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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 17 agosto 2004
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Recensione: La Mala-Ricetta.
di Independence Day

La Mala-Ricetta
La Mala-Ricetta
di Informatore Anonimo
Prezzo: euro 12,39 (9 agosto 2004)
4a ed., 176 p.
1a ed. Anno 2000
Editore Frilli
Collana Controcorrente


Esistono medici corrotti?
Le medicine che vi prescrive il medico sono quelle che fanno bene alla vostra salute o sono quelle che fanno bene al portafoglio del medico?
Per quale ragione un medico prescrive una medicina piuttosto che un'altra? Lo fa perché è più efficace? Perché è proprio quella che ci vuole per voi? Perché la Casa farmaceutica gli passa una percentuale su ogni scatoletta prescritta?
Come fanno le case farmaceutiche a invogliare i medici a prescrivere certe medicine invece che altre?
Quanto costano i cosiddetti "congressi di aggiornamento"? E poi, aggiornano davvero? Chi paga per tutto questo?
Che cos'è il comparaggio?

Il libro "La Mala-Ricetta" è un racconto drammatico, per quanto scritto con uno stile che vuole essere ironico, che spiega che cosa succede quando "chi sceglie la medicina non la usa e non la paga, chi la paga non le sceglia e non la usa, e chi la usa non la sceglie e non la paga"...
E' un libro opera di qualcuno che conosce bene i meccanismi di cui parla; ora abbiamo a disposizione un testo scritto informato e ben argomentato, è questa la cosa importante: senza libri come questo saremmo ancora ai "si dice", ai "pare che".

Oserei dire che è vostro interesse leggere questo libro, capire, meditare addirittura; è vostro interesse leggerlo perché nella vostra vita siete (o sarete) ammalati e bisognosi di cure; pagatori di tasse che in parte servono a coprire le spese sostenute per le medicine; elettori che scelgono con quale politica governare questo Paese. Se volete essere cittadini consapevoli di ciò che succede intorno a voi, naturalmente.

Cito, tra virgolette, estratti dal libro.

Gli informatori scientifici del farmaco, "quei misteriosi 'omini con la borsa'. Quelli che vi rubano il posto quando siete in fila dal dottore (...) non informano proprio niente, devono 'vendere'. Essi sono misurati in base al numero di pezzi venduti, forniti da apposite società e vengono valutati, quotidianamente, non in base alle competenze scientifiche (...) ma unicamente in funzione del numero di scatolette vendute nel territorio di competenza".

"Quando un'azienda farmaceutica offre al medico, in cambio della prescrizione di un certo farmaco, benefici di varia natura si dice che fa del comparaggio. Le offerte possono essere di vario genere: regali, oggetti d'uso professionale, libri, viaggi, contante.
In Italia esistono alcune aziende specializzate nel cercare di convincere i medici ad accettare una certa cifra per ogni scatoletta di farmaco prescritta".

"Il medico che ci interessa, quello che accetta o pretende regali in cambio di prescrizioni, appartiene ad una tipologia molto particolare e, per fortuna, rara. Questo professionista, per il suo retroterra culturale e per i molti sacrifici affrontati nei lunghi anni di studio, si sente sempre in credito dalla vita. Per questa ragione e per il fatto di essere quotidianamente a contatto con il dolore, con il male e con la morte, tale medico è avido di gratificazioni morali ma, soprattutto, materiali. Spesso inoltre, la convinzione, vera o presunta, di essere il depositario della salute del prossimo, può sfociare nel delirio di onnipotenza.
Intendiamoci, i medici di base di cui parlo, sono una minoranza nel mare magnum di tutti i mdeici che, nonostante tutti i lacci e lacciuoli delle leggi e dei regolamenti, nonostante le nuove ASL che, perennemente alla ricerca del pareggio di bilancio fanno loro i conti in tasca, cercano di fare onestamente il loro lavoro.
E' sufficiente che un medico ogni cento corrisponda ai tipi che descriverò e il fenomeno del comparaggio assume le dimensioni di una catastrofe biblica, per i medici, per le industrie serie, per i cittadini e per lo stesso Stato.
Se a tutto questo aggiungiamo che, negli anni '70, molti studenti si iscrissero a Medicina non per vocazione ma spinti dalla prospettiva di forti guadagni e che in quegli anni le università facevano una selezione praticamente nulla, otteniamo alcuni medici inesperti, avidi, demotivati e scientificamente ignoranti".

Vi riporto un link a una notizia che riguarda la cosiddetta "Operazione Giove" della Guardia di Finanza.

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La Mala-Ricetta - di Informatore Anonimo


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