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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 18 ottobre 2001
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Recensioni.

Eva Luna racconta, di Isabel Allende e
Cardiofitness, di Alessandra Montrucchio - di Sgamarillo

Eva Luna racconta, di Isabel Allende
Feltrinelli

Isabel Allende è l’ulteriore conferma della particolare vivacità della tradizione narrativa sudamericana, espressa anche da altri nomi celebri fra cui Marquez, Sepùlveda e Coloane: uno stile dove la facilità di scrittura diventa quasi affabulazione mescolandosi al ricordo, alla metafora, alla capacità di evocare situazioni improbabili e immagini inedite e si stempera in un racconto caleidoscopico, ricco di toni e sfumature. Basta sfogliare le pagine di questa piccola raccolta per vedere scorrere fra le righe una variopinta galleria di ritratti femminili, uno più interessante dell’altro e tutti di grande originalità.

"A undici anni Elena Mejìas era ancora un cucciolo denutrito, con la pelle opaca dei bambini solitari, la bocca che mostrava qualche vuoto di dentizione tardiva, i capelli color topo e uno scheletro visibile che pareva troppo contundente per la sua taglia e minacciava di sbucar fuori dalle ginocchia e dai gomiti. Nulla nel suo aspetto tradiva i suoi sogni torridi o annunciava la creatura appassionata che in realtà era. Passava inavvertita tra i mobili ordinari e le tende stinte della pensione di sua madre. Era solo una gatta malinconica che giocava tra i gerani polverosi e le grandi felci del patio o transitava tra il focolare della cucina e i tavoli della sala da pranzo con i piatti della cena."

"Era Hortensia, che brillava con una fosforescenza da madreperla sotto le lanterne implacabili dei pompieri, quasi cieca, con i denti guasti e le gambe tanto deboli che quasi non poteva reggersi in piedi."

"Per tanti anni ballarono insieme il Capitano e la Bimba Eloisa, che raggiunsero la perfezione. Ciascuno sapeva intuire il movimento susseguente dell’altro, indovinare l’istante esatto della prossima giravolta, interpretare la più impercettibile pressione della mano o deviazione di un piede. Non avevano perso il passo una sola volta in quarant’anni, si muovevano con la precisione di una coppia abituata a far l’amore e a dormire abbracciati stretti, perciò risultava così difficile immaginare che non si erano mai scambiati nemmeno una parola."

"Marcia Lieberman sentì lo sguardo dell’uomo incollato alla sua pelle, come una carezza indecente."

(c) 2001 Sgamarillo
(c) 2001 Artifex

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Cardiofitness, di Alessandra Montrucchio
Marsilio

Dopo la scarica adrenalinica dell’ondata pulp una scrittrice della stessa generazione lascia spazio ai sentimenti, con una storia di adolescenti che ricorda un po’ il Brizzi di Jack Frusciante. La narrazione è bradicardica, a discapito dello scenario in cui si svolge, ma ogni due o tre pagine improvvise fibrillazioni stimolano a ripercorrere le righe per riprendere battiti perduti. Lo consiglio “di cuore” a chi non si allena più alla conquista perché pensa che sia una gara persa in partenza, o a chi sente che il rapporto con l’altro è “giù di forma”. Date un’occhiata agli estratti, sono degli zuccherini che entrano subito in circolo, dolci quanto basta ma non edulcorati.

"Così alto, così profumato. E così aggraziato nei movimenti, come se non volesse disturbare l’aria che lo circondava."

"Stefania che gli spazzolava i capelli dopo la doccia e diceva sai una cosa?, se credessi in Dio penserei che, al momento di scegliere il colore dei tuoi capelli, fosse così indeciso che prese una mimosa, un raggio di sole, una nocciola, un filo di paglia, un pulcino, un girasole, una castagna, una noce, e dette ai tuoi capelli i colori di tutte queste cose insieme."

"Una pioggia non abbastanza pioggia per aprire l’ombrello e abbastanza pioggia per infastidire gli occhi."

"Chissà perché bisogna sempre aver voglia di arrivare in un posto preciso."

"Dicono tanto che l’età non è un fatto anagrafico e poi guai se provi a fare qualcosa che non è nel regolamento previsto per te e per i tuoi coetanei."

"Il tragico non è quando non riesci a essere te stesso. Il tragico è quando essere te stesso significa solamente essere quello che vogliono gli altri."

(c) 2001 Sgamarillo
(c) 2001 Artifex

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