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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 3 giugno 2006
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Il profilo storico

Adolfo De Carolis, il Liberty, gli ex libris

di Luca Ceccarelli

Adolfo De Carolis (o De Kàrolis, come si firmava nelle illustrazioni librarie), nasce nel 1874 a Montefiore dell’Aso, in provincia di Ascoli Piceno. Diplomatosi nel 1892 all’Accademia di Belle Arti di Bologna, grazie a una borsa di studio conferitagli dalla provincia di Ascoli si trasferisce a Roma, dove frequenta per tre anni la Scuola di decorazione pittorica annessa al Museo Artistico Industriale (chiuso e smembrato nel 1957). Ne esce con il diploma e una medaglia d’oro. A Roma conosce Nino Costa, pittore affermato, che nel 1886 aveva fondato il gruppo «In arte libertas», di tendenza preraffaellita, di cui De Carolis farà parte dal 1897 al 1901. Quella dei preraffaelliti è una maniera pittorica che non lo lascerà per tutta la vita. In questi anni, mentre esegue i suoi primi lavori pittorici, rimane particolarmente affascinato dalle terrecotte invetriate dei Della Robbia. Nel 1901 si trasferisce a Firenze, dove ha ottenuto la cattedra di ornato all’Accademia di Belle Arti. Qui si sposerà, l’anno dopo, con Lina Ciucci, che gli darà cinque figli.


Adolfo De Carolis, ex libris per Vincenzo Pilotti

Al periodo fiorentino risale il suo esordio nella xilografia e nell’illustrazione libraria, dove nei primi tre decenni del nuovo secolo l’artista campeggerà con il suo talento, arricchendo di illustrazioni e xilografie i libri dei due più grandi poeti del primo Novecento italiano che in quegli anni venivano pubblicati: per Gabriele D’Annunzio illustra la Francesca da Rimini (1903), esegue xilografie per la Figlia di Jorio (1904) e il Notturno (1917), disegni per La fiaccola sotto il moggio (1905) e per la seconda edizione delle Laudi (1908), la Freda (1909), il terzo libro delle Laudi, Alcione (1911) e il quarto libro delle Laudi, le Canzoni delle gesta d’oltremare (1912). Per Giovanni Pascoli esegue l’illustrazione delle copertine delle Myricae e dei Canti di Castelvecchio (1903), e i disegni per le illustrazioni dei Primi Poemetti e dei Poemi Conviviali (1904), i Nuovi Poemetti (1909), Odi e Inni (1911), Carmina (1914).

Ma la sua opera di illustratore non si limita alla produzione dei due “poeti laureati”, estendendosi ad altri episodi significativi della cultura letteraria di quegli anni: dalla testata della rivista «Il Leonardo» (1903) a quella della rivista «Hermes» (1904), dalla copertina per la raccolta Le Fiale di Corrado Govoni (1903), alle illustrazioni, sempre nei primi anni del nuovo secolo, per le riviste Novissima e Il Regno, alle xilografie con illustrazioni sulla vita popolare pubblicate nel 1908 per Il Piceno, che ad avviso di molti restano le migliori tra tutte.

Nel 1922 De Carolis torna a Roma, chiamato alla cattedra di scenografia dell’Accademia di Belle Arti, senza interrompere la sua attività di illustratore librario, che continua negli anni Venti con l’illustrazione della copertina dell’«Almanacco Italiano» (1923), le bellissime illustrazioni dei Fioretti di San Francesco con trentadue legnetti rettangolari per l’editore Zanichelli, per il quale aveva iniziato nel 1921 le illustrazioni per la raccolta della collana Poeti greci, a cura del grande studioso Ettore Romagnoli, che saranno terminate dopo la sua morte da Antonello Moroni e Diego Pettinelli. Muore improvvisamente nel febbraio del 1928, a soli 54 anni, probabilmente per un infarto, e viene sepolto nel cimitero del Verano, da cui sarà trasferito nel 1950 a Montefiore, dove sarà tumulato nella monumentale chiesa di San Francesco.

 


Adolfo De Carolis, ex libris IBS,
"Per correr miglior acqua"

Senza dubbio importante resta l’attività di De Carolis come pittore, specialmente di vaste decorazioni murali (il Salone dei Quattrocento del Palazzo del Podestà a Bologna, iniziato nel 1910 e portato avanti fino alla morte; l’Aula Magna dell’Università di Pisa, dal 1916 al 1920, poi distrutta nella Seconda guerra Mondiale; la Sala del Consiglio Provinciale di Arezzo, nel 1922; la Cappella di San Francesco a Padova, nel 1925; la Cappella della Villa Puccini a Torre del Lago, nel 1926).

Ma il contributo più interessante è quello fornito dall’artista nell’ambito dell’illustrazione libraria e degli ex libris. La rinascita di interesse intorno all’illustrazione libraria e agli ex libris caratteristica della fine dell’Ottocento e dei primi del Novecento, su impulso dell’Art Nouveau, ha avuto in Italia un’eco assai più tarda e attutita rispetto a quella di altri paesi europei. Tale rinascita è dovuta in buona misura all’impegno profuso da Gabriele D’Annunzio, più di altri proiettato verso una concezione del libro non soltanto come mero supporto materiale del testo, ma oggetto artistico autonomo, meritevole della massima cura ...

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