Report: Acqui Terme 2005 - Premio Acqui VII Biennale Internazionale per l'Incisione
1 - le
incisioni vincitrici | 2
- gli ex libris vincitori | 3
- il catalogo
4 - Georges Rouault | 5
- racconto per immagini

(dalla cartella stampa)
Georges Rouault (1871-1958)
Complessa e tormentata è la storia della grafica di Rouault. Trascurando tre o quattro piccoli rami incisi occasionalmente, l'interesse dell'artista ormai quarantacinquenne si volge all'incisione stimolato da Ambroise Vollard che gli commissiona acqueforti per illustrare un suo scritto: "Reincarnation du Père Ubu".
La possibilità di accedere alle più importanti stamperie parigine (Potin, Haasen e Lacourière), e il richiamo di Vollard, immergono Rouault in queste nuove ricerche.
Nei laboratori degli stampatori sperimenta tutte le tecniche calcografiche, preferendo l'acquatinta allo zucchero e rielaborando le matrici con bulino, spianatoio, rotella e puntasecca. Lavora sui ramo dell'"Ubu" prima e del "Miserere" poi: immagini dove i profondi neri e bianchi si muovono in variazioni cromatiche di chiaroscuro forse mai note nella storia dell'incisione. Non è errato trovare valori pittorici nelle sue incisioni, ma le campiture diventano esse stesse segno grafico, quel segno impresso che è proprio dell'incisione e non della pittura.
Quando poi si dedicherà, sempre su richiesta di Vollard, alle stampe a colori con l'uso di più lastre, lo stesso colore diventa seno e concorre a creare l'immagine non come semplice supporto cromatico, ma come parte dell'immagine stessa.
Nascono così le due grandi opere "Cirque de l'étoile filante" con testo dello stesso Rouault e "Passion" di André Suarès. Trentaquattro tavole ce splendono come vetrate gotiche.
Attratto dalla poesia di Baudelaire, compone quattordici tavole in bianco e nero tirate nel 1927 ed edite postume nel 1960. Ritorna ancora, una decina d'anni dopo, nel 1936 a "Les Fleurs du mal" di Baudelaire con una seconda suite di acqueforti-acquetinte, stavolta a colori.
È proprio la morte di Vollard che ritarda l'edizione del "Miserere". La monumentale opera, capolavoro della grafica del XX secolo, pur stampata prima del 1920, vede la luce solo nel 1947.
Le grandi tavole del "Cristo in croce", di "Autunno"
e di "La aia dei trapassati" sono il culmine della complessa
attività di incisore. Non si possono però dimenticare
le quasi cinquanta litografie, gran parte delle quali richieste
da Edmond Frapier, il cui atelier era specializzato nella tecnica
litografica, che trattano le stesse tematiche. Anche qui la sua
poetica viene elaborata ed espressa con ottimi risultati anche in
questa tecnica.
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