La doppia anima degli ex libris di Natalija Cernetsova
di Stefania Clerici
Nella vita e negli incontri degli artisti – soprattutto di
alcuni – spesso s’intrecciano la poesia e la semplice
quotidianità. E io devo ringraziare un banale paio di collant
rotti per aver conosciuto la grande acquafortista lettone Natalija
Cernetsova (Riga, 1969). In occasione di uno dei suoi viaggi
in Italia, ci eravamo già viste in casa di un importante
ex librista, il Maestro Ernesto Guffanti; tuttavia
non avevamo avuto modo di parlare molto. Proprio il giorno successivo
la incontrai di nuovo alla stazione, perché anche lei era
diretta a Milano, ma aveva perso il treno precedente, dato che le
si erano rotti i collant e aveva dovuto comprarne un altro paio.
Durante il viaggio, abbiamo potuto così chiacchierare e approfondire la nostra conoscenza: Natalija ha infatti una grande padronanza dell’italiano, molto rara per chi l’apprende come lingua straniera.
In precedenza avevo già conosciuto l’artista per fama, anche perché avevo ammirato le sue acqueforti: un mondo di leggende e miti fioriti tra mari del Nord e architetture italiane, una percezione di trafitture e volute sinuose che affascina e inquieta. “Natalija ha ricercato e trovato il suo modo di esprimersi, attingendo per quanto attiene alle tematiche alla tradizione nordica (nel caso baltica) dove la natura, il sacro e la mitologia non hanno mai confini ben definiti. Ad un’attenta osservazione si evidenzia come le divinità mitologiche siano per lo più derivate dalla tradizione mediterranea greco-romana” (Beccaletto): nelle incisioni e negli ex libris della Cernetsova si respira infatti questa doppia anima che risuona del canto delle antiche pietre di Riga – città natale dell’artista – e della voce italiana di paesi e personaggi che sembrano parlare con i tratti dolci e forti delle sue opere.
Natalija stessa, in un suo intervento, ricorda proprio la capitale lettone dov’è nata: “Le torri appuntite gotiche disegnano il ben conosciuto panorama di Riga. Si notano gli elementi rinascimentali, ricchi ornamenti barocchi, forme classiche e la fantastica esplosione creativa negli eleganti palazzi in stile Liberty, di cui Riga può vantarsi. Le scintillanti acque del fiume Daugava, una collana verde di parchi, la musica nelle piazzette, una pittoresca cornice per la città che respira un’atmosfera magica e favolosa…”.
Nella capitale lettone si laureò in Economia e Scienze Bancarie, nonostante avesse già dimostrato uno spiccato interesse per il disegno, ma in seguito, ancora nella sua città, proseguì comunque gli studi in una scuola d’arte. Ha partecipato a congressi exlibristici, ha conseguito numerosi premi, ha esposto in molte mostre: una delle ultime si è tenuta nell’ottobre 2005 al Museo Ex libris Mediterraneo, di Ortona (Ch), accompagnata da un pregevole catalogo, a cura di Cristiano Beccaletto.
Natalija Cernetsova, exl op. 226, Marie-Rose Theunis
C3, 100x70 mm, Leda
Di questa manifestazione Natalija afferma che “purtroppo non sono potuta andare di persona, ma è stato per me un onore esporre i miei exlibris in una mostra insieme a Ettore Antonini, bravo e noto incisore italiano. E' meraviglioso questo progetto ad Ortona (Centro studi, Museo Exlibris, Raccolta, Sala esposizioni) che è curato con molto entusiasmo e professionalità da Cristiano Beccaletto, dopo la recente scomparsa del grande esperto e collezionista, Dr.Remo Palmirani, che si era fatto promotore dell’iniziativa”.
Ancor prima di esporre le sue opere ad Ortona, l’artista era già legata all’Italia, che Natalija considera la meta preferita dei suoi numerosi viaggi: infatti, come afferma lei stessa, il nostro Paese “è un paradiso d’Arte e di Natura, [perché vi si possono ammirare] città uniche come Roma, Firenze, Venezia, ricchi musei che conservano i capolavori dei grandi maestri, un’atmosfera di creatività e spiritualità […], segni del tempo, della natura e della vita di molti secoli che si scoprono ad ogni passo e con ogni visita. Ogni opera umana in Italia si trova ad un livello più alto, trasformandosi spesso in un’opera d’arte. Il sole, che con la sua luce calda affluisce generosamente, si rispecchia sui marmi bianchi degli antichi palazzi, sulle facciate delle case, sulle finestre, sui portici, sui balconi, sulle piazze e sulle vie affollate dal pubblico movimentato e sorridente, un vivace mare multiculturale!”.
Inoltre la Cernetsova ritiene che “proprio l'Italia, con le sue attività nel campo artistico dell’ex libris, dia una risposta concreta che ci lasci sperare in un futuro prospero per l'arte della piccola grafica. Basta citare, oltre al progetto di Ortona, anche la Biennale d'Acqui Terme che regala a tutti gli amanti della grafica un'intera giornata d'Arte e dedica ...
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