Orizzonti possibili: ipotesi di fantascienza
Pagina 1 | Pagina 2
(...) Pure questo studioso sostiene che parlare di "ipotesi di fantascienza" significa in fondo parlare di psiche umana, perché a volte può succedere che i mostri siamo noi. Come nel caso di un suo racconto, in cui il protagonista è un essere spaziale, un mostro femmina con tre teste: una rappresenta il lato emotivo, un'altra quello emozionale e l'altra ancora quello scientifico. Quando deve imbarcarsi sull'astronave, le devono tagliare una testa e quale verrà scelta? Quella che rappresenta le emozioni, quella dei sentimenti o quella della scienza? L'enigma non si è risolto, anche perché Cremaschi ricorda un pensiero di Aristotele: "Non è funzione del poeta riferire ciò che è accaduto, bensì ciò che potrebbe accadere: ciò che è possibile in accordo con la legge di probabilità e necessità.".
L'accostamento
tra poesia e fantascienza non è casuale, perché Cremaschi
afferma che il genere fantascientifico non dovrebbe essere "solo
tecnologicamente corretto", ma "ispirarsi a tutta quanta
la nostra ricchezza umanistica, vale a dire quell'immenso bagaglio
che nel sapere filosofico, etico, politico e religioso forma la
cultura mediterranea. In sostanza si pensava a una letteratura che
portasse un valore d'arte e di poesia".
Anche Picchi (docente a Como, poeta e saggista) sostiene che la fantascienza sia caratterizzata da una "vocazione umanistica": c'è chi afferma infatti che nel nostro Paese manchi una vera letteratura fantastica come quella europea, eppure possiamo considerare degni precursori di questo genere Marco Polo, Dante, Ariosto, fino a Leopardi, che, nelle Operette morali, in particolare in quella intitolata La proposta fatta agli Accademici dei Silografi, prospetta l'ideazione e la produzione di veri e propri automi, di robot. E se Leopardi nella sua Recanati già profetizzava un eccessivo e incontrollato progresso tecnologico, anche Salgari, capitano di marina fallito, nel suo "stanzino torinese", intrecciava storie fantastiche su universi inquietanti.
Ci trasporta invece nell'universo dell'infanzia e dei cartoni animati l'ultimo gradito omaggio di Paola Bonfadini, che, dopo aver deliziato gli ascoltatori con il suo intervento, ha concluso la conferenza sulle note di Ufo Robot: "Mangia libri di cibernetica / insalate di matematica / e a giocar su Marte va./ Lui respira nell'aria cosmica / è un miracolo di elettronica / ma un cuore umano ha./ Quando schiaccia un pulsante magico / lui diventa ipergalattico / lotta per l'umanità. ma chi è? – ma chi è?" (Ufo Robot, di L.Albertelli, V.Tempera, A.Tavolazzi).
In fondo, anche la fantascienza può essere il nostro pulsante
magico per volare via dalla pesantezza della Terra, quando abbiamo
voglia di "giocare su Marte".
««
torna all'inizio dell'articolo «« - Fine dell'articolo
Per saperne di più:
http://www.parolario.it
Stefania Clerici è nata a Como il 21.08.1977
e risiede a Lurago Marinone (CO).
Laureata in Lettere Moderne, insegna al Liceo Classico Statale “A. Volta”,
di Como ed è attiva nell'organizzazione di mostre e conferenze.
Ha ricevuto premi e riconoscimenti a Concorsi letterari nazionali e internazionali;
le sue poesie sono pubblicate nelle raccolte L'addio delle nubi (Ediz.
Poeti nella Società, Napoli, 2002), Oltre, Edizioni Gruppo Fara,
Bergamo, 2005 e Tibidabo, Ediz. Artistiche Il Salotto, Como, 2006.
| Altre notizie: |
© Artifex 2006 - Tutti i diritti riservati.



