Congresso DEG 2006 - Zwickau, 27 aprile – 1 maggio
di Giancarlo Nicoli
... Nel pomeriggio
mi sono finalmente dedicato al congresso e agli amici.
Alle 14.00 era prevista una dimostrazione di stampa da parte di
Siegfried Otto Hüttengrund, nel vicino “Atelier der Galerie
am Domhof” (il secondo evento culturale del congresso). Non
ci sono andato solo perché non capisco la lingua tedesca,
non avrei avuto beneficio.
Nel gruppetto degli italiani (inserisco anche l’italiana d’elezione
Cernetsova) c’erano Spartaco Cadioli, Natalija Cernetsova,
Dante Fangaresi, Silvio Forni, Giorgio Frigo, Mauro Mainardi, Mario
Micheletti e signora, Stefano Patrone, Paolo Rovegno. Scambi non
ne ho fatti, perché ho pochi ex libris e non mi sembra il
caso. In compenso ho assistito a un po’ di scambi altrui,
cercando di capire che cosa piace e che cosa no, quali sono le tendenze.
Sono rimasto in compagnia soprattutto della Cernetsova, di Mainardi
e di Patrone. Con Patrone siamo scesi al bar dell’albergo
a prendere un the, abbiamo incontrato tra gli altri l’artista
Marius Liugaila, che ho così potuto conoscere personalmente.
Tornati in sala scambi, abbiamo scattato numerose foto ricordo,
mi son prestato a fare da paparazzo per Patrone (con la sua macchina
fotografica), l’ho fotografato con una dozzina di persone
diverse.
| Regina Franke inaugura il congresso |
L’organizzazione aveva previsto uno spazio da dedicare ai commercianti di ex libris (quest’anno c’erano Klaus Wittal e Bert e Marcela Groenveld) e un banco curato dalla locale libreria Gutenberg, dedicato alla vendita di libri soprattutto storici dedicati a Zwickau – tutti rigorosamente in tedesco.
Alle 19.00 si è svolta l’inaugurazione ufficiale del congresso, “alla tedesca”, quindi con dettagliati resoconti del Presidente, delle autorità e dell’organizzazione, inframmezzati da momenti di “kultur”, in questo caso l’esibizione di un pianista (che ha suonato musiche ovviamente di Robert Schumann) e quella di una cantante, accompagnata dal pianoforte. La Galleria d’arte al Duomo, sede dell’inaugurazione, ospitava tre mostre (il terzo evento cui mi riferivo prima) in contemporanea: una di ex libris di artisti non soci DEG; una di P.F. di artisti soci; una di ex libris di artisti soci. I soci sono stati chiamati a votare il P.F. preferito e l’ex libris di artista socio preferito.
Per cena siamo tornati da “Wenzel”, ma questa volta qualcuno del gruppo si è preso la briga di prenotare, quindi siamo entrati tutti. Divisi su due tavoli, eravamo tutti gli italiani più la Cernetsova più la signora collezionista Natalie Dietrich. Ancora una volta ho bevuto una birra weiss da mezzo litro. Quale piatto unico ho invece scelto un “Prager Schwarzbierrolle”, cioè carne di maiale con pane al latte, patate, verdure e crauti cucinati in salsa scura. Un piatto talmente abbondante che non l’ho nemmeno terminato. Per dolce ho preso le crêpes della casa; ecco, quelle non mi sono piaciute perché erano troppo dolciastre, non erano ripiene di crema pasticcera come avevo immaginato ma di panna. Un vero mattone.
Domenica 30 aprile 2006
La mattina, circa alle otto e mezza, ci instradiamo verso Dresda. Nota come Elbflorenz, la Firenze dell'Elba, è famosa anche perché, tra il 13 e il 14 febbraio 1945, successivi bombardamenti congiunti britannici e americani distrussero il centro cittadino, causando la morte di 35.000 persone.
| Il cortile interno dello Zwinger affollato di turisti e cittadini |
Il collegamento da Zwickau è diretto, sono centoventi chilometri quasi tutti su un’autostrada scarsamente trafficata. Impieghiamo qualcosa meno di due ore per raggiungere il centro della città. Siamo fortunati, un parcheggio a pagamento è proprio a due passi dalla piazza principale.
Confesso che siamo andati a Dresda senza alcuna pianificazione, abbiamo deciso la gita all’ultimo momento. La buona sorte è con noi, perché a poche decine di metri dal parcheggio abbiamo trovato l’ufficio del turismo, nel quale ho acquistato una guida della città (in italiano) a 7,00 euro. ...
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