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Notizie e opinioni sul mondo dei libri e dell'ex libris. 18 ottobre 2001
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Block Notes

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Sommario.

Presentazione.

Un centro culturale per l'Europa.
Interviste con Ferdinando Camon e Lucio Lami
,
di Giancarlo Nicoli

Compiano (Parma), 8 settembre 2001.
Immagini: il Premio annuale del P.E.N. Club Italiano
di g.n.

Il Premio P.E.N. Club 2001 a Giuseppe Pontiggia. (comunicato stampa)

Ex Libris: consigli a un collezionista principiante, di Benoît Junod

Recensioni.
Eva Luna racconta, di Isabel Allende e
Cardiofitness, di Alessandra Montrucchio -
di Sgamarillo

 


Presentazione.

Durante il primo fine settimana di settembre, si è svolto l'ormai tradizionale incontro tra i soci del P.E.N. Club Italiano. Nel pomeriggio di sabato, 8 settembre, con lo spoglio delle schede giunte in segreteria, è stato proclamato vincitore Giuseppe Pontiggia, con il (bellissimo) libro, "Nati due volte" (Mondadori). Di questo avvenimento trovate una relazione fotografica e il comunicato stampa del P.E.N.
Ricordo, tra l'altro, che il P.E.N. Club Italiano ha un sito Internet (qui).

In quei giorni ho avuto la possibilità di avvicinare il Presidente del P.E.N., Ferdinando Camon, e il Vicepresidente, Lucio Lami, che è anche il responsabile del premio. Ho chiesto loro una breve intervista, che entrambi hanno accettato. Le trovate qui di seguito.

Con questo numero di "Block Notes" comincia la collaborazione di Benoît Junod, collezionista e commentatore exlibristico ginevrino. Il "pezzo" si rivolge in particolare a chi sta muovendo i primi passi nel mondo dell'ex libris. L'idea di commissionare questo articolo a Junod mi venne nel leggere uno scambio di battute tra il Junod medesimo e un aspirante collezionista; scambio di battute di cui sono stato partecipe in quanto iscritto alla "exlibris mailing list", alla quale liberamente potete iscrivervi (attenzione, però: è solo in inglese).

Buona lettura.
g. n.

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Un centro culturale per l'Europa.
Interviste con Ferdinando Camon e Lucio Lami,
di Giancarlo Nicoli

Di Ferdinando Camon (che ha il proprio sito Internet, al quale vi riferiamo) ricordiamo solo molto sinteticamente che la sua opera è stata introdotta in Francia da Jean-Paul Sartre, e che i suoi libri sono tradotti in quasi tutto il mondo (in questi mesi si è aggiunta la Turchia).
E' Presidente del P.E.N. Club Italiano dal 1999.

Domanda: "Per quale motivo ha accettato la presidenza del P.E.N. Club?"
Ferdinando Camon: "Nessuna agenzia o associazione italiana riesce a portare gli autori, i loro libri, le loro idee, la conoscenza dei loro problemi e le loro proposte, in cento paesi del mondo. Il P.E.N. ci arriva. Volevo sperimentare questa efficacia, di cui la scrittura oggi ha assoluta necessità. Ho tentato agganci (riusciti) con Cina e Giappone e con la Turchia, paese europeo, ma non attento a noi (né noi siamo attenti agli scrittori turchi)."

D: "Può soffermarsi sullo slancio internazionale da lei impresso al P.E.N. Club Italiano (la rivista viene spedita ai centri italiani di cultura nel mondo, a tutti i P.E.N. Club del mondo, lei scrive personalmente ai Presidenti P.E.N. di vari Paesi, raccomandando la traduzione in quei Paesi di libri italiani...)?"
FC: "Il P.E.N. italiano aveva bisogno di un notiziario snello, a basso costo, di facile composizione, che ci collegasse con tutti i centri P.E.N. del mondo e tutti gli istituti italiani di cultura all'estero. Lo abbiamo creato. Una volta andava perduto troppo materiale: i discorsi di Moravia, per esempio, tenuti in quanto presidente del P.E.N. italiano, sono perduti e irrecuperabili. Questo non accadrà più. Ciò che noi facciamo resta nel notiziario, resta nei dischetti da cui il notiziario è stampato. Ho sperimentato che i presidenti dei P.E.N. del mondo rispondono con prontezza alle lettere e ai fax. Purtroppo le questioni su cui varrebbe la pena consultarli (per esempio: la guerra, il fondamentalismo, le dittature, la censura, le stragi...), perché sono questioni che li riguardano direttamente, andrebbero poste dal P.E.N. Internazionale, non da un P.E.N. nazionale come il nostro. Ma si fa quel che si può."

D: "Che bilancio trae della sua presidenza fino a questo momento?"
FC: "Se svolta bene, la presidenza è interessante, utile, proficua. Ha un difetto: costa troppe energie. E io comincio ad averne poche."

D: "Quali sogni ha nel cassetto per il P.E.N. Club Italiano di domani?"
FC: "Se si realizza il sogno di Lucio Lami (fare un premio P.E.N. Europeo), subito gli agganci con tutti i paesi dell'Europa diventano più stretti, frequenti, redditizi. Diventeremo un centro culturale dell'Europa."

Di Lucio Lami, vicepresidente del P.E.N. Club Italiano e responsabile del Premio, riportiamo un profilo biografico pubblicato in occasione dei vent'anni del premio Max David per l'inviato speciale (qui).

Domanda: "Che cosa ritiene necessario per un potenziamento del P.E.N. Italiano?"
Lucio Lami: "Una reale attività per il Writers in prison. Per due motivi: perché esso rappresenta lo spirito più moderno del P.E.N. e perché solo alzando quella bandiera è possibile attirare i grandi scrittori nella nostra associazione".

D: "Come procede la sua idea di trasformare il premio letterario in Premio Europeo?"
LL: "Faticosamente. Ho colloqui in corso con la Provincia di Parma, con la regione Emilia Romagna e sto contattando il ministero. Occorrono fondi e strutture. Non mi scoraggio ma so che la cultura, a livello istituzionale, è cosa difficile da piazzare. In primavera potrò dire se l'operazione avrà avuto successo. A volte, lo confesso, ho momenti di perplessità. L'impegno è continuo, a scapito del mio lavoro. E sono sempre impressionato che ci siano tanti soci paganti che non si fanno mai vivi, che non ho mai visto a Compiano. Il P.E.N. non è un'accademia."

D: "Se lo scopo del premio nazionale era quello di far conoscere il P.E.N., quello del Premio Europeo quale sarebbe?"
LL: "Creare un appuntamento annuale che consentisse ai soci dei P.E.N. Europei di incontrarsi e di parlare di cultura e di libertà. E' la cosa di cui si sente bisogno. Non ci conosciamo e l'incontrarci consentirebbe quel superamento delle barriere che è nello statuto del P.E.N.. Il guaio è che per organizzare un incontro annuale a quel livello ci vogliono denari e strutture. E ottenerli non è facile."


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