Congresso DEG 2006 - Zwickau, 27 aprile – 1 maggio
di Giancarlo Nicoli
... negozi e restare in un ambiente confortevole anche quando “di fuori” le condizioni meteo sono avverse – il che qui avviene spesso. Volevamo visitare anche la Katharinenkirche, ma ci siamo accontentati di guardarla dall’esterno, dato che la chiesa era chiusa.
| Il castello di Hinterglauchau |
L’organizzazione del congresso ha proposto tre eventi culturali.
Il primo era previsto quel giorno.
Alle 17.00 siamo andati in gita con l’autobus (noleggiato
dagli organizzatori) al castello di Hinterglauchau, per visitare
il castello stesso (bello, ben conservato, tanta bella arte specialmente
barocca, con molti arredi d’epoca e sede di un piccolo museo
sul modello del nostro Poldi Pezzoli, sebbene molto meno ricco)
e una mostra di ex libris erotici e memento mori (il titolo in tedesco
e latino è perfettamente comprensibile: “Ex libris
zwischen ars erotica & memento mori”). Riporto qualche
foto, nella pagina del racconto
per immagini, anche di questa escursione.
È stato un bel pomeriggio di sole, dopo che la mattina aveva invece piovuto. Sulla strada, tra Zwickau e Hinterglauchau, siamo passati nei pressi di uno stabilimento Wolkswagen. Ho notato poco traffico per strade e autostrade, è una zona tranquilla. La fabbrica WV è raggiunta dai binari della ferrovia, presumo che la maggior parte del traffico relativo alla produzione passi di lì.
Al rientro, incontriamo Natalija
(Cernetsova) e Stefano (Patrone)
che ci invitano a cenare con loro e con gli altri amici italiani.
La sera prima, erano andati in un posticino nei pressi dell’albergo
e si erano trovati bene sia con la qualità del cibo che con
i prezzi, mentre noi non eravamo usciti, eravamo a posto con le
provviste preparate per il viaggio. Alle otto circa eccoci da "Wenzel".
È un ristorante-birreria che offre piatti della cucina praghese
(Praga dista 250 chilometri da qui – Berlino ne dista 300).
Eravamo un gruppetto numeroso, nel locale non c’era posto
per tutti. Ci siamo annunciati a una cameriera e siamo rimasti in
attesa all’esterno, appena fuori dalla porta. Intanto che
questa cameriera controllava il numero di posti disponibili, alcuni
tedeschi (non hanno capito che stavamo aspettando il posto per sedere?)
hanno saltato la fila e ci sono passati davanti. Tutto il mondo
è paese… Il risultato è che siamo entrati in
quattro, io, mia moglie, Natalija e Stefano. Gli altri amici sono
stati molto discreti, ci hanno salutato senza far pesare la situazione
e si sono cercati un’altra destinazione.
L’interno è accogliente e in stile rustico. La carta
del menù per turisti è ben congegnata, poiché
si tratta di un foglio ripiegabile che è possibile portare
con sé (è grazie a questo che mi ricordo il nome del
ristorante). Essa riporta le fotografie, chiare e dettagliate, dei
piatti disponibili: anche senza conoscere il tedesco, ordinare è
facile. Le bevande arrivano subito (ottima la birra weiss, avevano
la Paulaner), per avere il cibo invece abbiamo dovuto aspettare
più di un’ora. Ho mangiato il “Prager Schinken”,
una sorta di bistecca fatta di prosciutto di Praga, con puré
e verdure quali contorni. Quale dolce ho preso frutti di bosco caldi
con gelato alla vaniglia. Cena buona e di costo contenuto.
| Pannello della mostra “Ex libris zwischen ars erotica & memento mori” |
Anche sabato mattina siamo andati in giro per il centro. Nevicava…
Io ho esplorato penso tutte le librerie possibili, alla ricerca
di libri su Zwickau in italiano, o almeno in inglese. Avremmo voluto
capire di più la città in cui ci trovavamo. Non ho
trovato assolutamente nulla. Le librerie hanno pochissimo materiale
sulla propria città, e tutto è rigorosamente in tedesco.
Non c’era neppure alcun quotidiano in lingua straniera (che
so, il Financial Times, per esempio). Peccato. Non me l’aspettavo.
Pazienza, la prossima volta mi organizzerò meglio.
Ci siamo limitati a gironzolare per negozi, cercando per quanto
possibile di respirare un pochino l’atmosfera, i profumi dei
cibi, le parole delle persone. Passeggiando per le vie guardavamo
le vetrine, i passanti, le architetture, alla ricerca della peculiarità
del luogo. ...
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