. Il sapere, con un processo di metabolismo intellettuale, entra a far parte della personalità, trasformandosi e combinandosi con l'esistente. Così ogni lettore trasforma a suo modo i valori che preleva, anzi l'assunzione è diversa nello stesso soggetto, quando avviene in tempi successivi, a un livello di conoscenza mutato, per l'accumularsi di nuove esperienze. Il lettore è dunque un partecipante attivo dell'esistenza del libro, oltre che un punto d'arrivo obbligato.

Queste considerazioni sono sufficienti a chiarire il rapporto che lega il proprietario a questa sua particolare proprietà. Che il lettore tenda istintivamente a presentarsi assieme all'autore, come elemento complementare dell'opera, è un'aspirazione del tutto naturale.

L'ex libris, nella sua espressione più alta, è la conferma di un collegamento avvenuto, il sigillo dell'alleanza, anzi dell'apparentamento tra il lettore e i suoi libri.

I due poli libro-lettore si congiungono con il passaggio delle idee dall'uno all'altro ed è naturale che il lettore senta il desiderio di segnare il suo nome accanto a quello dell'autore, lasciando una traccia della sua personalità, destinata a coloro che più tardi si apprestassero a trarre dallo stesso libro i benefici ricercati.

È superfluo precisare che questa analisi si riferisce agli archetipi del libro e dell'ex libris, trascurando ogni degenerazione o mutazione.

Si deve rilevare che alla motivazione di fondo si sono affiancati altri stimoli: il candido narcisismo dello specchiarsi nel proprio nome, stampato su di una serie di foglietti artisticamente ornati e ancor più la vocazione ancestrale di lasciar traccia della propria esistenza. Con l'ex libris il bibliofilo affida il proprio nome al libro, oggetto apparentemente caduco, ma capace di attraversare i secoli in virtù dei suoi contenuti e spera così di consegnare al futuro memoria della sua presenza culturale. Ora possiamo tornare all'ex libris, anzi, alle sue origini.

Entrato nell'uso cinque secoli or sono, con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, come foglietto adornato con una xilografia, ha dato seguito alla tendenza già esistente di contrassegnare in altro modo, ma con le stesse finalità, codici manoscritti, papiri e anche tavolette di argilla delle civiltà più antiche.

Per secoli, celato fra le pagine dei volumi nella silente serenità delle biblioteche private, ha svolto la sua funzione senza uscire dai luoghi destinati a conservare i libri. Scoperto verso la metà dell'Ottocento, i collezionisti ne hanno propagandata la diffusione.

Il fascino dell'arte incisa è stato assicurato da alcuni grandi artisti che nel corso dei secoli si sono dedicati alla loro esecuzione, primo fra tutti Albrecht Dürer.

Fino alla Rivoluzione Francese sono prevalsi gli stemmi araldici, successivamente le immagini si sono avvalse di simboli, allusioni e metafore per rappresentare aspirazioni, riflessioni e speranze dei titolari.

In tutti i secoli è stato rilevante l'uso dell'ex libris da parte delle biblioteche e di istituzioni aperte al pubblico, che nel contrassegno di possesso hanno trovato l'occasione per qualificarsi.

Il Museo del Carattere e della Tipografia della Tipoteca Italiana che, con fervente attività, ha già raccolto un rilevante numero di macchine tipografiche e di serie di caratteri in uso nel fertile periodo dei caratteri mobili, ora si appresta a potenziare la propria biblioteca e, in omaggio alla nobile tradizione, la vuole dotare di un ex libris degno dei valori culturali rappresentati dall'argomento.

La collettività mondiale degli artisti e dell'arte incisa, che si dedicano alla creazione dei contrassegni librari, con il concorso internazionale ha offerto risposte veramente pregevoli a una proposta ispirata ai valori dell'arte e della cultura.

 

Per saperne di più:
Tif - Tipoteca Italiana fondazione
Via Canapificio, 3 - 31041
Cornuda (Treviso) - Italia
tel. +39.0423.86338
www.tipoteca.it - info@tipoteca.it

 

(Artifex ha ricevuto in omaggio una copia del libro presentato)


Altre notizie:

Regolamento concorso ex libris: 7° Concorso Internazionale Grafico per Ex Libris Gliwice 2007

Presentazione libro di argomento exlibristico: Ex libris genovesi

Incontro scambio ex libris: 8° Jamboree internazionale per collezionisti e artisti, Malbork 2007

Concorso ex libris: 21a Mostra Biennale Internazionale di ex libris moderni, Malbork 2007

Mostra di opere grafiche: Remo Giatti a Timisoara


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