Orizzonti possibili: ipotesi di fantascienza
dalla nostra inviata Stefania Clerici
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Como, martedì 5 settembre 2006 - Avete mai pensato che l'austera torre del Broletto di Como si potesse trasformare in un'astronave? In un certo senso così è avvenuto con l'immaginazione, perché la Sala di quel Palazzo è diventata teatro di riflessioni su oltremondi e nuove frontiere in occasione della conferenza del 5 settembre "Orizzonti possibili: ipotesi di fantascienza", con la partecipazione di Paola Bonfadini, Inisero Cremaschi e Luigi Picchi.
I partecipanti alla conferenza sono stati dunque trasportati come su una nave spaziale dalle riflessioni dei tre studiosi che hanno trattato con versatilità un argomento - quello della fantascienza - difficile da affrontare con chi non è appassionato o non conosce il genere. "Subito ti parlano della Fantasy. O degli Ufo. E si casca in un appiccicoso malinteso. Oggi, forse, nessuno pensa più agli omini verdi o ai lumaconi galattici. Ma gli equivoci non mancano. In genere, il profano non sa che la fantascienza spazia sull'intera società, sugli universi possibili e anche su quelli immaginari. La fantascienza, a volte, anticipa ipotesi poi confermate dagli scienziati" (I.Cremaschi).
![]() Davide Fent e Veruska Armonioso - repertorio |
Quello fantascientifico non è quindi un genere minore, come vorrebbero lasciar intendere alcuni critici letterari; anche Paola Bonfadini - docente a Brescia, studiosa di arte e saggista – sottolinea come "le varie civiltà, nei secoli, hanno costruito con sapienza ed efficacia dimensioni alternative e parallele in cui dar forma a sogni e bisogni importanti". Parlare di fantascienza significa quindi parlare anche di desideri o paure nascoste, poiché "il filo conduttore di una produzione tanto sterminata può essere rappresentato dal concetto di 'Altrove': infatti, la creazione di mondi 'altri' diviene la possibilità di esprimere più liberamente aspirazioni ed esigenze della società umana, inquietudini e ideali [.]. Non manca un Altrove 'eroico' tipico della produzione televisiva, cinematografica e di animazione degli ultimi decenni, comparsa in Italia specialmente dagli anni Settanta del Novecento: [.] serie televisive famose come Star Trek, Spazio 1999 o Il Prigioniero, e film come Guerre stellari o Matrix hanno contribuito a plasmare l'immaginario televisivo fantascientifico di generazioni di spettatori."
E proprio dagli anni Settanta, nel nostro Paese, inizia a diffondersi con successo questo genere, grazie all'unica produzione televisiva italiana di quegli anni, intitolata A come Andromeda, con la sceneggiatura di Inisero Cremaschi e attrici del calibro di Paola Pitagora. Con 13 milioni di spettatori, per l'epoca fu quello un successo degno di essere ricordato come una pietra miliare della storia del genere. In A come Andromeda recitò lo stesso Inisero Cremaschi, giornalista pubblicista, scrittore e anche disc-jockey per la radio. E del disc-jockey gli è rimasta ancora la verve, quando ha affermato che è forse diventato più famoso come rompiscatole che come fantascientista, anche se non dobbiamo dimenticarci che ancora oggi circola la voce che Cremaschi sia il padre della fantascienza italiana. (...)
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