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Furio de Denaro, arte e scienza dell’incisione – L’inaugurazione


di Cristiano Beccaletto

Ci sarà tempo per rivisitare la vita artistica di Furio de Denaro, quel tanto che si potrebbe scrivere al riguardo mi trova ancora con l’emozione forte della sua perdita. Vorrei invece tracciare adesso come una via, un filo sottile, una traccia, per coloro che ne studieranno le opere incisorie e i tanti inediti come appunti grafici, disegni, opere a colori, che in pochi conoscevano. Ma fin da ora, fin dall’inizio, un concetto deve emergere con chiarezza: la sua attività di ricercatore, di storico, di fine e meticoloso didattico non può ne deve essere separata dalla sua arte. Sono la medesima cosa, indissolubilmente legate l’una alle altre.

Nei nostri dialoghi sull’arte – non solo l’incisione –  ci siamo chiesti spesso se l’impegnarsi in altri settori come appunto la ricerca, lo studio, la didattica, le conferenze, l’organizzazione, la scrittura, non fosse in qualche modo dispersivo, se il tempo passato al personal computer a scrivere oppure a cercare in qualche biblioteca o ancora sui libri, nel web una qualsiasi traccia su un artista o su una tecnica non sottraesse alla nostra vita una parte importante da dedicare alla sola creatività. Ebbene, alla fine di questo nostro pensare è sempre emersa la convinzione che tutto questo era Arte, con diversi volti, ma sempre e in modo univoco Arte.

Il primo passo per comprendere e studiare l’opera di Furio de Denaro è quello di leggere il libro edito nel 1994, “Domenico Tempesti – I discorsi sopra l’intaglio”, frutto del lavoro di ricerca compiuto al tempo della sua tesi di laurea alcuni anni prima. In seguito si potranno meglio comprendere i suoi vari percorsi artistici, dall’incisione su rame e su legno fino alla didattica e alla ricerca.

In molti si domanderanno se la sua evoluzione nel linguaggio incisorio si fosse compiuta del tutto, cioè se la sua arte avesse raggiunto la meta che lui si era prefisso. La risposta –  mutuando Marcel Duchamp – non c’è perché non c’è alcun problema. Però, vedendo alcuni dei suoi ultimi lavori in xilografia all’inaugurazione della mostra dedicatagli dal Museo della Grafica di Pisa, sarei dell’idea che forse quella meta sia stata raggiunta. Ma questa è un’altra storia.

Ad ultimo mi conforta il fatto che per la mostra sia stato scelto il titolo “Furio de Denaro – Arte e scienza dell’incisione” che sottintende come, in questa prima mostra dopo la sua scomparsa, sia già riconosciuta una sorta di unitarietà fra le varie anime che hanno contraddistinto la sua arte e anche la sua vita.

Da sinistra a destra: Adriana, Valerio Mezzetti (in secondo piano), Federica Fiorenzani, Roberta Dittura de Denaro

Da sinistra a destra: Adriana Invernizzi, Valerio Mezzetti (in secondo piano), Federica Fiorenzani, Roberta Dittura de Denaro

Furio de Denaro

Storico dell’arte, incisore e xilografo, classe 1956, ha iniziato la pratica xilografica nel 1971 durante gli studi presso l’Istituto d’Arte E. e U. Nordio di Trieste, sua città natale, nel cui laboratorio di ebanisteria ha preparato le prime tavole ed i primi strumenti utili all’incisione su legno di testa. E’ in questo Liceo che si diploma a pieni voti, nel 1976.

La sua passione e naturale predisposizione per le tecniche incisorie lo portano tra il 1979 e il 1980 a Londra, dove vive e lavora e dove frequenta le sezioni di xilografia e litografia con John Roberts e la sezione di calcografia con David Carr alla Camden School of Art. Nel corso di questa permanenza viene presentata una selezione di sue incisioni all’Università di Oxford.

Questi studi sono ulteriormente rafforzati da un contatto con Tranquillo Marangoni  nel 1983.

Negli anni dal 1980 al 1988, Furio frequenta la Scuola Libera dell’Acquaforte C. Sbisà di Trieste e nel 1988 partecipa al seminario di bulino calcografico, presso il Bisonte di Firenze, che Gabor Peterdi tiene in Europa in occasione dell’unica mostra allestita fino ad allora in Italia.

Torna a Firenze l’anno seguente per il “Multiplate Mezzotint workshop” tenuto da Narumi Harashina e sempre nello stesso anno frequenta lo stage di perfezionamento “Wood Engraving workshop” con Simon Brett e John Lawrence, presso il Camberwell College of Art di Londra.

