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Titolo: Salvator Rosa - L'uomo, l'artista, l'antesignano Autore: Egisto Bragaglia, Teresa Grossi, Marcello Perelli Prezzo: 25,00 euro (al 27 agosto 2006) Dati: 159 p., ill. da XXXII tavole, in 4° Anno: 2006 Editore: Antiga Edizioni ISBN: 88-88997-20-2 |
Presentazione libro
Salvator Rosa
L'uomo, l'artista, l'antesignano
Il libro - Gli autori
Salvator Rosa
(Arenella, Napoli, 1615 – Roma 1673)
Ha
conquistato un posto eminente nella storia dell’arte con i
suoi dipinti di dinamiche Battaglie e di Paesaggi, animati da spiccata
espressività.
Per le incisioni, che rappresentano popolani o scene mitologiche,
viene considerato uno dei maggiori incisori italiani del Seicento.
Lo troviamo fra i classici della letteratura per sette violentissime
e colorite satire, dirette a colpire la corruzione.
Ha conquistato tra i contemporanei una calorosa popolarità
come attore comico. Ha partecipato attivamente alla formazione delle
Accademie, che allora fiorivano per sostenere l’arte e la
cultura.
La sua vitalità inesauribile ha stimolato la fantasia popolare
e anche quella degli storici e dei romanzieri, tanto che il suo
nome ha assunto il valore di un mito.
Il quaderno degli schizzi e studi di Salvator Rosa ha attraversato
i secoli, gelosamente conservato dai suoi successori diretti. Ora
quella serie di significativi disegni, che costituiscono una preziosa
documentazione dell’arte di Salvator Rosa, può essere
presentata agli studiosi, ai critici e agli amatori d’arte.
La presentazione del quaderno degli schizzi è corredata da
una biografia di Salvator Rosa, frutto di attente ricerche sui testi
antichi o moderni, tra le cronache apologetiche e le ricostruzioni
romanzesche che lo descrivevano come un combattivo brigante ed anche
tra le acide critiche dei detrattori, dalla quale emerge un’interpretazione
seria e documentata, che mette in luce un Salvator Rosa esuberante
ma malinconico, severo nei giudizi verso i potenti, ma cortese e
amabile nei rapporti umani, comunque alieno da ogni genere di violenza
fisica.
Dalla lettera di Marcello Perelli a Giancarlo Nicoli
Ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza, dal 1934 al 1944, nella città di Amelia, risiedendo nella signorile abitazione dove era vissuto, sino al 1923, Edilberto Rosa, il più importante discendente di Salvator Rosa. In quell’accogliente residenza, ospite di mia zia che l’aveva ereditata, trascorrevo ore e ore delle mie giornate ad ammirare opere d’arte gelosamente conservate, attraverso il passaggio di varie generazioni, dell’illustre pittore Salvator Rosa. In particolare nella stanza da letto di Edilberto, entro mobili antichi, erano diligentemente ordinati incisioni, libri, documenti e lettere. In particolare ero costantemente attratto da un brogliaccio di cinquantadue fogli sui quali Salvator Rosa aveva disegnato con l’inchiostro studi, schizzi e ricerche, come usano fare gli artisti nella fase preparatoria delle incisioni. Mi sono via via convinto che quelli sono documenti importanti per la conoscenza della’rte di Salvator Rosa, tanto che negli anni dell’adolescenza decisi che avrei fatto tutto il possibile per pubblicarle. Nel corso della vita ho cercato più volte soluzioni utili per conseguire l’obiettivo, parlandone anche con autorevoli critici d’arte, che m’incoraggiarono a farlo.
Ora sono giunto a un’età che non consente ulteriori
ritardi.
Per corredare la riproduzione degli studi e degli schizzi con un
profilo biografico aggiornato con le più recenti ricerche
storiche, ho pregato Egisto Bragaglia di descrivere il corso e il
senso di un’esistenza che ha visto Salvator Rosa occupare
una posizione di rilievo tra i maggiori personaggi del Seicento
nei settori della pittura, dell’incisione, della poesia, e
persino della cultura de della vita sociale.
Bragaglia, già noto come studioso della storia dell’arte
incisa, ha accolto di buon grado la mia richiesta in quanto si è
sempre interessato alla vita e alle opere di quel vivacissimo personaggio,
antesignano nell’arte e nella vita.
Ho sciolto così il mio impegno e spero vivamente che l’opera sia gradita.
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