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L’Eneide di Virgilio dipinta in Scandiano dal celebre pittore Niccolò Abati incisa dal fu signor Antonio Gajani


Dal comunicato stampa.

Virgilio a Mantova

13 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012
Mostre, convegni, premi letterari, concerti, reading e tanti altri appuntamenti.
Onori a Virgilio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Mantova – Madonna della Vittoria
46100 Mantova – Via Claudio Monteverdi 1 (Angolo via Fernelli) – Tel. 338.8284909

L’Eneide di Virgilio dipinta in Scandiano dal celebre pittore Niccolò Abati incisi dal fu signor Antonio Gajani
14 ottobre – 4 dicembre 2011

Nella Chiesa di S. Maria della Vittoria di Mantova, in via Claudio Monteverdi 1 (Angolo via Fernelli), si inaugura la mostra “L’Eneide di Virgilio dipinta in Scandiano dal celebre pittore Niccolò Abati incisa dal fu signor Antonio Gajani”, Venerdì 14 ottobre alle ore 18.00 alla presenza del Sindaco di Mantova Arch. Nicola Sodano, Arianna Sartori curatrice della mostra, Paolo Corbellani vicePresidente Associazione Amici Palazzo Te e della Prof.ssa Maria Grazia Fiorini Galassi che ha curato la presentazione del catalogo.

Promossa dal Centro Studi Sartori per la Grafica e resa possibile grazie al prestito delle opere appartenenti alla “Raccolta delle Stampe Adalberto Sartori” di Mantova, è realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Mantova e dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

Aperta al pubblico fino al 4 dicembre 2011, l’esposizione che vedrà presentati tutti i fogli originali incisi al tratto, stampati a Modena nel 1821, sarà accompagnata da un catalogo, edito dal Centro Studi Sartori per la Grafica, realizzato a cura di Arianna Sartori, con presentazione e testi della prof.ssa Maria Grazia Fiorini Galassi, che propone la trascrizione e la riproduzione di tutte le incisioni sull’Eneide del testo origiale.

 

L’Eneide di Virgilio

Il Camerino dell’Eneide, affrescato da Nicolò Dell’Abate nel Castello di Scandiano, tra il 1540 e il 1543, su ordine del Boiardo, con il passare del tempo, dopo numerosi e sostanziali cambiamenti del palazzo, viene lasciato in abbandono tanto che, nel 1772, viene deciso lo stacco degli affreschi da parte dello scultore bolognese Sebastiano Pantanelli. Trasferiti a Modena e sistemati nella “Gran Sala” del Palazzo Ducale, nel 1815 un rovinoso incendio danneggia irreparabilmente “tre quadri dell’Eneide, le otto donne dei pennelli della volta, un monocromato e due quadretti semicircolari”.

Il primo studioso a tentare una ricostruzione del Camerino è Giambattista Venturi, che nel 1821 dà alle stampe un grande in folio contenente un’attenta descrizione dei dipinti, un saggio sull’attività di Nicolò Dell’Abate e le opere di altri artisti che hanno rappresentato l’Eneide, ma soprattutto una serie di incisioni realizzate da Antonio Gajani e da Giulio Tomba tratte da disegni eseguiti prima dell’incendio.

 

Antonio Gajani, incisore bolognese nato nel 1787, morto nel 1820, allievo del Longhi e professore nell’Accademia di Belle Arti di Modena; incise rami per le «Tavole anatomiche per li pittori ecc.» di G. B. Sabbatini (Bologna, 1814), vari ritratti (tra cui dodici piccoli ritratti dei principi di Modena (1816), un Ritratto del Marchese Gherardo Rangone per la Biografia di G.B. Venturi (1818) Castiglione (per il I voi. delle «Vite e Ritratti di illustri italiani» Padova, 1812) e riproduzioni da quadri di Benvenuti, Carracci, Longhi, Perugino e Nicolo dell’Abate.

Collaborò tra il 1817 al 1819 con 17 tavole al tratto per l’«Eneide di Virgilio dipinta a Scandiano dal celebre pittore Nicolo dell’Abate, ecc., dietro disegni di Giuseppe Guizzardi»; l’opera a causa della sua immatura scomparsa viene completata da Giulio Tomba che gli succedette nel lavoro, (anche come professore d’incisione all’Accademia di Belle Arti di Modena, poiché dal 12 ottobre 1820 la cattedra si era resa vacante per la morte del Gajani); l’opera viene stampata per G. Vincenzi e Compagno a Modena nel 1821.

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