Dopo aver operato, attraverso ricostruzioni grafiche, osservazioni di analisi compositiva pittorica ed architettonica e ricostruzioni di prospettiva pre-rinascimentale, esercitazioni con la camera ottica e ricostruzioni grafiche da Canaletto, a partire dal 1982 impiega le esperienze maturate nella pratica della xilografia su legno di testa e della produzione calcografica a bulino quale strumento d’indagine utile a documentare sperimentalmente osservazioni tecniche in materia Storico Artistica:

Albrecht Dürer – ricostruzione della prima incisione calcografica datata (1984);

Robert Nanteuil – osservazioni sulla ritrattistica a pastello e bulino calcografico (1986)

Domenico Tempesti – ricostruzione ritrattistica – (1988) documentazione utile alla lettura critica di un trattato manoscritto seicentesco inedito – contenente gli insegnamenti di Roberto Nanteuil, incisore ordinario di Luigi XIV, dati al suo unico discepolo Domenico Tempesti al tempo del suo apprendistato a Parigi;

Andrea Mantegna – ricostruzione del trasferimento di un disegno sulla matrice calcografica e della successiva incisione a bulino. (LANDAU David, Mantegna as printmaker – in Andrea Mantegna p. 47, RAA London, MM New York 1992; LANDAU David, PARSHALL Peter, Renaissance Print, pp. 112,113 + n 31 p. 387, Yale University Press 1994).

Sarà proprio il trattato manoscritto seicentesco inedito sulla ritrattistica e l’incisione calcografica a bulino “Domenico Tempesti e la Teoria delle taglie”, l’argomento di discussione della propria tesi di laurea, che consegue a pieni voti con lode nel 1991, presso l’Università degli studi di Trieste con relatore il prof. Decio Gioseffi.

Con questa tesi gli viene assegnata una borsa di studio del Rotary Club di Trieste quale tesi scientifico sperimentale in Storia dell’Arte, e nello stesso anno viene presentata su Print Quarterly n° 2 vol. IX June 1992.

Nel 1994 pubblica con le edizioni S.P.ES. di Firenze l’edizione critica del trattato manoscritto seicentesco inedito sulla ritrattistica e l’incisione calcografica a bulino “Domenico Tempesti e la Teoria delle taglie”, presentata dal dott. Antonio Paolucci all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze (1994), da Maxime Preaud su Print Quarterly (December 1995 vol. XII n° 4), da Anthony Dyson su Printing Historical Society/ Bullettin 43 (Summer 1997) e riferita tra le tre fonti primarie del XVII sec. della documentazione tecnica calcografica in The Print in Italy 1550-1620, (Michael Bury, British Museum press, London 2001).

Nel 1999  Furio de Denaro è eletto Membro della Society of Wood Engravers (Gran Bretagna) e dal 2003 è coordinatore artistico del Centro Culturale Tranquillo Marangoni di Monfalcone.

Parallelamente ai suoi studi Furio è impegnato nella didattica artistica disegno e laboratorio presso l’Istituto Statale d’Arte di Trieste dove insegna dal 1978 al 1982; è docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste (Storia dell’arte e del restauro e Metodologia didattica della formazione artistica ed Educazione artistica) dal 1996 al 2003; è docente di disegno presso la Scuola del Vedere di Trieste (dal 1998).

Insegna bulino calcografico e xilografico presso Il Bisonte di Firenze (dal 1998), coordina i corsi di storia, teoria, tecnica ed identificazione visiva delle tecniche incisorie presso l’Istituto d’Arte di Trieste (1998-2002), segue il programma didattico il Segno Inciso a Pisa (dal 2000). Insegna presso la Scuola Libera dell’Acquaforte dell’Università Popolare di Trieste (dal 2003 al 2008).

Nel 2008 fonda, assieme ad un gruppo di ex allievi l’Associazione Culturale PRINTS (Presenze Incise a TrieSte) di cui è presidente e maestro. L’Associazione vuole essere e continuerà ad essere, così come Furio l’ha ideata e voluta, un laboratorio aperto alle varie esperienze tra Maestri e allievi esplorando tutte le tecniche incisorie dove poter crescere artisticamente.

Ha insegnato presso Laboratori e seminari di xilografia: Casore del Monte – Pistoia – Studio Italo Zetti, (1993), Trieste – Biblioteca Civica (1994  e 2000 con allestimento di una vetrina didattica sulle tecniche incisorie), Galleria d’Arte Moderna “ P. Revoltella” (1995),  Venezia, Scuola Internazionale di Grafica (1995), Trieste – Museo Civico di Storia Naturale (1997 con allestimento di una vetrina didattica sulle tecniche incisorie).

Nel 2000 ha completato il restauro conservativo di 69 matrici calcografiche del XVII°-XX° sec. (e tra queste, alcune decine servite alla pubblicazione di Numusmata Virorum Illustrium ex Barbadica Gente Padova 1732, tra i più raffinati esempi prodotti dall’editoria illustrata veneta settecentesca) conservate presso il Civico Museo di Storia e Arte di Trieste.

