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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 3 giugno 2006
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Il profilo storico

Adolfo De Carolis, il Liberty, gli ex libris

di Luca Ceccarelli

... nella qualità della carta, nello stile del testo e nelle illustrazioni esterne e di copertina. Su questo piano, il connubio di sensibilità estetica con Adolfo De Carolis è certamente felice e fortunato. La produzione artistica di De Carolis è certamente considerevole, non solo per le illustrazioni librarie, ma anche per il discreto numero di ex libris realizzati.


Adolfo De Carolis, ex libris
"O spezzar o Giungere"

In entrambi i settori l’artista marchigiano ha saputo ridare nuova linfa alla xilografia, in cui aveva esordito, curiosamente, nel 1899 con un ritratto a due legni della futura moglie Lina. De Carolis riporta in auge l’abilità nel chiaroscuro tipica dei grandi xilografi del Rinascimento, come Ugo da Carpi, fondamentale per la sua produzione in tale campo. Fondamentali fonti di ispirazione grafica e simbolica sono altresì, per il Nostro, l’arte prerinascimentale (specialmente le terrecotte invetriate dei Della Robbia) e il Liberty (1), nome con cui in Italia è definita la corrente dell’Art Nouveau (nota anche, da noi, con la definizione di Stile Floreale), che successivamente cedono in parte il posto all’arte del Rinascimento. Il suo talento di xilografo ha illuminato una serie di allievi, come Gino Barbieri, Francesco Nonni, Diego Pettinelli, Dario Neri, Antonello Moroni, Dante De Carolis, Ettore Di Giorgio, Carlo Guarnieri.

Accanto all’attività prettamente artistica, e a quella di illustratore librario, Adolfo De Carolis ha sviluppato un’interessante attività di saggista. Lo vediamo ne L’estetica del paesaggio, pubblicato sul «Leonardo» il 29 marzo 1903, o in Arte decorativa moderna, apparso su «Hermes» dell’aprile 1904, o ne L’Arte popolare italiana, pubblicato su «La Fionda» il 3 ottobre 1920. Ma di particolare importanza, dal nostro punto di vista, è soprattutto il trattatello del 1924, La Xilografia (La Fiamma, Roma).

Nella bibliografia relativa a De Carolis illustratore-xilografo i primi interventi sono quelli di chi gli dedica spazio tra i migliori illustratori contemporanei: già nel 1927 Cesare Ratta lo inserisce nella sua opera Gli adornatori del libro in Italia, e alcuni anni dopo Luigi Servolini ne scrive nel suo saggio su La decorazione e l’illustrazione del libro nell’«Almanacco Italiano» del 1933. Per quanto riguarda gli scritti a lui specificamente dedicati, più che l’ormai datato studio di Paolo Orano, Adolfo De Carolis del 1939, con appendice di Cornelio Di Marzio, che pure resta la prima monografia dedicata all’artista, può essere interessante, pur nella sua brevità, il breve discorso commemorativo che ne fece nel 1950 Bruno da Osimo (al secolo Bruno Marsili), illustratore conterraneo del De Carolis, che si dedicò anch’egli ampiamente alla xilografia: In memoria e in gloria del maestro Adolfo De Carolis. Più recenti e più approfonditi due volumi apparsi nel 1992: quello di Simonetta Giambi Di Pino, Adolfo De Carolis: il piacere dell’arte, e il volume a cura di Guido Tucci Adolfo De Carolis xilografo e illustratore con la riedizione anastatica de La Xilografia, e un intervento critico di Rossana Bossaglia. Nel 2003, infine, Silvia Zanini ha pubblicato lo studio Adolfo De Carolis e la xilografia, uno studio sulla decorazione del libro tra Otto e Novecento.


Adolfo De Carolis, ex libris per
Eleonora Duse

Un altro filone bibliografico per noi degno di nota è quello di autori che, dedicandosi a D’Annunzio e all’illustrazione libraria, in modo diretto o indiretto hanno rivolto la propria attenzione anche a De Carolis. Primo tra tutti, in ordine di tempo, Cornelio Di Marzio su «Rivista italiana del dramma» del luglio-novembre 1939 con il suo intervento Lettere di D’Annunzio a De Carolis per le illustrazioni delle tragedie, rispetto a cui può costituire un’interessante integrazione l’articolo di Maffio Maffii Le lettere inedite di D’Annunzio a De Carolis. Le ansie di D’Annunzio per far bella la Francesca da Rimini, comparso sul Messaggero di Roma il 14 aprile 1950, a cui ha fatto seguito, sempre sul Messaggero, il 19 aprile dello stesso anno, Gabriele e Adolfo uniti nel fervido lavoro e nel successo. Ancor più interessante, per il talento della penna che lo ha firmato, può essere il volume del 1957 dello ...

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(1) Arthur Lasenby Liberty, nel 1875, aveva fondato a Londra “Liberty & Co.”, un’azienda specializzata nel commercio di oggetti d’arredamento di grande pregio, specialmente di provenienza orientale. In anni successivi cambiò stile, avvicinandosi al movimento estetico degli anni 1890 e all’Art Nouveau. Solo in Italia, l’Art Nouveau prese il nome di Stile Liberty, per via di quel negozio londinese.

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