Recensioni.
Eva Luna racconta, di Isabel Allende
e
Cardiofitness, di Alessandra Montrucchio -
di Sgamarillo
Eva Luna
racconta, di Isabel Allende
Feltrinelli
Isabel Allende è l’ulteriore conferma
della particolare vivacità della tradizione narrativa sudamericana,
espressa anche da altri nomi celebri fra cui Marquez, Sepùlveda e Coloane:
uno stile dove la facilità di scrittura diventa quasi affabulazione
mescolandosi al ricordo, alla metafora, alla capacità di evocare
situazioni improbabili e immagini inedite e si stempera in un racconto
caleidoscopico, ricco di toni e sfumature. Basta sfogliare le pagine di
questa piccola raccolta per vedere scorrere fra le righe una variopinta
galleria di ritratti femminili, uno più interessante dell’altro e tutti
di grande originalità.
"A undici anni Elena Mejìas era ancora un cucciolo denutrito, con la pelle
opaca dei bambini solitari, la bocca che mostrava qualche vuoto di
dentizione tardiva, i capelli color topo e uno scheletro visibile che
pareva troppo contundente per la sua taglia e minacciava di sbucar fuori
dalle ginocchia e dai gomiti. Nulla nel suo aspetto tradiva i suoi sogni
torridi o annunciava la creatura appassionata che in realtà era. Passava
inavvertita tra i mobili ordinari e le tende stinte della pensione di sua
madre. Era solo una gatta malinconica che giocava tra i gerani polverosi e
le grandi felci del patio o transitava tra il focolare della cucina e i
tavoli della sala da pranzo con i piatti della cena."
"Era Hortensia, che brillava con una fosforescenza da madreperla sotto le
lanterne implacabili dei pompieri, quasi cieca, con i denti guasti e le
gambe tanto deboli che quasi non poteva reggersi in piedi."
"Per tanti anni ballarono insieme il Capitano e la Bimba Eloisa, che
raggiunsero la perfezione. Ciascuno sapeva intuire il movimento
susseguente dell’altro, indovinare l’istante esatto della prossima
giravolta, interpretare la più impercettibile pressione della mano o
deviazione di un piede. Non avevano perso il passo una sola volta in
quarant’anni, si muovevano con la precisione di una coppia abituata a
far l’amore e a dormire abbracciati stretti, perciò risultava così
difficile immaginare che non si erano mai scambiati nemmeno una parola."
"Marcia Lieberman sentì lo sguardo dell’uomo incollato alla sua pelle,
come una carezza indecente."
(c) 2001 Sgamarillo
(c) 2001 Artifex
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Cardiofitness, di Alessandra Montrucchio
Marsilio
Dopo la scarica adrenalinica dell’ondata
pulp una scrittrice della stessa generazione lascia spazio ai
sentimenti, con una storia di adolescenti che ricorda un po’ il Brizzi
di Jack Frusciante. La narrazione è bradicardica, a discapito dello
scenario in cui si svolge, ma ogni due o tre pagine improvvise
fibrillazioni stimolano a ripercorrere le righe per riprendere battiti
perduti. Lo consiglio “di cuore” a chi non si allena più alla
conquista perché pensa che sia una gara persa in partenza, o a chi sente
che il rapporto con l’altro è “giù di forma”. Date un’occhiata
agli estratti, sono degli zuccherini che entrano subito in circolo, dolci
quanto basta ma non edulcorati.
"Così alto, così profumato. E così aggraziato nei movimenti, come se non
volesse disturbare l’aria che lo circondava."
"Stefania che gli spazzolava i capelli dopo la doccia e diceva sai una
cosa?, se credessi in Dio penserei che, al momento di scegliere il colore
dei tuoi capelli, fosse così indeciso che prese una mimosa, un raggio di
sole, una nocciola, un filo di paglia, un pulcino, un girasole, una
castagna, una noce, e dette ai tuoi capelli i colori di tutte queste cose
insieme."
"Una pioggia non abbastanza pioggia per aprire l’ombrello e abbastanza
pioggia per infastidire gli occhi."
"Chissà perché bisogna sempre aver voglia di arrivare in un posto
preciso."
"Dicono tanto che l’età non è un fatto anagrafico e poi guai se provi a
fare qualcosa che non è nel regolamento previsto per te e per i tuoi
coetanei."
"Il tragico non è quando non riesci a essere te stesso. Il tragico è
quando essere te stesso significa solamente essere quello che vogliono gli
altri."
(c) 2001 Sgamarillo
(c) 2001 Artifex
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