Attivo nella didattica museale (Biblioteca Civica, del Museo Civico di Storia Naturale e del Museo Civico di Storia ed Arte di Trieste) dalla cui esperienza derivano allestimenti e contributi  di storia, teoria, identificazione visiva delle tecniche incisorie sostenuta dalla ricostruzione operativa delle metodologie artistiche fino al recente Dall’erbario alla fisiografia – ricostruzione sperimentale della stampa naturale tratta dall’esposizione presentata da Alois Auer all’Accademia Imperiale delle Scienze di Vienna nel 1853 (Trieste 2008), Fisiografia  – la stampa naturale calcografica, Quaderno dieci, Civico Orto Botanico di Trieste, Trieste 2009, Bulino calcografico e xilografico, inPRESSIONI, suppl. n° 5, Genova, 2011.

Furio de Denaro ha vinto numerosi premi  premi, tra cui nel 1991 il primo premio per la xilografia nel Concorso Internazionale Ex Libris – Medicina e Arte nelle scienze biomediche Università di Torino; nel 1997 il premio acquisto per la xilografia nel CONCORSO INTERNAZIONALE DI EX LIBRIS PRO LOCO DI ROCCALBEGNA, Roccalbegna (Grosseto) e nel 2010 il primo premio nel I° Concorso Internazionale di Xilografia “Città di Lodi”.

Ha partecipato ad esposizioni collettive, Biennali [MINIATURE PRINT BIENNIAL, New York and New Caanan Ct., INTERNATIONAL PRINTS 2, Stamford Ct. and New York, XYLON ITALIANA 1 e 2 :TRIENNALE ITALIANA DI XILOGRAFIA, Genova, Schwetzingen (Germania), Urbino e Pordenone, XYLON INTERNATIONAL “Kunstler gegen krieg, gegen gewalt und fur den frieden”, Berlino,            Schwetzingen e Varsavia, , BIENNALE van de KLEINGRAFIEK Sint Niklaas 1993 – 1995  -2003, EXHIBITIONS of  Society of  Wood Engravers – Great Britain– London dal 1991.

Sue Grafiche e suoi Ex Libris   sono conservati in differenti Collezioni Pubbliche, tra cui:

BAGNACAVALLO (Gabinetto delle stampe antiche e moderne), Barcelona (Univeritat de Barcelona), Bologna (Archiginnasio), Bratislava (Museo dell’Ex Libris),  BRONZOLO -BZ (Centro di Documentazione dell’Illustrazione Contemporanea), Brunico (Museo Civico), CHRUDIM (Museo dell’Ex Libris), FIRENZE (Repertorio della Xilografia Italiana Contemporanea), Genova (Galleria d’Arte Moderna Villa Croce), GLIWICE (Miejska Biblioteka Publiczna w Gliwicach – PL), GRENOBLE (Museo Stendhal), MALBORK –PL- (Muzeum Zamkowe w Malborku), Milano (Biblioteca Comunale Sormani e Accademia di Brera), Monchengladbach (Museo dell’Ex Libris), New York (N.Y. Public Library), Pescara (Museo dell’Ex Libris G. D’Annunzio), Rijeka (Universitat Library), Sapporo (Museo dell’Ex Libris), Sint Niklaas-B (Stedelijk Museum), SOFIA – Bul. (National Library), TRIESTE (Museo Civico di Storia e Arte) VARESE (Biblioteca Comunale).

Numerosi sono i suoi contributi alla Letteratura Critica artistica e più di un centinaio sono gli Ex Libris ed altrettante le grafiche che ha inciso e che troviamo presenti in diversi Portfoli ed Edizioni contenenti originali. E’ rimasto incompiuto il suo progetto di cui ha presentato l’idea editoriale nel 2000, “Pinocchio Xilografico”.

Contemporaneamente a questi studi e alle sue continue esplorazioni del segno inciso, ha lavorato come ferroviere per oltre venticinque anni. Stimato dai suoi colleghi che poco conoscevano le sue vite parallele nel mondo dell’arte, conduceva fieramente i locomotori ed era attratto, con l’entusiasmo e lo stupore di un bambino, dai treni, in particolare quelli a vapore.

Furio de Denaro ci ha lasciati improvvisamente il 22 gennaio 2012. Aveva dedicato la sua vita allo studio con l’umiltà, lo slancio e la passione costante che solo le persone dall’animo grande e profondo posseggono. E’ stato non solo un grande incisore, uno studioso attento e il Maestro che condivide e trasmette incondizionatamente il suo sapere, ma anche un uomo generoso, un appassionato judoka e soprattutto un padre sempre presente ed amorevole.

Il suo nome e la sua persona rimarranno incisi nei nostri cuori come la lama dei suoi adorati bulini hanno lasciato inconfondibile e perenne il “suo” segno.

Roberta Dittura de Denaro

Una xilografia di Furio de Denaro

Una xilografia di Furio de Denaro

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